Costi minimi: punti di vista

cargo transportation

Alessandro Amadio, Supply Chain Manager , Pietro Coricelli Spa: “E’ il libero mercato a determinare il prezzo equo”

In un mercato regolare la tabulazione delle tariffe non rappresenta mai un elemento in grado di favorire lo sviluppo del mercato. La libera concorrenza e il libero mercato finiscono normalmente per determinare il cosiddetto fair value o “giusto valore” per ogni prodotto o servizio offerto e di conseguenza di favorire lo sviluppo di soggetti più virtuosi. A questa logica non può fare eccezione Il mercato del trasporto che pure è molto particolare, risentendo di una moltitudine di variabili non sempre programmabili e gestibili direttamente dal trasportatore. In questo contesto la condivisibile eventuale eliminazione delle tariffe minime non dovrebbe in ogni caso alterare in misura significativa il mercato del trasporto che, operando nella maggioranza delle situazioni già con margini limitati, non consentirà ulteriori riduzioni tariffarie. In ogni caso quella minoranza di aziende che trarrà beneficio da eventuali riduzioni delle tariffe di trasporto in conseguenza di questo nuovo scenario, dovrà monitorare molto attentamente il servizio e l’assolvimento di tutti gli obblighi legislativi e di sicurezza dei propri partner logistici per i quali risponde in solido con i propri Provider.

—————————————————————————————————————————————————————————————————— Michele Palumbo,Procurement- Distribution & Logistics, Fleet – Bayer Spa:“L’impatto si limiterà  solo ai costi minimi dell’autotrasporto?”

Considerando il ruolo di presidenza del Consiglio Europeo ricoperto dall’Italia, è ipotizzabile un prossimo intervento di adeguamento del Legislatore alla pronunzia della Corte. Se così fosse, l’impatto sulle aziende sarebbe più importante per quelle che fanno ampio ricorso alla modalità di trasporto a carico completo, dal momento che, di fatto, sul trasporto a collettame o per percorrenze inferiori ai 100 km non sono stati definiti obblighi così stringenti. Sembra a questo proposito ragionevole porsi anche la domanda in merito alla portata che eventualmente avrebbe tale intervento: sarà limitato ai costi minimi dell’autotrasporto, oppure abbraccerà l’intero impianto normativo che prevede obblighi importanti anche sulla forma del contratto, sulle responsabilità dell’intera filiera in materia di sicurezza sociale e della circolazione, sui tempi di sosta, sulla documentazione di trasporto e via dicendo? Si tratta di aspetti che, essendo relativi a chiunque utilizzi di servizi di trasporto, possono avere un impatto non trascurabile non solo sui costi, ma sulle stesse dinamiche competitive del comparto e sulla sua apertura ad una maggiore internazionalizzazione. In merito alla sentenza, sembra essere stato definito in modo molto chiaro il ruolo avuto nel nostro Paese dall’Osservatorio per l’autotrasporto, non altrettanto si può dire in merito alle pubblicazioni sul sito del Ministero dei Trasporti della “Elaborazione periodica concernente i valori dei costi di esercizio (commi 1 e 2, art. 83 bis, L. 133/2008) e dei costi minimi di esercizio che garantiscono il rispetto dei parametri di sicurezza normativamente previsti (commi 4 e 4 bis, art. 83 bis, L. 133/2008) dell’impresa di autotrasporto di merci per conto di terzi, in relazione all’andamento del costo del carburante, così come rilevato dal Ministero dello Sviluppo Economico”. Sarà quindi necessario attendere la pronuncia della Corte Costituzionale in merito alla richiesta del Tribunale di Lucca del febbraio 2013 seguita qualche tempo dopo da quella del tribunale di Trento. La pronuncia della Corte di Giustizia Europea probabilmente renderà imminente e più agevole il lavoro dei giudici della Corte Costituzionale.

—————————————————————————————————————————————————————————————————— Andrea Furlanetto, Manager Business Development Southern Europe,TICONTRACT GmbH:“Nulla di inaspettato” 

A mio avviso siamo tutti consapevoli che quella per la difesa dei costi minimi è sempre stata una battaglia a tempo. La sentenza UE è giunta del tutto aspettata. Essa precede di poco tempo i prevedibili effetti della ulteriore liberalizzazione del cabotaggio effettuato dai vettori comunitari. Chiunque agisca nel mercato deve confrontarsi con esso, magari cercando di spostare il focus della negoziazione dal puro prezzo al valore che i diversi operatori logistici possono offrire. Lavorando per una piattaforma di e-sourcing ho sentito spesso l’obiezione che questi strumenti portano i fornitori ad effettuare una gara al massacro. Ebbene, l’evidenza di migliaia di tender effettuati ogni anno mediante il nostro software dimostra l’esatto contrario: preparare la documentazione di gara in modo formale porta a gare più trasparenti e meno aggressive, in cui i diversi livelli di servizio vengono tenuti in debita considerazione prima di prendere qualsiasi decisione.

—————————————————————————————————————————————————————————————————— Umberto Bedini, Logistic Manager: “Limare i costi. Rischi ma anche opportunità”

Purtroppo la sopravvivenza delle imprese italiane è fortemente dipendente dagli altissimi costi sia fissi siavariabili che il sistema Italia impone. I margini di guadagno sui prodotti sono veramente ridottissimi, in gran parte a causa della forte tassazione e dell’alto costo del lavoro. Solo le aziende che producono prodotti di altissima qualità che gravitano nell’ambito delle eccellenze, e sono veramente poche in Italia, riescono a sostenersi. Il fatto che nel nostro Paese non ci siano molte eccellenze tra la miriade di imprese che esistono in Italia, nonostante le grandi competenze nei vari settori dell’industria che abbiamo acquisito negli anni e che tutto il mondo ci riconosce, è dovuto in gran parte alla progressiva riduzione degli investimenti nella ricerca ed innovazione: siamo tra gli ultimi in Europa. Tutto ciò per dire che o le nostre imprese riescono ad elevare la qualità dei nostri prodotti con il conseguente aumento dei prezzi e dei margini, la Germania docet, attraverso la ricerca e l’innovazione oppure sono costrette a speculare anche sul centesimo con i fornitori di materie prime, semilavorati e servizi. Ovviamente la prima voce da tagliare che pesa dal 10% al 20% sui ricavi è proprio quella dei trasporti. Allora è necessario non essere vincolati ai costi minimi in modo che la trattativa sia il più aperta possibile e che le imprese possano ridurre il più possibile l’incidenza del costo del trasporto nel proprio conto economico. Questo atteggiamento porta inevitabilmente con se il rischio dell’impatto negativo sul servizio, ma oggettivamente in questo contesto storico tale rischio diventa secondario rispetto all’importanza del costo: questo a mio avviso è quello che la maggior parte delle aziende italiane pensano ma non sempre dicono apertamente.

——————————————————————————————————————————————————————————————————  Massimo Marciani,President FIT Consulting: “Rispettiamo le regole e applichiamo le sanzioni”

La questione dei costi minimi è senza dubbio una particolarità del nostro sistema industriale. Argomentare che sia necessario bloccare le tariffe ad un limite inferiore perché, al di sotto di quello, non si riesce a garantire la sicurezza di chi trasporta e degli altri utenti della strada mi pare quantomeno azzardato. Che poi a stabilire quel limite inferiore sia un cartello “sorry, un osservatorio” che include proprio le aziende destinatarie del provvedimento mi sembra ancora più assurdo. Ritengo che il metodo per garantire la sicurezza del trasporto sia un continuo ed avanzato sistema di controllo dei veicoli su strada svolto finalmente con l’utilizzo delle tecnologie telematiche a disposizione. Il punto è quindi quello di far rispettare le regole che ci sono –in termini di sicurezza, contrattuali, fiscali, cabotaggio, etc. – e poi lasciare che il mercato stabilisca il giusto prezzo per i servizi. Non credo sia un buon viatico verso il processo di sviluppo del nostro Paese lasciare che alcune aziende continuino ad operare in un mercato protetto pur non essendo competitive. Ripeto focalizziamoci sul rispetto delle regole e su sanzioni severe per chi non le rispetta impedendo in questo modo fastidiosi fenomeni di dumping basati non sulla reale migliore organizzazione delle aziende ma troppo spesso su azioni mirate di elusione ed evasione fiscale. E poi investiamo sulla qualità e sull’innovazione in modo da poter spuntare tariffe adeguate attraverso un processo di partnership con la committenza in modo da poter comunicare positivamente il settore logistico come rispettoso dell’ambiente e delle regole del mercato.

—————————————————————————————————————————————————————————————————— Massimo Colnago,esperto in logistica: “Verso il caos

I possibili scenari dopo la sentenza della corte europea si  moltiplicano giornalmente.Di fatto ritengo che la nostra “povera” nazione abbia fatto un’altra figuraccia sia per la chiarissima anti concorrenzialità delle tariffe minime che la stessa giustificazione: costi minimi per la sicurezza….!La corte, in maniera semplice e pragmatica ha suggerito di aumentare i controlli al fine di verificare il rispetto delle ore di guida, della documentazione contributiva o meno  e delle manutenzioni.Non penso ci volesse una sentenza ad evidenziare la mancanza di controlli continuativi e trasversali in questo settore. Appunto la mancanza dei controlli che hanno consentito ad alcune aziende a non rispettare i costi minimi, porterà ad un ulteriore inasprimento della competitività dal punto di vista tariffario almeno per recuperare gli svantaggi di coloro che invece le hanno rispettate.La forza delle organizzazioni sindacali di settore non porteranno a scioperi o altro come anni fa in altri paesi europei e quindi avremo la solita rincorsa al ribasso, frutto delle richieste di mercato dove l’adeguamento alle tariffe minime non è stato comunque recepito da tutta la filiera. Che dire, si ripresenterà nuovamente un mercato caotico, volto al massacro tra aziende fin tanto che si capirà che solamente i controlli puntuali potranno salvaguardare tutti noi operatori ed utenti.  

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