Distribuire bene per cibarsi meglio

Tre casi ad alta innovazione, dai grandi volumi movimentati dall’ortofrutta di largo consumo al “biologico” a domicilio.

di Antonio Massa

Complice la crisi dei consumi, che ha infierito su un andamento climatico sfavorevole, la produzione di frutta fresca italiana è scesa nel 2012 del 9,7% a circa 7,7 milioni di t (dagli 8,5 milioni del 2011). Nonostante la battuta d’arresto si tratta comunque com’è evidente di volumi enormi, che generano giri d’affari da capogiro. Rimanendo nell’ambito del fresco, i soli ortaggi hanno ad esempio comportato l’anno scorso una spesa delle famiglie italiane superiore ai 15 miliardi di euro (Fonte Ismea). E che le difficoltà congiunturali spingano i cittadini a risparmiare anche nel segmento alimentare non significa naturalmente che la penetrazione di questo genere di consumo, stimolato dal diffondersi negli anni di un corretto stile alimentare “mediterraneo”, non sia altissima. Riguarda infatti oltre il 95% delle famiglie, senza star qui a ricordare il peso notevole prodotto dalla domanda proveniente dall’industria di trasformazione.
Evidente quindi l’importanza di sorvegliare e rafforzare la struttura logistica dell’ortofrutta che mostra ampi spazi di miglioramento e sulla quale sarebbe lungimirante intervenire in attesa di una ripresa dell’economia attesa nel breve-medio periodo. Logistica ha per questo cominciato a osservare chi meglio si muove già ora mettendo in atto soluzioni d’avanguardia. Come Ortolog, presente non solo all’Ortomercato di Milano, e due realtà che operano nella parte più pregiata e attenta della filiera, quella relativa al segmento biologico: Bioxpress e Orto e gusta, quest’ultimo impegnato in prima linea sul tema della sostenibilità, poiché per le consegne utilizza mezzi alimentati a Gpl e, a breve, fattorini in bicicletta.

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