Fercam: “Non ci lasciano investire in Italia”

Foto Impianto vista aerea di progetto“In Italia non investe più nessuno”. “Non si trovano più posti di lavoro”. “Le aziende e i giovani scappano per costruirsi un futuro all’estero”.
Frasi tanto dette e ripetute, tanto passate di mano in mano e di bocca in bocca da essersi sgualcite. Diventando carta da parati di un Paese rassegnato a se stesso. Ma in questo pigro galleggiare, capita di lasciarsi sfuggire notizie che dovrebbero quanto meno far sorgere limpide delle domande. Come quella diffusa da Fercam circa una settimana fa, che riportiamo:

Non ci permettono d’investire 10 milioni di Euro per la realizzazione di un nuovo e moderno centro logistico da 20 mila metri quadrati per adeguare e mantenere competitiva la filiale di Sommacampagna e dare lavoro a cinquanta nuovi addetti. Non capisco come in questo periodo di crisi in Italia si possano ancora bloccare aziende che vorrebbero investire e aumentare i posti di lavoro”. Così Thomas Baumgartner, AD di Fercam e da pochi mesi al vertice della potente associazione degli Autotrasportatori ANITA.

Dopo 11 anni di richieste, incontri e progetti e inutili tentativi per l’ampliamento del centro logistico nella filiale FERCAM di Sommacampagna (Verona) , nei giorni scorsi è arrivato dal Comune il parere negativo alla realizzazione dei lavori.
Fercam si è insediata a Sommacampagna negli Anni Settanta, dove aveva rilevato un vecchio impianto di concerie dimesso. Dopo avere sanato l’impianto anche dalle coperture di eternit presenti, montato un impianto fotovoltaico e quindi dato un contributo positivo all’ambiente, ora si trova nell’impossibilità di continuare ad operare nel sito che necessita di un ammodernamento e ampliamento dell’impianto per poter rimanere competitiva.
Solo nel novembre 2013 la giunta comunale, dopo l’intervento dell’assessore provinciale alle attività produttive (commercio-industria-artigianato) formazione professionale, lavoro, servizi sociali e politiche comunitarie, Fausto Sachetto, aveva cercato di evitare la migrazione dell’investimento nella vicina provincia di Vicenza, con una delibera che indicava una via per rendere possibile lo sviluppo dell’ampliamento richiesto da FERCAM. La stessa delibera prevedeva la richiesta di assunzione di 50 nuovi addetti ed interventi di natura infrastrutturale, come una nuova rotatoria e l’ampliamento della sede stradale all’ingresso della filiale, nonché la piantumazione di alberi per la mitigazione dell’infrastruttura logistica.

Seguendo alla lettera gli indirizzi dati nella delibera, FERCAM ha sviluppato un nuovo progetto e si è impegnata con gli agricoltori locali all’acquisto dei terreni agricoli, peraltro a prezzi industriali, e in data 31 luglio 2014 con protocollo 12055 ha presentato la nuova documentazione al Comune di Sommacampagna. Contemporaneamente l’operatore logistico ha dimostrato con uno studio esterno che l’aumento del traffico veicolare sarebbe limitatissimo ed ha comunque inserito nel progetto la rotonda richiesta nella delibera del 2003 e nuove corsie di ingresso ed uscita dall’impianto per gli automezzi.

Ma veniamo ai fatti: Trattandosi di procedura a “sportello unico attivita`produttive” il comune di Sommacampagna ha convocato presso gli Uffici della Regione, specificatamente presso L’Ufficio della Responsabile SUAP Regionale diretto dall’ Architetto Laura Ambra in data 26 settembre 2014 la prima conferenza dei servizi, alla quale doveva seguirne una seconda per fare confluire eventuali esigenze di adeguamento del progetto. Due giorni primadella data della conferenza dei servizi il Comune di Sommacampagna, inspiegabilmente, senza sentire o avvisare Fercam e senza aspettare eventuali richieste che dovessero emergere dalla conferenza dei servizi, con deliberazione il Consiglio Comunale di Sommacampagna ha deciso di non accettare il progetto, cambiando gli indirizzi della delibera della precedente giunta comunale.

“La delusione è grandissima ed ora non solo stiamo valutando l’accorpamento della struttura di Sommacampagna con la sede di Vicenza, ma addirittura di trasferire all’estero le attività di logistica che intendevamo sviluppare in Veneto, portandole in Austria o in Slovenia, dove ci accolgono a braccia aperte e invece di chiedere misure compensative o impegni sul numero di assunzioni di personale, sovvenzionano la costruzione dell’impianto” ha fatto sapere Thomas Baumgartner, AD di Fercam.
“Non ci permettono d’investire 10 milioni di Euro per la realizzazione di un nuovo e moderno centro logistico da 20 mila metri quadrati per adeguare e mantenere competitiva la filiale di Sommacampagna e dare lavoro a cinquanta nuovi addetti. Non capisco come in questo periodo di crisi in Italia si possano ancora bloccare aziende che vorrebbero investire e aumentare i posti di lavoro. Dal 2012 al 2013 il nostro organico a livello globale e’ aumentato di ca. 60 unita’ e conta oggi ca. 1550 dipendenti. Nella sola filiale di Sommacampagna operano ca. 60 dipendenti diretti ai quali si aggiungono 80 collaboratori che lavorano indirettamente come cooperative di facchinaggio e padroncini per la raccolta e distribuzione delle merci. Questi dati dovrebbero essere sufficienti per permettere ad una azienda di potersi sviluppare senza lacci e lacciuoli o ulteriori garanzie” ha concluso Baumgartner amareggiato.

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