“Malpensa non diventerà mai un hub merci”

C_2_mmo_1540_imageslist_imageitem_0_image“Chiediamo di razionalizzare gli investimenti sugli aeroporti per renderli maggiormente attrattivi, e sollecitiamo l’adozione di regole chiare ed al passo con quelle degli altri Paesi europei”. L’appello al Sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, è stato firmato dalla comunità cargo italiana (Anama, Assohandlers, IBAR e AOC) a seguito delle ultime delibere prese da SEA in merito alla cargo city di Malpensa.

“Come è noto circa 500.000 tonnellate di merci italiane arrivano nel nostro Paese o partono per l’estero utilizzando aeroporti europei bypassando gli aeroporti nazionali – hanno spiegato – Ciò porta ad una minore efficienza delle nostre imprese, ad un costo sociale elevato (maggiore traffico ed inquinamento atmosferico) e ad una perdita economica per il nostro Paese. La comunità del trasporto merci via aerea da diversi anni lavora affinché l’Italia possa recuperare questo gap competitivo, cercando di realizzare le migliori condizioni affinché le merci italiane possano volare attraverso gli aeroporti nazionali”. Da qui la richiesta della comunità cargo di portare investimenti sugli aeroporti italiani e portarli al livello dei concorrenti europei.

Malpensa da sola movimenta oltre il 50% delle merci che passano da aeroporti italiani rappresentando, di fatto, il principale aeroporto cargo italiano. Anama, Assohandlers, IBAR e AOC dialogano continuamente con la SEA, società che ha la gestione dell’aeroporto varesino, al fine di trovare le formule migliori che possano incentivare l’utilizzo di Malpensa. Purtroppo, nonostante gli sforzi compiuti, le ultime decisioni di SEA sembrano andare incontro a mere politiche di bilancio con l’incremento delle tasse aeroportuali sulle merci (per ora solo annunciate; ricordiamo che le tasse aeroportuali esistono solo in Italia) e la volontà di addebitare un costo ai mezzi che si recano presso la Cargo City di Malpensa per il carico e scarico delle merci”.

Quest’ultimo aggravio in particolare è percepito con grande sconforto dalla comunità cargo italiana: infatti nessun porto o aeroporto ha mai pensato di tassare (tale costo viene visto appunto come una imposta) la merce per il solo fatto di dover essere scaricata. Un passo falso che porterebbe l’aeroporto di Malpensa, già tra i più cari d’Europa, ad essere visto come uno scalo ancor meno conveniente, vanificando il lavoro che da tanti anni la comunità cargo aerea italiana sta cercando di portare avanti.

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