MEC SPE 2016: Il ruolo centrale della Logistica nella “Fabbrica Intelligente”

Fabrizio Dallari, direttore C-Log LIUC Università Cattaneo e direttore tecnico della testata Logistica
Fabrizio Dallari, direttore C-Log LIUC Università Cattaneo e direttore tecnico della testata Logistica

Una “fabbrica intelligente” regola la sua filiera produttiva adeguandola ai bisogni attuali e utilizzando al meglio le risorse disponibili. Per farlo, deve essere in grado di coordinare tutte le sue fasi produttive, impiegando tecnologie e attrezzature in grado di aiutare il lavoro degli operatori, ridurre sensibilmente i margini di errore e ottimizzare l’intero processo, tutte operazioni che presuppongono un coinvolgimento importante della logistica. Proprio una dimostrazione di fabbrica intelligente in scala, logistica compresa, verrà presentato e coordinato da C-Log, il centro di ricerca sulla logistica dell’Università Cattaneo e sarà protagonista a Mecspe 2016. Ce ne parla il professor Fabrizio Dallari, nel duplice ruolo di direttore C-Log e di direttore tecnico della testata Logistica.

Professore, una premessa è d’obbligo. Qual sarà il ruolo della logistica in questa edizione?

All’interno di Mecspe il ruolo della logistica assume un carattere sempre più centrale, in coerenza con le strategie aziendali dell’industria manifatturiera moderna, che considerano finalmente questo settore come una parte integrante della propria filiera produttiva. Ciò vale per i magazzini e i centri distributivi, ma a maggior ragione nell’ambito della cosiddetta ‘fine linea’, quel passaggio spesso trascurato tra l’uscita dal reparto del prodotto o della merce confezionata nei reparti e la presa in consegna dalla logistica vera e propria. Fortunatamente le soluzioni migliorative oggi non mancano. Dagli LGV di ogni modello e prestazione, ai fasciatori con pesatura ed etichettatura incorporati, dalle tavole rotanti ai deviatori di flusso, dai miniload ai trasloelevatori. Oggi i progettisti possono offrire soluzioni su misura in grado di integrare interconnessioni di sistemi diversi, di controllare flussi in entrata e uscita ed evadere richieste in tempo reale, ricavando da ogni passaggio informazioni utili a guidare i processi. Per aiutare le aziende a superare una logica da ‘terra di nessuno’ che contrasta il concetto di fabbrica intelligente, al prossimo Mecspe questa nuova sensibilità sarà del tutto tangibile, in quanto gli spazi espositivi dedicati alla logistica non saranno più separati, ma contigui a quelli dedicati alle più importanti innovazioni tecnologiche e della robotica.

Quali sono gli aspetti salienti della linea dimostrativa?

Lo scorso anno ci siamo concentrati su un modello che rovesciasse il concetto di magazzino ‘a se stante’, per offrire un insieme di soluzioni coordinate per ridurre gli spazi, i tempi e i margini di errore grazie all’utilizzo di tecnologia smart abbinata a quella che definiamo filosofia lean. Quest’anno abbiamo pensato di proporre una linea dimostrativa che possa racchiudere alcuni aspetti concretamente attuabili anche nelle piccole e medie imprese, seguendo un modello di fabbrica intelligente che sia replicabile con investimenti tutto sommato contenuti, anche nell’ordine di venti-trentamila euro. Scopo della linea, quello di porre al centro della stessa un prodotto da realizzare e far muovere attorno ad esso macchinari che lavorano le diverse componenti della macchina, che sarà realizzata mediante stampanti 3D. Gli oggetti verranno movimentati soprattutto tramite cassette, carrelli filoguidati, rulliere, piccoli robot, che, dotati di una specifica mappa logica al loro interno sono in grado di rispettare un determinato percorso. Queste attrezzature tecnologicamente avanzate permettono di movimentare gli oggetti e trasferirli direttamente al magazzino, evitando lo stoccaggio di semilavorati. In una logica, quindi, di flusso teso, che permetta di ponderare e sincronizzare i vari reparti per garantire un lavoro svolto con continuità, con tempi di risposta ridotti e con il minor numero possibile di passaggi e movimentazioni.

In questo contesto che ruolo ha l’operatore?

L’obiettivo finale è quello di mostrare un progetto che non sia puramente dimostrativo, ma il più realistico possibile. In questa logica è compreso non solo un miglior modo di lavorare per l’operatore, ma anche l’aspetto relativo alla sua sicurezza. Sistemi automatici e operatore devono essere messi nelle condizioni di poter comunicare insieme in un ambiente in cui una perfetta integrazione arreca vantaggi alla produttività e allo stesso tempo garantisce sicurezza. Per far sì che ciò avvenga, ci possono aiutare sensori, tag e telecamere, ma anche sistemi di comunicazione vocali tra operatore e robot, grazie ai quali quest’ultimo può affrontare in tempo reale situazioni non previste dalle informazioni di default. Non basta, infatti, disporre di un robot intelligente se l’intero processo di linea non è strutturato per metterlo nelle condizioni di esprimere tutto il suo potenziale.

Quali sono gli obiettivi da centrare con il progetto dimostrativo?

Ci aspettiamo di presentare ai visitatori un progetto che abbia contemporaneamente il pregio di offrire soluzioni attuabili di logistica integrate, presentare le potenzialità d’uso di veicoli filoguidati o a guida laser e di sistemi che consentono di automatizzare completamente ogni processo relativo allo stoccaggio delle merci e alla loro movimentazione, riducendo sensibilmente le spese di gestione del magazzino e aumentando l’efficienza della produzione. Un processo realistico, applicabile non solo a grandi imprese, perché ottenibile con un investimento contenuto e con tempi di ammortamento decisamente sopportabili. In Italia il fattore costo, nella movimentazione, è storicamente stato messo in secondo piano. Oggi, però, le aziende comprendono sempre più spesso la necessità di voltare pagina rispetto a una logistica ‘vecchia’ concepita su un lavoro di facchinaggio e sulla bassa manovalanza, alla quale va preferito l’inserimento di operatori sempre più specializzati e in grado di interagire con ciò che la tecnologia offre.

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