Più facile con la logistica collaborativa

collaboration_0Le soluzioni di logistica collaborativa, migliorano la situazione finanziaria delle imprese che compongono una catena di fornitura, agevolando l’accesso al credito. Spesso si tratta di modelli esistenti da anni e ormai accreditati, ora interpretabili in prospettiva finanziaria. Alcune richiedono un livello di digitalizzazione dei processi elevato, mentre altre più tradizionali possono essere applicate ricorrendo alle tecnologie digitali. Come quelle che seguono.

Vendor Managed Inventory (VMI): un fornitore monitora il livello di scorte dei propri prodotti presso i clienti per definire in autonomia, secondo vincoli contrattuali, i volumi con cui rifornirne i magazzini. Consente al fornitore di ridurre le proprie scorte del 25-30% e quindi il capitale circolante operativo netto di circa il 18%-22%, di ridurre il rischio di stock-out presso i clienti e di limitare gli acquisti speculativi. Inoltre, potendo saturare meglio i mezzi, riduce i costi di trasporto.

Consignment Stock: il fornitore mette a disposizione del cliente la propria merce presso i magazzini di quest’ultimo, mantenendone la proprietà finché non viene prelevata. Riduce i costi di trasporto e aumenta i ricavi grazie alla riduzione delle mancate vendite. In ottica di maggiore sostenibilità di filiera, un grande fornitore può decidere di “ritardare” la vendita della merce per sostenere i suoi piccoli distributori, mantenendo la proprietà della merce fino alla vendita.

Collaborative Planning, Forecasting and Replenishment (CPFR): cliente e fornitore pianificano congiuntamente su un orizzonte di medio/lungo termine per evitare previsioni inaccurate e rifornimenti indipendenti, attraverso piattaforme tecnologiche avanzate. Si riducono gli errori di previsione e il capitale circolante operativo netto all’interno della filiera e di conseguenza il fabbisogno di liquidità.

 

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