Procedure di controllo sulle merci a Malpensa

Iter più rapidi ed adeguati alle reali necessità del mercato: questo l’obiettivo del percorso utilizzato presso l’aeroporto milanese.

di Antonella Prete, Dirigente Regione Lombardia e Giovanni Costantini, Cargo Manager SEA

Uno dei temi ricorrenti delle politiche economiche riguarda l’esigenza di integrazione tra gli operatori economici ed il comparto pubblico che, ove non realizzata, determina inefficienze operative ed amministrative e, soprattutto, produce vantaggi competitivi a favore di soggetti appartenenti a mercati di altri Paesi. E’ il caso, ad esempio, del traffico import/export delle merci.
Il costo di tali inefficienze viene quantificato per il nostro Paese in almeno 2 miliardi di euro annui, che aumentano a 5 se si considerano i traffici persi a favore del centro-nord Europa. Recenti statistiche stimano in circa 550.000 le tonnellate annue di merci aeree con origine/destinazione Italia che utilizzano tratte aeree in arrivo e partenza nei grandi aeroporti europei percorrendo con mezzi gommati il tragitto tra questi scali ed il nostro Paese.

Al fine di migliorare la competitività della logistica, settore strategico nel rilancio dell’economia lombarda e italiana, Regione Lombardia ha istituito nel marzo 2011 il Tavolo Regionale per la Mobilità delle Merci che ha coinvolto, in un confronto costante, istituzioni, sistema camerale, parti sociali e tutti i principali attori della catena logistica, individuando quali ambiti strategici di lavoro, oltre alle infrastrutture ed alla mobilità urbana, la semplificazione amministrativa.
Regione Lombardia ha quindi proposto un percorso finalizzato a rendere le procedure di controllo delle merci in importazione più rapide ed adeguate alle necessità del mercato, condividendo di attuarlo in via sperimentale presso l’aeroporto di Malpensa.
L’importanza di Malpensa è testimoniata dal consistente volume del traffico merci pari, nel periodo gennaio-novembre 2012, a circa 371mila tonnellate (escludendo l’aviocamionato e la posta) a fronte delle 124mila della realtà cargo di Fiumicino e delle circa 718mila complessive della realtà nazionale. La Lombardia, infatti, rappresenta la principale porta d’ingresso del traffico aereo nazionale dell’import/export delle merci movimentando nel 2012 il 52% delle merci in arrivo/partenza, il 75% delle quali transitate dall’hub milanese.

Sperimentazione a Malpensa: un esempio di semplificazione delle procedure di controllo
Il percorso del controllo merci coinvolge enti pubblici nazionali e locali e soggetti privati chiamati, rispettivamente, ad esercitare e adempiere a norme internazionali, europee e nazionali. In particolare, presso lo scalo aeroportuale di Malpensa operano:

  • Enti pubblici preposti ai controlli doganali, sanitari e veterinari, fitosanitari: l’Agenzia delle Dogane Direzione Regionale per la Lombardia, il Ministero della Salute (Posti di Ispezione Frontaliera – PIF e Uffici di Sanità Marittima, Aerea e di Frontiera – USMAF di Malpensa), il Corpo Forestale dello Stato (Nucleo operativo CITES), la Guardia di Finanza, il Servizio Fitosanitario Regionale – ERSAF;
  • Attori privati: case di spedizione/agenti merci, spedizionieri doganali, operatori dell’handling merci aeroportuali, SEA – Società di gestione aeroportuale.

La complessità di gestione di tale ciclo multilaterale, unitamente alla presenza di un poco efficace coordinamento, di una carente integrazione fra le diverse componenti o di inefficienze operative ed amministrative può indurre effetti distorsivi indiretti sulla distribuzione del traffico merci e generare, di conseguenza, svantaggi competitivi.
L’azione condotta, a costo zero per gli Enti pubblici e gli operatori privati coinvolti, ha migliorato l’integrazione fra le diverse componenti della filiera del controllo e agevolato lo scambio di informazioni che consente di attuare i relativi passaggi operativi ed amministrativi.
La fase sperimentale (realizzata tra novembre 2011 e marzo 2012) ha visto l’esecuzione, da parte degli Enti controllori, di visite congiunte realizzate alla presenza di un funzionario doganale per alcune tipologie merceologiche (frutta fresca, animali vivi e cosmetici) il cui ritiro da parte del cliente in tempi molto rapidi dopo il loro arrivo in aeroporto costituisce un fattore determinante ai fini della commerciabilità del prodotto.
Il superamento della prassi dei controlli unilaterali e disgiunti, contraendo i tempi di ispezione e sdoganamento delle merci, ha ottenuto importanti risultati e, grazie al miglioramento degli scambi informativi e delle prassi operative, ha consentito di eliminare i “tempi morti” determinati unicamente dalle necessità di “passaggio di carte” da un Ente ad un altro.
Il sistema attuato a livello sperimentale ha anticipato, seppure in modo “artigianale”, gli effetti attesi dalla messa a regime dello Sportello Unico Doganale e ha prodotto importanti vantaggi per gli imprenditori economici e per gli Enti pubblici coinvolti. Lo spirito di collaborazione creatosi tra i protagonisti rappresenta uno dei principali aspetti positivi della sperimentazione. La partecipazione attiva di tutte le parti, infatti, oltre a consentire il raggiungimento dei risultati evidenziati dai numeri di seguito illustrati, ha permesso di far emergere in modo costruttivo i punti di attenzione e le criticità.

Il monitoraggio dei dati
Particolarmente importante risulta, fra l’altro, il contributo svolto da SEA (la Società che gestisce gli aeroporti di Linate e Malpensa), la quale ha curato il monitoraggio delle nuove prassi operative concordate tra i partecipanti alla sperimentazione, verificando i tempi di attraversamento lungo l’intera filiera che porta la merce dallo sbarco dall’aeromobile fino alla consegna al destinatario all’uscita dai magazzini aeroportuali.
Durante tutto il periodo coperto dalla sperimentazione, sono state monitorate circa un migliaio di spedizioni (478 partite di frutta, 429 spedizioni di animali vivi effettuate a scopo commerciale e circa 100 spedizioni di cosmetici), per le quali, grazie alle innovazioni introdotte, il tempo complessivo di transito (dall’arrivo dell’aeromobile alla consegna al destinatario) si è attestato mediamente su tempi decisamente competitivi rispetto ai migliori standard europei. In particolare, il tempo di attraversamento delle merci arrivate in orari di operatività degli Enti di controllo (lunedì-venerdì dalla 8 alle 18 e sabato dalle 8 alle 14) si è sempre mantenuto ben al di sotto delle 24 ore, con performance particolarmente brillanti per le spedizioni più urgenti (frutta ed animali vivi, che hanno registrato un tempo medio di transito pari a circa 4,5 ore) e tempi di disponibilità decisamente contenuti anche per le merci con minori necessità di immediata disponibilità (per i cosmetici, soggetti a nulla osta sanitario all’importazione, il tempo medio di transito è stato di poco superiore alle 16 ore). La sperimentazione ha inoltre consentito di quantificare l’effettivo divario che esiste tra questa prima parte del campione e le merci arrivate in aeroporto negli orari in cui gli Enti di controllo non sono operativi. In questi casi, infatti, il tempo medio di transito è passato a circa 20 ore per frutta e animali vivi e a poco meno di 1,5 giorni per i cosmetici.

Risultati e prospettive
La sperimentazione ha prodotto i seguenti importanti risultati:

  • la redazione di un documento articolato per codici doganali in cui risultano individuati gli incroci di competenze di controllo sugli animali vivi e sulla frutta fresca quale strumento da rendere disponibile agli operatori;
  • il miglioramento del flusso informativo tra gli Enti medesimi e tra gli Enti e gli operatori del mondo industriale logistico mediante un processo di interscambio multilaterale di informazioni;
  • la misurazione, per la prima volta, della tempistica media dei processi di controllo coordinato e integrato delle spedizioni, utilizzando un glossario per l’individuazione univoca del dato sperimentale trattato dagli attori coinvolti;
  • l’esecuzione in un’unica sessione dei processi di controllo fisico delle merci di competenza dei diversi Enti coinvolti;
  • una maggiore tempestività delle procedure di controllo documentale a seguito dell’integrazione informativa;
  • la diminuzione, in molti casi in modo consistente, dei tempi di attesa per gli operatori economici.

Particolarmente interessante risulta il confronto con i tempi di transito che caratterizzavano le spedizioni di frutta e animali vivi nel periodo precedente la sperimentazione. Nel secondo semestre del 2011, infatti, il tempo medio intercorrente tra l’arrivo dell’aeromobile e l’uscita dal magazzino, misurato su un campione significativo di spedizioni ha registrato valori pressoché doppi rispetto a quelli rilevati durante il periodo della sperimentazione. Il lavoro collettivo ha altresì consentito di far emergere e mettere a fuoco una serie di punti di attenzione e di elementi di criticità a valenza generale (tra cui, ad esempio, gli orari di operatività degli Enti di controllo) che travalicano i confini locali dell’ambito della sperimentazione per toccare ambiti di competenza nazionale. Tali punti s’inseriscono in un quadro più strategico di semplificazione dei processi, di armonizzazione e adeguamento degli orari degli Enti controllori e dei loro organici nonché di informatizzazione e digitalizzazione delle procedure di controllo mediante sistemi informativi inclusivi dell’intera filiera. L’adozione delle nuove forme di comunicazione integrata tra Enti e operatori e di simultaneità dei controlli durante la fase sperimentale ha fornito risultati positivi ed incoraggianti.
I dati raccolti spingono a ritenere opportuna la strutturazione della metodologia di lavoro sperimentata in prassi operative ed amministrative codificate. Dall’altro lato risulta urgente la soluzione di aspetti critici di livello settoriale e/o di valenza generale di competenza del Governo nazionale, condizione imprescindibile per consentire un salto di qualità finalizzato allo sviluppo del traffico delle merci negli aeroporti italiani. In tale quadro finalizzato a rendere sempre più competitivo il “sistema Paese” si rilevano alcuni segnali confortanti. Ad esempio, un importante provvedimento dell’Agenzia delle Dogane (giugno 2012) consente finalmente lo sdoganamento telematico h 23 in procedura domiciliata per i regimi all’esportazione per tutti gli operatori in possesso della qualifica di AEO. Ad agosto 2012, inoltre, la Direzione Tecnologie della stessa Agenzia ed il Ministero della Salute hanno confermato l’avanzato stadio di sviluppo dell’interoperabilità tra il sistema AIDA ed il Sistema informativo del Ministero che consentirà di attivare la prima fase dello Sportello Unico Doganale entro i primi mesi del 2013. Non ultimo, l’Agenzia delle Dogane – Direzione Regionale Lombardia, forte del proficuo dialogo avviato durante la fase sperimentale, ha statuito l’estensione della partecipazione al Tavolo permanente di lavoro per il confronto con i doganalisti a Enti e Amministrazioni coinvolti nella sperimentazione.

Obiettivo: controlli più snelli

Antonella Prete, Dirigente Regione Lombardia

Il Tavolo Regionale per la Mobilità delle Merci ,istituito nel marzo 2011 da Regione Lombardia, ha coinvolto, in un confronto costante, istituzioni, sistema camerale, parti sociali e tutti i principali attori della catena logistica. Fra gli obiettivi, la semplificazione amministrativa.

Giovanni Costantini, Cargo Manager SEA.

Si è quindi dato l’avvio al percorso di sperimentazione a Malpensa. Particolarmente importante il contributo svolto da SEA (la Società che gestisce gli aeroporti di Linate e Malpensa), la quale ha curato il monitoraggio delle nuove prassi operative concordate tra i partecipanti al progetto sperimentale.

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