Trasporti: le associazioni di categoria plaudono le proposte presentate dal Ministro Lupi

unknownIl terremoto di richeste presentate al Governo da parte della categoria dei trasportatori pare finalmente aver smosso qualcosa: le associazioni plaudono le proposte presentate dal Ministro Lupi per la riforma del settore, ma non si accontentano, e chiedono che vengano accolte anche le restanti istanze delle associazioni vicine alla base Assotrasporti e Azione nel Trasporto Italiano.
Hanno ottenuto il benestare di Assotrasporti e Ati l’eliminazione della scheda del trasporto, considerata già da tempo “un inutile adempimento oneroso per le aziende”, la maggiore responsabilizzazione della committenza “se valutata in un momento transitorio per arrivare alla vera riforma dell’autotrasporto”, la modifica dei requisiti d’accesso all’Albo per i nuovi iscritti, i quali dovranno dimostrare di avere acquisito ed immatricolato almeno un veicolo non inferiore a Euro 5. Parere favorevole anche circa i limiti posti alla subvezione “sebbene, osservando la proposta con obiettività, nell’esperienza pratica i risultati rischiano di essere disattesi”. Al riguardo, le associazioni ribadiscono: “Potrebbe risultare un approccio migliore la concessione di un passaggio in più, azionando idonei strumenti di controllo e sanzione, i quali allo stato attuale non vengono effettuati a svantaggio dell’autotrasportatore. Applicabile anche la nostra proposta a costo zero, che darebbe la certezza di una equa mediazione grazie al deposito di una tariffa fissa. Una possibile miglioria ad una norma che allo stato attuale sembra solo a favore della grossa azienda e mirata a sfruttare ancora di più il padroncino”.

Ecco invece il parere per quanto riguarda il sentito argomento dei costi minimi: “Le tariffe obbligatorie prima e i costi minimi poi hanno fatto la loro epoca, ora sono strumenti inefficienti – hanno commentato – L’autotrasportatore artigiano e la media impresa sono la parte contrattuale più debole nei confronti del committente e della grande impresa e infatti dagli incontri avvenuti con la categoria era emersa la richiesta univoca di uno strumento di riferimento (che ha vanificato gli obiettivi attesi on ha mai funzionato a causa della mancanza dei controlli). Sebbene il sistema dei costi minimi abbia attuato un effetto deterrente nei confronti del committente furbetto, riteniamo improrogabile l’attuazione di un nuovo strumento che sfrutti al massimo anche la tecnologia attualmente disponibile. Tutto ciò è attuabile all’unica e imprescindibile condizione che il Governo si impegni a stabilire regole semplici e poco onerose ma soprattutto a farle rispettare”.

Infine, le associazioni hanno chiesto a gran voce una risposta alle interrogazioni parlamentari formulate negli scorsi mesi alla Camera e al Senato.

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