Trasporto marittimo tra errori umani e minacce informatiche

Secondo la Safety & Shipping Review 2018 di Allianz Global Corporate & Specialty (AGCS), compagnia del Gruppo Allianz specializzata nei grandi rischi, nel settore del trasporto marittimo proseguono gli incidenti mortali, nonostante decenni di miglioramenti della sicurezza. Ne sono esempio, l’incidente della petroliera “Sanchi” nel gennaio 2018 e la perdita della nave “El Faro” a seguito dell’uragano Joaquin alla fine del 2015, e il comportamento umano è spesso un fattore determinante.

Si stima che dal 75% al 96% degli incidenti di navigazione siano dovuti a errori umani, che sono anche all’origine del 75% dei 15.000 sinistri del settore assicurativo della responsabilità civile marittima analizzati da AGCS, per un costo di 1,6 miliardi di dollari.

L’errore umano continua ad essere una delle principali cause di incidenti“, afferma il capitano Rahul Khanna, Global Head of Marine Risk Consulting, AGCS. “L’inadeguatezza del supporto a terra e le pressioni commerciali hanno un ruolo importante per la sicurezza marittima e l’esposizione ai rischi. I ritmi serrati possono avere un impatto negativo sulla cultura e sul processo decisionale in materia di sicurezza“.

Un migliore uso dei dati e dell’analisi potrebbe essere d’aiuto. Il settore dei trasporti marittimi genera molti dati, ma potrebbe utilizzarli meglio, producendo risultati e allerte in tempo reale, spiega Khanna.”Analizzando i dati 24/7, possiamo ottenere nuove informazioni dal comportamento degli equipaggi e dai “quasi incidenti” per identificare le tendenze. L’industria marittima ha imparato dalle perdite subite in passato, ma l’analisi predittiva potrebbe rappresentare la differenza tra un viaggio sicuro e un disastro“.

Inoltre incidenti informatici come l’evento globale del malware NotPetya sono stati un campanello d’allarme per il settore marittimo. In precedenza molti operatori si sono ritenuti esenti da questa minaccia. “Con l’aumento della tecnologia a bordo, aumentano anche i rischi potenziali“, afferma Khanna. Allo stesso tempo, le nuove leggi dell’Unione europea, come la direttiva sulla sicurezza delle reti e dell’informazione (NIS), che impone ai grandi porti e ai servizi di trasporto marittimo di segnalare qualsiasi incidente informatico e di imporre sanzioni pecuniarie, esacerberanno le conseguenze di qualsiasi fallimento futuro, doloso o accidentale. “L’attuale mancanza di segnalazioni di incidenti maschera il quadro reale quando si tratta di rischio informatico nel settore marittimo”, afferma Khanna. “La direttiva sulla sicurezza delle reti e dell’informazione porterà una maggiore trasparenza sull’entità del problema“.

Il report completo al seguenti link.

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