Valutare rischi e opportunità dell’outsourcing

Igino Colella, presidente della RT Italiana di CSCMP
Igino Colella, presidente della RT Italiana di CSCMP

“Valore e rischio per la supply chain”: questo il titolo del convegno con il quale si è presentata in Italia la Round Table, ossia la sezione locale, “Italia e Svizzera Italiana” del Council of Supply Chain Management Professionals, organismo di confronto internazionale tra manager ed esperti della movimentazione delle merci.

”Connettere, sviluppare, formare: queste, spiega Igino Colella, presidente della RT Italiana di CSCMP, sono le nostre tre linee guida. Per connettere, organizziamo eventi che consentano ai membri dell’associazione di ampliare le relazioni al di fuori dei rapporti gerarchici e aziendali, oltre a dar vita a un forum in cui ci si scambino consigli, esperienze e opportunità; per quanto concerne lo sviluppo, coinvolgiamo volontari in  programmi che portino a una reale crescita professionale e personale; per promuovere l’importanza del supply chain management, infine, offriamo iniziative che forniscano utili conoscenze e strumenti operativi con chiavi di lettura e adattamenti al contesto italiano”.

Il CSCMP è stato costituito nel 1963 negli Stati Uniti proprio con lo scopo di promuovere lo sviluppo della professione e lo scambio di esperienze, conoscenze e opportunità tra i membri.

A proposito dei rischi nella supply chain interessanti gli interventi di Giuseppe Mandurino e di Marco Covarelli che hanno evidenziato i pericoli e le opportunità del ricorso all’outsourcing in questo periodo di estrema attenzione da parte della magistratura per le forme di terziarizzazione che determinano rapporti irregolari tra le imprese e gli addetti impiegati. Mandurino è Business Manager di Gi On Group che, facendo capo alla multinazionale italiana dei servizi Gi Group, propone sia “outsourcing tutelato” sia lavoro in somministrazione. Covarelli è invece amministratore delegato di Manhandwork, impresa di servizi logistici che si appoggia sì a una cooperativa, ma proponendosi come interlocutore diretto con la committenza sollevandola dalla “responsabilità condivisa” che sembra stia frenando in Italia lo sviluppo dell’outsourcing.

di Antonio Massa

 

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