Il mercato dei veicoli industriali, che già soffriva di patologie pregresse, è stato duramente colpito dalla pandemia scatenatasi nei primi mesi dell’anno.

In Italia le immatricolazioni di automezzi nuovi sono calate già lo scorso anno e già allora le previsioni sul 2020 furono negative.

L’articolo «Provvedimenti forti per l’autotrasporto» è apparso per la prima volta
sul numero 7/2020 di Logistica .
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La chiusura delle attività economiche durante l’emergenza, compresi i concessionari di autoveicoli, e i timori di una recessione economica hanno ridotto ai minimi termini le vendite. Lo dimostrano i dati diffusi dall’Acea, l’associazione europea dei costruttori, che mostrano un crollo delle immatricolazioni in Italia nei primi quattro mesi dell’anno del 41,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con un picco dell’85,5% ad aprile.

Una crisi che interessa l’intera Europa, che registra una contrazione del 34,5%. Questo dato comprende tutte le categorie di peso, ma se restringiamo l’analisi ai veicoli di maggiori dimensioni, quelli con massa complessiva superiore a 16 tonnellate, nei primi quattro mesi sono stati immatricolate in Europa 64.456 unità, con un calo del 35,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Mercato dei veicoli industriali: in Italia meglio che in Francia e Germania

Il dato italiano è del 25,7%, inferiore a quello tedesco (-30,8%) e francese (-39,8%). Va ancora peggio per i veicoli rimorchiati, che nei primi cinque mesi dell’anno hanno subito in Italia un crollo d’immatricolazioni del 48,2%.

Questi sono i numeri della fase acuta dell’emergenza Covid-19, che forse potranno migliorare nei prossimi mesi ma che difficilmente potranno fornire un risultato positivo alla fine dell’anno. Anzi, l’associazione dei costruttori di veicoli esteri Unrae ha diffuso alcune previsioni, secondo cui il calo delle immatricolazioni potrebbe attestarsi a dicembre 2020 al 30% per i veicoli industriali motorizzati e raggiungere perfino il 48,2% per quelli rimorchiati.

nelle indicazioni unrae per scongiurare la crisi di liquidità: il raddoppio del credito d’imposta dal 6% al 12% fino al 2025, riduzione delle tasse e attivazione di prestiti senza interessi

Si tratta, quindi, di limitare i danni e l’Unrae ha illustrato alcune proposte per affrontare la crisi con «provvedimenti forti per l’autotrasporto».

UNRAE, ricette per la ripartenza del mercato dei veicoli industriali

Il primo passo è sostenere la liquidità delle imprese, che hanno attraversato un periodo molto difficile durante la fase acuta dell’emergenza. Una parte degli autotrasportatori ha ridotto, se non addirittura fermato, l’attività a causa delle chiusura delle imprese industriali e commerciali.

Un’altra parte ha viceversa aumentato il lavoro perché ha trasportato alimentari o altri beni di prima necessità, ma gli autotrasportatori hanno dovuto anticipare gran parte delle spese (come il gasolio, i pedaggi autostradali e gli stipendi degli autisti), ricevendo nello stesso tempo da molti committenti la comunicazione che i pagamenti del trasporto avverranno in ritardo, anche di mesi. Ciò crea gravi problemi di liquidità che compromettono l’esistenza di numerose imprese d’autotrasporto.

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Per superare questo scoglio, l’Unrae propone diversi strumenti: raddoppiare il credito d’imposta dal 6% al 12% e permetterlo fino al 2025 in un’unica soluzione; azzerare o ridurre in modo sostanziale le tasse per le imprese per 12 o 24 mesi; attivare prestiti senza interessi con durata di 10-15 anni; aumentare le garanzie bancarie.

Ma ciò non basta e l’associazione dei costruttori chiede anche interventi strutturali, che agiscano su un periodo più lungo e accompagnino le imprese anche nella prevista contrazione dell’economia. I principali sono un fondo triennale per il rinnovo del parco e incentivi per permuta di veicolo usato vecchio con uno usato recente.

Infine, l’Unrae chiede interventi amministrativi, come come eliminare i ritardi nelle immatricolazioni dei veicoli e emanare i Decreti attuativi per permettere ai privati le revisioni dei veicoli industriali pesanti.

 

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