L’export italiano vola ma non prende l’aereo

I prodotti del Made in Italy non decollano ancora abbastanza. Non stiamo parlando in questo caso in termini di vendite e di successo commerciale, dato che l’Export italiano in molti settori gira a ritmi sostenuti. Ma del fatto che il sistema del trasporto aereo per le merci e i prodotti delle nostre aziende deve ancora svilupparsi, rafforzarsi e crescere, se guardiamo allo scenario continentale e internazionale.

L’importanza del trasporto aereo è essenziale innanzitutto, e ancora di più, per le esportazioni extra-europee dell’Italia, dove a una marginalità in termini di tonnellate rispetto ai volumi complessivi trasportati corrisponde invece un valore delle esportazioni superiore al 25% del totale, a sostegno delle principali filiere logistiche del Made in Italy nel mondo.

Nel settore dei trasporti cargo per via aerea, l’Italia è solo il sesto mercato in Europa per volumi di traffico merci, e resta un divario rilevante da colmare rispetto agli altri principali Paesi Europei. Basti pensare, ad esempio, che gli aeroporti italiani rappresentano solo il 6% del trasporto aereo merci totale in Europa, mentre in termini di popolazione e PIL (considerando le stesse nazioni) l’Italia rappresenta rispettivamente il 12% e il 10,7%.

Per fare un altro raffronto, i primi due aeroporti europei per volume di merci trasportate sono quelli di Francoforte e Parigi, e movimentano entrambi circa 2 milioni di tonnellate l’anno, vale a dire il doppio del volume complessivo movimentato in Italia. Nella classifica europea in questo campo, l’aereoporto di Malpensa si posiziona al nono posto, mentre Fiumicino è addirittura al diciannovesimo posto. Numeri che rendono evidente un decollo che ancora stenta, ritarda e resta in Stand-by sulla pista.

Lo scenario e il Trend del trasporto aereo delle merci è stato colpito in maniera pesante dalla crisi del 2008, che ha portato i volumi movimentati a livelli simili a quelli di inizio Duemila. In pratica, i livelli pre-crisi di traffico merci raggiunti nel 2007 sono stati ripresi nuovamente solo nel 2015. L’andamento più recente degli ultimi anni registra in Italia tassi di crescita nel settore cargo positivi e superiori alla media europea, tali da portare il tasso di crescita decennale a essere superiore a quello europeo, se stime e previsioni verranno rispettate.

In questo quadro, il programma cargo aereo pianificato del governo Gentiloni e dal suo Ministero dei Trasporti racchiude tutti gli interventi volti a sostenere le attività del trasporto aereo di merci: l’obiettivo è quello di recuperare attrattività, per migliorare il ruolo marginale che l’Italia svolge in Europa (appunto con un risicato 6% del totale).

Il programma del governo, le cui linee dovrebbero continuare nel Def (Documento di Economia e Finanza dello Stato) per il 2018, comprende gli interventi volti ad aumentare la competitività del cargo aereo e si compone di interventi infrastrutturali relativi allo sviluppo di nuova capacità, e di interventi volti a risolvere i colli di bottiglia. Tra gli interventi infrastrutturali, il più significativo è relativo allo sviluppo del Cargo Center di Malpensa, progetto che porterebbe la capacità dell’aerea Cargo City vicina a un milione di tonnellate, quasi doppia rispetto all’attuale movimentato, ma pari soltanto al 50% del traffico movimentato da Parigi Charles de Gaulle e da Francoforte. Altri interventi sul Cargo City sono previsti negli contratti di programma di Fiumicino, Bergamo, Catania, Bologna e Venezia. Nei piani di sviluppo futuri è quindi importante tenere conto degli ambiti di recupero più ampi presenti, e necessari, nel settore del trasporto aereo cargo.

 

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