Estrazione diretta del Litio, le Supply Chain guardano al 2036

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Il litio è notoriamente uno dei cuori pulsanti della transizione energetica. Questo metallo, dal momento in cui la sua applicazione è divenuta massiva nei sistemi di accumulo di energia, come le batterie agli ioni di litio che alimentano i veicoli elettrici e l’elettronica di consumo in genere, ha assunto un peso non solo economico, ma addirittura geopolitico. 

Uno dei suoi talloni d’Achille è però la sua stessa catena di fornitura, che a livello globale evidenzia limiti strutturali tali da frenare la crescita di un mercato che è a tutti gli effetti in piena espansione – determinando anche una serie di posizioni di oligopolio. 

In questo contesto, la tecnologia di estrazione diretta del litio (DLE) si sta facendo strada come opzione possibile capace di ridurre tempi, costi e rigidità dei metodi tradizionali.  

I limiti della Supply Chain del litio  

La catena di approvvigionamento del litio è oggi segnata da tre criticità principali che constano della sua concentrazione geografica, dei processi estremamente lenti ed energivori necessari alla sua estrazione e ad una relativa inefficienza del processo estrattivo.

I metodi principali per ricavare litio in natura sono due, vale a dire l’estrazione da giacimenti di roccia dura, con processi di frantumazione e raffinazione ad alta intensità energetica, e l’evaporazione delle salamoie, metodo diffuso in Argentina, Cile e Cina, che sfrutta grandi vasche di evaporazione solare. Pur essendo meno costoso, è assai lento e dipendente dalla presenza di condizioni ambientali favorevoli.

A ciò si somma che i giacimenti di litio presenti in roccia dura sono limitati e localizzati in poche regioni del mondo, mentre le condizioni climatiche e chimiche necessarie per effettuare la separazione da salamoie sono davvero difficili da ottenere.  

I processi richiesti per queste lavorazioni sono peraltro energivori e lenti: la conversione del litio grezzo nel materiale impiegabile per le applicazioni industriali necessita di infrastrutture pesanti, attualmente concentrate in Cina, mentre l’evaporazione delle salamoie ha tempi dilettissimi – può infatti durare dai 12 ai 24 mesi

L’ultimo limite notevole è che, almeno nel caso delle salamoie, si parla di un recupero solo parziale del metallo utile: questa forma di estrazione convenzionale è in grado di captare solo il 40-60% del litio disponibile, immobilizzando di fatto una grossa fetta di capitale e di terreni.  

Questi limiti si sommano a una forte volatilità dei prezzi registrata negli ultimi cinque anni, che rende la catena di fornitura fragile e poco resiliente.  

L’emergere della tecnologia DLE  

Qualcosa potrebbe però cambiare, favorendo i ritmi e l’efficacia della catena di approvvigionamento di questo metallo, la cui richiesta non è destinata a ridimensionarsi nei prossimi decenni. 

La Direct Lithium Extraction (DLE), nuova metodologia per ricavare litio dalle salamoie, promette di superare le barriere con le quali si è dovuta sinora misurare la Supply Chain: si tratta di tecnologie che consentono di estrarre litio direttamente dalle salamoie attraverso processi chimici e fisici più rapidi, con tassi di recupero superiori e tempi di produzione ridotti.  

In termini numerici, il recupero potenziale dovrebbe superare il 70-80%, associato ad una riduzione dei tempi da anni a settimane o tutt’al più mesi.  

La DLE, inoltre, introduce un fattore di flessibilità geografica, con la possibilità di operare in ambienti diversi, non limitati alle condizioni climatiche ideali.  

La DLE, se implementata su larga scala, potrebbe rendere la catena di fornitura più resiliente, riducendo la dipendenza da poche aree geografiche e accelerando la disponibilità di litio per l’industria delle batterie.  

Proiezioni di mercato  

Secondo le analisi di IDTechEx, la DLE potrebbe rimodellare il mercato del litio entro il 2036, portandone il valore complessivo a circa 52 miliardi di dollari. 

Lo scenario previsto si inserisce in una domanda globale destinata a crescere in modo esponenziale, con un mercato dei veicoli elettrici che conta milioni di unità prodotte ogni anno e la richiesta di batterie sempre più capaci, e i sistemi di stoccaggio per le rinnovabili a portare ulteriore pressione.  

La scala globale della domanda di litio è tale da trasformare il settore in uno dei più strategici della transizione energetica, con un giro d’affari che si estende lungo tutta la filiera, dall’estrazione alla raffinazione, fino alla produzione di batterie.  

Se le proiezioni dovessero confermersi, entro il 2036 il litio estratto direttamente potrebbe diventare il pilastro di una supply chain più solida, sostenendo un mercato da decine di miliardi di dollari e accelerando la transizione energetica globale.

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