Robot umanoidi nella logistica: tra sperimentazione e prospettive reali

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Ultimamente i robot umanoidi hanno catalizzato l’attenzione delle imprese e dei media, alimentando aspettative di una rapida diffusione nelle catene di fornitura e nei magazzini. 

Tuttavia, le analisi di Gartner mostrano un quadro molto più prudente: la tecnologia, seppur promettente, è ancora lontana da un impiego su larga scala. 

Le aziende logistiche si trovano quindi davanti a un bivio strategico nei prossimi anni: investire in soluzioni futuristiche ma immature o puntare su robot polifunzionali già consolidati.  

Robot umanoidi: lo stato dell’arte

I robot umanoidi sono progettati per imitare l’aspetto e i movimenti umani, con braccia, gambe, sensori e telecamere. Questo design li rende teoricamente adatti a operare in ambienti pensati per persone, come magazzini e centri di distribuzione. 

Tuttavia, secondo Gartner, meno di 100 aziende porteranno i robot umanoidi oltre la fase di test entro il 2028, e meno di 20 li utilizzeranno in ambienti produttivi reali. La maggior parte delle implementazioni resterà confinata a contesti controllati, lontani dalla complessità e dalla velocità dei magazzini ad alto volume.  

Limiti e criticità  

Le barriere principali sono di natura tecnica ed economica, tra i quali si identificano facilmente i costi elevati, spesso multipli rispetto ad altri robot, la durata limitata delle batterie, che riduce l’autonomia operativa, le prestazioni inferiori, con throughput e uptime più bassi.  

Ma anche le difficoltà di integrazione con sistemi già esistenti e l’incapacità di gestire SKU misti o di scaricare rimorchi, attività tipiche della logistica moderna.

Al momento, questi fattori rendono i robot umanoidi poco competitivi rispetto alle alternative già mature.  

Alternative più efficaci: i robot polifunzionali  

Gartner evidenzia come i robot polifunzionali stiano guadagnando terreno.

Non hanno forma umana, ma sono progettati per compiti specifici: movimentazione di colli, scansione inventario, ispezioni. Un robot su ruote con braccio telescopico, ad esempio, può svolgere più attività con maggiore efficienza energetica e uptime rispetto a un umanoide. 

Questo approccio centrato sulla “funzione prima della forma” si rivela più adatto alle esigenze di magazzini e centri di distribuzione.  

Prospettive di investimento  

Le aziende logistiche devono valutare attentamente le proprie strategie in quanto investire in questa branca della robotica, oggi, comporta un alto tasso di rischio: solo le imprese con una forte propensione al rischio e un altrettanto forte interesse per il branding tecnologico possono giustificare investimenti in robot umanoidi, consapevoli dell’incertezza sul ritorno economico. 

La mancanza di prestazioni competitive e i costi elevati rendono difficile calcolare benefici concreti, dunque va tenuto in considerazione che il ROI è incerto; di fatto, per la maggioranza delle aziende conviene puntare su robot polifunzionali e su forme di automazione mirata, che garantiscono produttività per euro investito e sono già scalabili.  

Ad essere interessate, in quanto a tipologie di aziende, sono i grandi operatori globali, che potrebbero sperimentare applicativi umanoidi per testare scenari futuri e rafforzare una propria immagine innovativa.  

Le aziende medie e piccole sono di norma più orientate verso soluzioni pratiche e a basso rischio, e continueranno a trovare maggiore valore nei robot polifunzionali ancora per diversi anni. I settori ad alta variabilità, come l’e-commerce e la distribuzione multicanale, necessitano invece di sistemi flessibili e affidabili, difficilmente compatibili con le attuali capacità degli umanoidi.  

Quindi le prospettive di sviluppo dei robot umanoidi nella logistica dovrebbero restare limitate nel breve-medio termine, se è vero che, entro il 2028, meno di 20 aziende li utilizzeranno nella produzione reale e solo in ambienti controllati, come sostiene Gartner. 

La logistica, nell’immediato, continuerà a evolversi grazie ai robot polifunzionali, più efficienti e già maturi: per le imprese, la scelta più razionale è investire in soluzioni consolidate, mantenendo al contempo un monitoraggio attento delle evoluzioni tecnologiche degli umanoidi, in attesa di un salto di qualità nei costi, nelle prestazioni e nell’integrazione.  

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