L’impatto dell’AI: sfide e sviluppi futuri della funzione Acquisti

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di Paolo Costantino

Se è vero, come è vero, che il mondo sta cambiando, è altrettanto vero che l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale (AI) contribuisce significativamente a questo processo, cambiando radicalmente il modo di lavorare. In questo contesto tutti, anche nel comparto del Procurement, hanno la consapevolezza che, per stare al passo con i tempi, dovranno cambiare e soprattutto creare valore. Non sono però ancora chiari gli impatti, le modalità con cui adottare questi nuovi strumenti e i modelli organizzativi che si dovranno adottare.

“Stiamo assistendo a un investimento enorme nello sviluppo degli strumenti di AI, ma l’entusiasmo non corrisponde alla realtà dei risultati effettivi già conseguiti dalle imprese”, testimonia Shashi Mandapaty, Principal and Managing Director Synapsys, che ha inziato la sua carriera in Procter&Gamble dove, in 16 anni, è arrivato a coprire la posizione di Direttore Global Procurement e poi 12 anni in Johnson & Johnson, dove ha guidato come CPO l’evoluzione della funzione, in particolare nella sua digitalizzazione e poi nell’adozione degli strumenti di AI.

“Non bisogna però dubitare della portata di questa nuova risorsa: semplicemente, segue gli schemi del processo di adozione di nuove tecnologie, come già è avvenuto in passato. Già nel 1978, per spiegare l’evoluzione tecnologica nella nanotecnologia, Roy Amara, ricercatore, scienziato, presidente dell’Institute for the Future, vissuto nel secolo scorso, aveva coniato l’espressione oggi nota come ‘legge di Amara’, secondo la quale tendiamo a sovrastimare l’effetto di una tecnologia nel breve periodo e a sottovalutarlo nel lungo periodo”.

Aspettative e realtà

“Le aspettative che l’adozione dell’AI porti ad avere Supply Chain con grandi capacità predittive e capaci di operare in autonomia, spiega Mandapaty, devono essere modulate confrontandosi con una serie di fattori che possono farla rallentare oppure accelerare”.

Quali sono questi fattori? “In primo luogo, risponde, vi sono gli elementi che frenano l’adozione: ancoraggio a tecnologie e processi consolidati; insicurezza legata all’utilizzo dell’AI (specialmente negli contesti più evoluti); disconnessione in azienda tra ciò che sarebbe utile e necessario e ciò che è disponibile in relazione sia ai dati sia alle capacità delle persone”.

“Tra gli elementi che invece spingono a ritenere che l’adozione dell’AI permetta di raggiungere i risultati desiderati, prosegue, troviamo invece il valore di ciò che si può già ottenere, la continua e rapida evoluzione in corso, l’elevato grado di personalizzazione, il forte impatto sulle attività intellettuali che richiedono esperienza”

Che cosa si deve fare, quindi, per abilitare lo sviluppo di una moderna Funzione Acquisti grazie all’adozione dell’AI? “Occorre partire dai dati relativi ai quattro pilastri del Procurement – Spend, Supplier, Contract, Category – coerentemente armonizzati, arricchiti dalle informazioni sul contesto operativo – Prodotti, Dati contabili, Scorte, Prestazioni – e potenziati dai segnali sia interni sia esterni: Market intelligence, Risk, Demand, P2P Operations”.

Le prospettive per il mercato italiano

Ma quale è il quadro che si prospetta per le tante aziende del tessuto economico italiano che hanno un fatturato annuo inferiore a un miliardo?

“La maggior parte della tipiche aziende italiane, di dimensioni largamente inferiori alle grandi corporation internazionali, presentano ancora significativi ritardi nella completa digitalizzazione delle loro Funzioni Acquisti e lo sono ancora di più rispetto al quadro più ampio di dati che Shashi Mandapaty ha delineato, per quanto riguarda la realizzazione di un vero progetto di ridisegno del Procurement in funzione degli strumenti di AI”, risponde Paolo Fincato, VP Procurement CSCMP Italy Roundtable, che lavora da 30 anni negli Acquisti in Italia, con una esperienza in BravoSolution (ora Jaggaer) dove tra il 2002 e il 2013, come Direttore Responsabile ha guidato le Line of Business Industry e Gov, e successivamente supportando come consulente aziende di medie e grandi dimensioni nell’adozione di strumenti di Procurement e in progetti di miglioramento delle prestazioni della Funzione Acquisti.

“Nel breve periodo, chiarisce Fincato, vedo in Italia un maggiore interesse nei confronti di progetti di implementazione dell’AI con obiettivi molto ben focalizzati da raggiungere con costi contenuti e in tempi rapidi in modo da creare il sostegno all’iniziativa da parte di tutta l’azienda. Peraltro, è prassi consolidata che, in queste aziende, tipicamente i CPO abbiano budget molto limitati per investimenti. Questi progetti potrebbero trovare uno spazio in iniziative aziendali di portata più ampia ma non è detto. Stiamo quindi parlando di progettualità ben diverse da quelle di grande trasformazione aziendale messe in campo dalle multinazionali con budget spesso milionari!”.

“Per un CPO italiano, la sfida è quella di definire l’obiettivo da ottenere con il progetto e trovare un fornitore che abbia non solo gli strumenti ma anche l’esperienza nell’implementare questo tipo di progetti. Non ci sono gli spazi per inventare cose nuove, mentre si deve essere ragionevolmente sicuri che il partner scelto sia in grado di guidarci per farci ottenere i risultati desiderati in tempi possibilmente rapidi. In questo modo, anche con budget contenuti si possono ottenere risultati esemplari”.

“A questo punto, conclude Fincato, il tema è proporre ai CPO esempi concreti di che cosa si può fare. Ed è proprio questo obiettivo che, come CSCMP Italy Roundtable, stiamo organizzando nel primo semestre di quest’anno con diversi eventi: il 3 febbraio ci sarà un webinar con Shashi Mandapaty, sull’impatto dell’AI negli Acquisti attraverso le sue esperienze, a seguire, il 25 febbraio ci sarà un executive dinner a Milano in cui parleremo di Implementazione di progetti pilota per avviare l’adozione dell’AI a piccoli passi, e infine, il 12 marzo, avremo un altro executive dinner a Milano, per parlare in una prospettiva più ampia della AI nella Supply Chain”.

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