Chi guida la logistica 4.0?

Chi guida la logistica 4.0?

La logistica sta puntando decisamente verso la digitalizzazione.

Quella che qualche anno fa era una tendenza, negli ultimi mesi si è ormai consolidata come un processo in atto, anche se con diversi livelli di progresso nei vari comparti e nelle varie aree del mondo.

La conferma giunge da diverse fonti: gli annunci di realizzazioni concrete, innanzitutto, ma anche eventi come convegni e le principali Fiere mondiali che interessano gli operatori dei vari anelli della catena logistica.

In Europa, la Germania ha assunto il ruolo di locomotore, formato dalle sue multinazionali operanti nella produzione di beni e servizi per l’intera filiera. Non a caso, il Paese è all’avanguardia nella guida autonoma dei veicoli industriali e nell’applicazione di robot e droni negli impianti della logistica.

Digitalizzazione è un termine generico, che concretamente si declina in molti modi nei vari segmenti del trasporto: nei veicoli riguarda soprattutto la connessione con altri veicoli o con infrastrutture di trasporto e logistica, nell’organizzazione dei flussi riguarda il tracciamento delle spedizioni e l’analisi dei grandi database per prevedere la domanda, nell’amministrazione del trasporto coinvolge la digitalizzazione dei documenti.

Nelle tecnologie più avanzate le imprese mostrano spesso progetti e prototipi, piuttosto che applicazioni reali, ma in molti casi è già iniziata, o sta per iniziare, la prima fase di sperimentazione operativa.

Ciò non significa che il processo di digitalizzazione della logistica proceda in modo lineare. Esistono, infatti, alcuni elementi da chiarire. Il primo è chi condurrà il processo, perché è evidente che le imprese che offrono equipaggiamenti o servizi tendono a integrare funzioni che tradizionalmente sono svolte da altri settori. Per esempio, i costruttori di veicoli industriali stanno installando sugli automezzi hardware e software che pongono il camion al centro delle connessioni dell’intera filiera, ma lo stesso stanno facendo i fornitori di Borse carichi, che cerano di rendere centrali le loro piattaforme telematiche. Emerge
così una sovrapposizione di offerta e non è ancora chiaro chi assumerà la guida nei prossimi anni.

Un altro elemento critico è la sicurezza. Da tempo, gli esperti di sicurezza digitale hanno lanciato l’allarme sulla vulnerabilità di molti sistemi informatici della filiera logistica.
La crescita di macchine connesse tra loro in modo automatico, che rientra nel più ampio processo dell’Internet delle Cose, rende questo allarme ancora più forte. Basti pensare, per esempio, a tutti i mezzi di trasporto che stanno già implementando sistemi di connessione e che nei prossimi anni cominceranno a utilizzare la guida autonoma, che in teoria può essere comandata a distanza da pirati informatici che riescono a entrare nei sistemi di controllo. Ma lo stesso vale per i sistemi automatici di magazzino e per la gestione delle infrastrutture. È un tema che resterà in primo piano nei prossimi anni.

A cura di Claudio Corbetta

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