Commercio globale atteso in crescita malgrado incertezze e barriere

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Per il commercio mondiale e quindi per i flussi di merci che viaggiano lungo le Supply Chain globali è iniziato un nuovo anno denso di vere e proprie sfide, di cui risulta disseminato un contesto connotato da fortissima incertezza e instabilità, nel quale i più faticano a intravedere delle opportunità – o, per lo meno, così è nel sentire comune.

Tuttavia, nonostante le tensioni geopolitiche e l’incertezza delle politiche economiche non paiano in diminuzione rispetto al 2025, il Global Trade Observatory di DP World registra un sentimento in controtendenza all’interno delle aziende.

La grande maggioranza dei dirigenti intervistati manifesta infatti ottimismo per gli scambi commerciali nel 2026: il 94% prevede infatti una crescita o almeno una stabilità degli scambi. 

Il rapporto, presentato al World Economic Forum di Davos, scatta pertanto una fotografia nella quale si intravede un panorama complesso, sì, ma dinamico, con le imprese impegnate a ridisegnare catene di fornitura e rotte commerciali per rafforzare la resilienza.  

Lo scenario globale degli scambi 

Lo scenario mondiale non è certo percepito come roseo: il sondaggio, condotto su oltre 3.500 dirigenti della logistica e della supply chain in 19 paesi, vede più della metà degli intervistati ritenere che l’incertezza politica sia definibile alta o molto alta

In più, il 90% si aspetta che le barriere commerciali aumentino o comunque che non migliorino rispetto all’anno passato. 

Nonostante ciò, la fiducia prevale: i leader d’impresa guardano al 2026 con aspettative di crescita, individuando le aree più promettenti in Europa (22%), Cina (17%), Asia Pacifico (14%) e Nord America (13%).  

Europa e Nord America  

L’Europa emerge come la regione con il maggiore potenziale di crescita, segnalata dal 22% dei dirigenti. Il dato riflette la capacità del continente di attrarre investimenti e di mantenere un ruolo centrale nelle catene globali, nonostante le tensioni interne e le sfide normative. 

Il Nord America, indicato dal 13%, continua a rappresentare un polo di innovazione e consumo, con gli Stati Uniti che si distinguono per le aspettative di crescita elevate.  

Asia Pacifico: ottimismo e strategie  

Il rapporto evidenzia un entusiasmo particolare nell’area Asia Pacifico. In Thailandia, il 73% dei dirigenti prevede una crescita più rapida, posizionando il paese al terzo posto per ottimismo dopo India e Stati Uniti. In Indonesia la percentuale è del 61%, nelle Filippine del 50% e in Cina del 42%. 

Le imprese della regione stanno adottando strategie mirate: in Cina e Indonesia prevale la diversificazione dei fornitori (rispettivamente 69% e 66%), mentre in Thailandia (52%) e nelle Filippine (48%) si punta sul friendshoring, ovvero la collaborazione con paesi considerati politicamente affidabili.  

Altri mercati e resilienza delle catene di fornitura  

Il Medio Oriente, l’Africa e il Sud America, pur non emergendo con percentuali elevate, contribuiscono al generale trend di fiducia. 

Le aziende in queste aree si concentrano sulla riduzione della dipendenza da singoli partner commerciali e sull’adattamento a contesti geopolitici mutevoli. La tendenza comune è quella di ridisegnare le catene di approvvigionamento, moltiplicando i fornitori e diversificando le rotte per mitigare rischi e volatilità.  

Il Global Trade Observatory di DP World mostra quindi come, in apparente controtendenza, la fiducia dei dirigenti rimanga solida e le imprese, in questo quadro, non si limitano a sperare nella crescita, ma agiscono concretamente per costruire resilienza e garantire continuità. 

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