Dopo un intero 2020 dominato dalla pandemia, anche l’inizio del 2021 fa i contri con gli squilibri dettati dal Covid-19, che a velocità diverse e con distribuzioni variabili fa sentire i suoi effetti in giro per il pianeta.

Dal Terminal di Trieste giunge un’osservazione relativamente positiva in merito a quella che si sta facendo conoscere in Europa come ‘crisi dei vuoti’, vale a dire la cronica carenza di container.

Il risultato è l’impossibilità a spedire merci fisicamente pronte per via dell’assenza non del vettore, come accadeva nella primissima fase pandemica, bensì per la scarsa disponibilità di contenitori.

photo credit: flughafen Container via photopin (license) 
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Dove sono i container?

La risposta più spiccia è ‘in Cina’. In questo momento, infatti, c’è un’elevata richiesta di ‘vuoti’ proprio da parte dei porti della Repubblica Popolare asiatica, conseguenza della ripresa a pieno regime delle produzioni, che sta generando un vuoto nell’emisfero occidentale.

Il problema è particolarmente sentito nei porti del Nord Europa, ma anche in quelli tirrenici: il risultato, paradossale, è che spedizionieri e caricatori possono non essere in grado di spedire le proprie merci, anche dove ci sarebbe disponibilità di stiva sulle navi, proprio per la mancanza di container vuoti. 

«Il dibattito in corso sulla disponibilità di vuoti in Europa rispecchia un reale problema del mercato. È un dato di fatto come negli ultimi mesi gli esportatori europei stiano fronteggiando una situazione critica, lottando per i vuoti e siano costretti, spesso, a ripianificare le loro spedizioni oltremare» – ha commentato in merito Antonio Maneschi, Presidente di TO Delta Group. 

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Porto di Trieste: impatto moderato

Ci si sono aree in cui la mancanza di equipment non ha avuto lo stesso impatto, fortunatamente, come l’area del porto di Trieste. 

«In questo scenario complesso possiamo però dire che, a Trieste, la situazione complessiva in relazione a questo problema non risulta affatto drammatica. Al contrario, infatti, grazie ad un sostenuto flusso di container in importazione caratterizzato da un rapido turn-around, supportato peraltro da un’efficiente rete ferroviaria a disposizione, la disponibilità dei container vuoti a Trieste non sta mostrando segni di sofferenza, a differenza di quanto invece accade in altri porti e aree d’Europa», ha affermato Maneschi.

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