Dogana e sostenibilità: come superare le sfide EUDR e CBAM

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Guida sugli aggiornamenti normativi EUDR e CBAM per gestire le nuove sfide doganali ecosostenibili.

Immaginate la vostra catena di approvvigionamento come una mappa dai confini in continuo movimento. Per decenni, importare merci nell’Unione Europea è stata principalmente una questione di dazi e burocrazia.

Oggi lo scenario è cambiato radicalmente: l’UE ha scelto di legare l’accesso al mercato alla responsabilità ambientale. La sostenibilità non è più un obiettivo aziendale di facciata, ma un requisito indispensabile per poter operare.

I pilastri di questa trasformazione sono due: il Meccanismo di Adeguamento del Carbonio alle Frontiere (CBAM) e il Regolamento sulla Deforestazione (EUDR). Per chiunque importi materiali soggetti da Paesi extra UE, queste sigle rappresentano le nuove regole del gioco su scala globale.

Contrastare il “Leakage” con il CBAM

L’obiettivo dell’Unione Europea è chiaro: prevenire la rilocalizzazione delle emissioni attraverso un sistema di certificati basato sulla quantità di CO2 emessa per produrre i beni importati.

Questa misura serve a prevenire la cosiddetta “rilocalizzazione delle emissioni” (carbon leakage), evitando che le aziende spostino la produzione in Paesi con normative ambientali più permissive.

Se la vostra attività riguarda l’importazione di acciaio, alluminio, cemento o fertilizzanti, siete già nel pieno della fase definitiva.

Infatti, il 2026 ha segnato la fine del periodo di prova: per non bloccare i flussi commerciali, è necessario adeguarsi immediatamente a quanto previsto dal regime definitivo.

Diventare dichiaranti autorizzati CBAM nel 2026

Il 2026 segnerà un vero spartiacque gestionale: per chiunque importi oltre 50 tonnellate annue di merci soggette alla normativa, diventerà infatti obbligatorio ottenere la qualifica di Dichiarante Autorizzato CBAM. Senza tale autorizzazione, superata la soglia indicata, le operazioni di importazione non saranno più consentite, esponendo le aziende al rischio di pesanti sanzioni finanziarie.

 Esiste tuttavia una deroga temporanea: chi invierà la richiesta ufficiale entro il 31 marzo 2026 potrà continuare a importare i beni regolamentati in attesa del via libera definitivo. È fondamentale muoversi con anticipo, poiché una volta chiusa questa brevissima finestra temporale, non sarà più possibile operare senza aver regolarizzato la propria posizione.

EUDR e il mandato di tracciabilità

Mentre il CBAM si occupa di emissioni, il Regolamento sulla Deforestazione (EUDR) si concentra sulla tutela del suolo. Questa norma impone che prodotti come caffè, cacao, gomma, legno, bovini, palma da olio e soia – inclusi alcuni derivati come pelle o mobili – non siano legati a fenomeni di deforestazione e che rispettino la legislazione pertinente del Paese di produzione.

Con l’EUDR, l’onere della prova ricade interamente sugli operatori economici unionali. Il regolamento prevede che senza una due diligence impeccabile, la merce non possa essere immessa in consumo, messa a disposizione sul mercato UE o esportata. In questo scenario, i dati di geolocalizzazione e la tracciabilità della filiera diventano asset strategici fondamentali quanto la qualità del prodotto stesso.

Come pianificare la strategia EUDR

Per permettere alle aziende di adeguare i propri sistemi digitali, l’UE ha recentemente rivisto la tabella di marcia:

  • Grandi e Medie Imprese: l’obbligo scatta il 30 dicembre 2026
  • Micro e Piccole Imprese: il termine è fissato al 30 giugno 2027

Questo margine di tempo non deve però indurre alla prudenza: i requisiti per dimostrare che i prodotti siano a deforestazione zero restano rigorosi e richiedono una preparazione meticolosa.

L’Importanza di un partner doganale esperto

Queste normative non sono semplici iniziative green, ma procedure integrate nelle operazioni doganali. La classificazione corretta della merce (codice HS) è ciò che determina se un prodotto rientri o meno nel raggio d’azione di CBAM o EUDR. Un errore nei dati doganali può causare blocchi immediati alla frontiera.

Gestire la soglia delle 50 tonnellate del CBAM o mappare la filiera per l’EUDR richiede precisione chirurgica. Integrare questi adempimenti nella compliance quotidiana è l’unico modo per trasformare un obbligo burocratico in un vantaggio competitivo.

Affrontare queste complessità da soli può essere rischioso. Per supportare le aziende in questa transizione, Customs Support Group, leader in Europa nei servizi doganali, organizza un webinar gratuito il 16 aprile 2026.

Gli esperti doganali di Customs Support Group approfondiranno gli ultimi aggiornamenti legislativi, chiariranno i dubbi sulle nuove soglie e forniranno una guida pratica per gestire le domande di Dichiarante Autorizzato.

Customs Support Group
Customs Support Group (CSG) è il principale fornitore indipendente europeo di soluzioni doganali e di commercio internazionale, che facilita operazioni transfrontaliere senza interruzioni grazie a innovazioni digitali all’avanguardia e a un know-how del settore senza pari. L’azienda è presente in tutte le principali aree strategiche europee, tra cui l’Italia, servendo oltre 60.000 clienti. Con il supporto di oltre 1700 professionisti doganali dedicati, CSG garantisce che le merci dei clienti attraversino i confini con il minimo rischio e la massima efficienza, senza complicazioni né ritardi.

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