Domino’s Pizza: regolare i flussi per mantenere la catena del freddo

Domino’s Pizza è la prima catena di pizzerie al mondo (fatturato 11 miliardi di dollari), specializzata nella consegna a domicilio e ritiro da asporto, ed è tra le prime 5 società al mondo per numero di transazioni online.

A livello globale la consegna ai clienti avviene (per il 90% dei casi) entro 30 minuti dalla presa dell’ordine (attualmente, in Italia, poco meno di 22 minuti per le 20.000 pizze vendute a settimana), con il prodotto a 70 °C (contro una media di mercato di 36-40 °C).

Per la sua attitudine digitale, lo sviluppo delle piattaforme e i metodi innovativi di consegna (che contemplano l’uso di autoveicoli ad hoc, unità robotiche e droni), Domino’s Pizza è stata definita una “digital company selling pizza”.

In Italia, il marchio è presente tramite la società Epizza, titolare di un contratto di master franchising che permette di sviluppare la catena e di sfruttare il marchio su tutto il territorio nazionale, in esclusiva per 20 anni. Il primo punto vendita ha aperto a Milano nell’ottobre 2015: al momento sono state aperte 16 pizzerie e l’espansione dei prossimi anni avverrà principalmente in Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte e Veneto.

Alberto Morandotti – Supply chain manager di Domino’s Pizza Italia – illustra le principali caratteristiche dell’headquarter italiano, che integra il sito produttivo, le attività amministrative e la logistica: “La sede è situata a Buccinasco (Milano) e si tratta di un vero e proprio «One Stop Shop», in grado di garantire l’autonomia operativa dei punti vendita con rifornimenti bisettimanali, precisi e puntuali. La struttura riceve e distribuisce quotidianamente prodotti finiti e materie prime (dagli ingredienti per pizza agli utensili, fino agli articoli da ufficio), stoccati in ambienti a temperatura ambiente e controllata (4°C e -23 °C). La principale esigenza organizzativa consiste nel regolare con precisione i flussi in ingresso e in uscita, in modo da separare i momenti del ricevimento delle merci da quelli di carico delle consegne alle pizzerie. Poiché i mezzi che accedono sono di tipo diverso – dai piccoli furgoni agli autotreni – la massima flessibilità dei sistemi di attracco e scarico/carico è un aspetto fondamentale.

In fase di realizzazione – afferma Fabrizio Frombola, Construction manager di Domino’s Pizza, che si è occupato della ristrutturazione/remodeling del supply chain center – la principale necessità di Domino’s Pizza Italia era trovare un fornitore per i portoni che avesse maturato diverse esperienze e che potesse guidarci nella scelta dei prodotti migliori e più adatti alle nostre esigenze. Abbiamo selezionato Hörmann, che è attualmente nostro partner unico, perché in linea con queste caratteristiche.
Sono state individuate due diverse tipologie di prodotti: i portoni sezionali standard, per la baia di carico a temperatura ambiente, che regola l’ingresso di merci non deperibili in aree a basso rischio igienico-sanitario; i portoni con sistema DoBO che consentono l’attracco di mezzi frigoriferi con i vani ancora chiusi e che, grazie alle guarnizioni pneumatiche, garantiscono il mantenimento delle temperature nel locale antistante le celle frigorifere.
In questo modo manteniamo al massimo grado di sicurezza la catena del freddo, a vantaggio dell’elevata qualità dei prodotti e del servizio offerto alle pizzerie. Al riguardo, il nostro livello di soddisfazione nei confronti dei prodotti Hörmann è ottimo: entrambe le tipologie di portoni sono di elevata qualità e, osservando i punti di carico al lavoro, si percepisce una notevole solidità costruttiva.

Presso il Supply Chain Center di Domino’s Pizza Italia sono stati installati 3 punti di carico in esecuzione DoBO (Docking Before Opening), più 1 punto di carico “tradizionale”, tutti di produzione Hörmann.
Il Sistema DoBO consente di attraccare con il camion e, solo successivamente, di aprire le porte del vano di carico, evitando dispersioni termiche all’interno del mezzo come del magazzino.

Nel dettaglio i tre punti di carico con sistema DoBO sono composti da:
– portone sezionale SPU F (2.650 x 2.900+650 mm), in applicazione L (con guide ribassate) e chiusura anteriore rispetto alla pedana, equipaggiato con 2 oblò tipo A e azionato da motorizzazione WA 300 dotata di micro-interblocco alla pedana;
– pedana di carico HTL-2-P (3.000 x 2.000 mm, unghia telescopica 1.200 mm), con spondina sagomata S in esecuzione zincata e respingenti scorrevoli VBV 4;
– portale isotermico gonfiabile DAS 3 (3.600 x 3.850 mm).

Il punto di carico tradizionale è composto da:
– stesso modello di portone sezionale SPU F (dimensioni: larghezza 2.650, altezza 2.900 mm, spessore 42 mm) in applicazione H (con guide prolungate in altezza), con i medesimi accessori;
– pedana di carico HTL-2-F (dimensioni 3.000 x 2.000, con unghia telescopica da 1.000 mm) dotata di segmenti retrattili SG in esecuzione zincata e di respingenti fissi DB 15;
– portale isotermico a teli DSE-S-V (3.500 x 3.500 x 1.600 mm).

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