L’Internet of Things è un fenomeno ormai diffuso ed utilizzato moltissimi ambiti, l’idea alla base è che ogni oggetto fisico può essere connesso con un network di altri oggetti possedendo la capacità di trasferire dati senza la necessità di intervento umano.

Uno tra i primi esempi di applicazione dell’IoT è sicuramente quello della smart factory dove i macchinari sono connessi tra di loro con l’obiettivo di rendere le attività più efficienti ed automatizzate.

L’IoT trova applicazione anche nella vita di tutti i giorni, ne sono una dimostrazione le più moderne abitazioni dove, ad esempio, termostati intelligenti e connessi permettono non solo di configurare in real time le impostazioni di avvio ma anche di risparmiare energia a beneficio del portafoglio e dell’ambiente.

Un recente studio condotto dall’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano, il cui comunicato stampa è disponibile al seguente link, ci permette di scoprire qualcosa in più riguardo l’IoT.

Innanzitutto, lo studio riporta come nel 2018 l’IoT abbia raggiunto il valore di 5 miliardi di euro, con una crescita del 35% rispetto al 2017. Questo dato si dimostra essere in linea con quello degli altri Paesi occidentali dove la crescita si assesta tra il 25% e 40%.

In un mercato in grande fermento diventa sempre più strategica la capacità di estrarre valore dai dati raccolti – afferma Angela Tumino, Direttore dell’Osservatorio Internet of Things – I dati possono infatti abilitare nuove opportunità di business per le imprese e permettere di integrare l’offerta con nuovi servizi a valore aggiunto. Proprio i servizi rappresentano un forte traino per il settore IoT, con il 36% del mercato: accanto a servizi “semplici” e consolidati, come la gestione dei dati in cloud, affiorano alcune applicazioni più evolute, come la manutenzione predittiva dei macchinari all’interno delle fabbriche o il monitoraggio dello stato di occupazione dei singoli parcheggi in città”.

Data la novità e la complessità di questi nuovi sistemi connessi, lo studio ha anche approfondito la situazione attuale nelle imprese italiane con un sondaggio su un campione di 129 aziende. Tra i risultati più significativi troviamo che il 95% delle imprese ha sentito parlare almeno una volta di soluzioni IoT per l’Industria 4.0, ma il reale livello di conoscenza è ancora limitato (con un punteggio di 6,5 su 10) e insufficiente fra le PMI (5 su 10).

Infine, un’applicazione che potrebbe rivelarsi particolarmente utile per la logistica è quella della Smart City. Secondo la ricerca dell’Osservatorio, oltre un comune italiano su tre (il 36%) ha avviato almeno un progetto di Smart City negli ultimi tre anni sottolineando la volontà di innovarsi e migliorarsi.

Ma cosa sono le Smart City? Queste città intelligenti possono essere descritte come un sistema dove tutte le risorse vengono gestite in maniera ottimizzata ed efficiente con notevoli benefici per la società e per l’ambiente. Alcuni esempi pratici sono l’introduzione di semafori intelligenti, l’utilizzo efficace di servizi come il bike sharing ed il car sharing, l’implementazione di strade percorse da veicoli a guida autonoma e impianti di illuminazione energicamente efficienti.

In conclusione, quello che emerge dallo studio è un trend di continua crescita ed evoluzione dell’Internet of Things che però deve essere valorizzato dalle aziende pubbliche e private.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.