La catena di fornitura nel settore Healthcare è alla ricerca di nuovi equilibri.

Dopo la lieve flessione del 2021, torna a crescere in maniera sensibile il numero delle spedizioni: +7,9% nel 2022 rispetto all’anno precedente. Cresce dell’8,1% il numero di colli spediti e del 10,8% il peso complessivo movimentato.

Continuità e solidità alla filiera Healthcare

Sono i risultati dell’indagine sulla Logistica nel settore Healthcare realizzata dell’Osservatorio Contract Logistics “Gino Marchet” della School of Management del Politecnico di Milano, in collaborazione con Consorzio Dafne, presentata di recente a Milano.

“Numerosi sono i fattori e i cambiamenti che il settore si è trovato ad affrontare negli ultimi due anni – ha dichiarato il direttore scientifico dell’Osservatorio Contract Logistics Marco Melacini -: scarsità di capacità operativa, rallentamenti nelle supply chain internazionali, scarsa accessibilità a materie prime, aumento dei costi dei principali fattori produttivi, in particolare carburanti ed energia.

Queste sfide stanno interessando anche la Logistica del settore Healthcare, in cui vediamo concretizzarsi la ricerca di nuovi equilibri della catena di fornitura, al fine di garantire continuità e sostenibilità alla filiera.”

 

I numeri del comparto

Nel 2022 crescono i volumi diretti alle farmacie  (il 30% dei colli totali), in crescita del 6%, e soprattutto il canale ospedaliero (47%).

La Lombardia si conferma essere il punto di origine per due terzi dei flussi e le prime cinque regioni per assorbimento restano Lombardia, Lazio, Campania, Toscana e Veneto.

Sul fronte delle temperature, si arresta la crescita dei volumi gestiti a temperature più stringenti: dal 3% del 2021 all’1% del 2022 per le merci sottozero, 14% per i volumi dai 2 agli 8 gradi (-1%), mentre crescono quelli sotto i 25°, si passa dal 78% del 2021 all’81% del 2022.

Come notato da Damiani Frosi, direttore dellOsservatorio: “L’uscita dalla pandemia non ha comportato una diminuzione dei flussi, anzi. Le aziende del settore stanno riflettendo maggiormente sulla sostenibilità, in particolare in riferimento all’impatto ambientale della Logistica.

In questo senso, oltre all’esplorazione di nuove soluzioni, come ad esempio mezzi ad alimentazione alternativa (gas naturale, elettrico) o mezzi refrigerati dotati di pannelli fotovoltaici, emerge la volontà di sperimentare nuovi modelli di distribuzione e si registrano investimenti in asset logistici nelle regioni con il maggior assorbimento dei flussi”.

La logistica ospedaliera punta sull’outsourcing

Negli ultimi 10 anni la quota di spesa legata all’acquisto in outsourcing di servizi e attività di Logistica ospedaliera ha registrato una crescita importante.

Nel 2022 la spesa complessiva per la logistica delle 1045 strutture ospedaliere censite, sia pubbliche che private, è stimata pari a 650 milioni di euro. La quota assegnata in outsourcing riguarda il 12% delle attività: nel 2012 ammontava al 4%.

“La gestione degli approvvigionamenti delle strutture ospedaliere rappresenta un elemento di criticità all’interno della filiera Healthcare – afferma Maria Pavesi, Ricercatrice dell’Osservatorio Contract Logistics -.

I magazzini sono spesso difficilmente raggiungibili e non di facile accesso, si trovano solitamente in spazi non dedicati.

Ci sono poi criticità nella gestione informatica e nella tracciabilità dei farmaci e nelle modalità di rendicontazione per alcuni nuclei.

Negli ultimi anni, però, anche nelle strutture ospedaliere si riscontra un cambiamento nell’approccio alla Logistica.

Cresce, infatti, l’acquisto di servizi logistici dall’esterno, segno di una sempre maggiore maturità del settore e di una conseguente maggiore valorizzazione dei servizi”

In particolare la ricerca ha mapato 219 contratti stipulati, dal 2009 al 2022, con strutture sanitarie pubbliche per l’acquisto in outsourcing di servizi e attività di Logistica ospedaliera, per un valore complessivo di 585 milioni di euro.

22 i bandi ancora aperti a settembre 2022, per un valore di 213 milioni di euro, corrispondenti a poco meno del 40% del valore complessivo dei contratti analizzati.

Di questi, il 50% riguarda la gestione del magazzino ospedaliero, il 27% la Logistica integrata, il 9% il trasporto in ospedale e il 5% l’Handling interno all’ospedale.