Amazon sta mettendo in atto una strategia complessa rivelatrice di un piano estremamente ambizioso. Il colosso dell’e-commerce non si ferma, anzi corre, cambiando continuamente pelle. Se consideriamo le iniziative rese pubbliche (non sempre dalla società stessa, che in molti casi preferisce muoversi con passo felpato) negli ultimi mesi nell’ambito del trasporto su lunga distanza, dello stoccaggio e della distribuzione emerge un’avanzata su tutti i fronti.

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Lo scenario

Da tempo la tendenza è chiara: lo spostamento delle vendite dal negozio fisico al web sta trainando, in termini di valore e d’innovazione, l’intera filiera della logistica. I primi a saperlo sono stati gli stessi colossi del commercio elettronico, che da quando sono stati consapevoli del loro successo hanno iniziato a proporre anche soluzioni di stoccaggio e trasporto, dove investono somme a nove cifre.

L’onda della consapevolezza ha poi viaggiato lungo l’intera filiera anche se non tutti si sono resi conto con la necessaria prontezza di essere coinvolti in una rivoluzione sempre più rapida e profonda. A differenza di altri importanti fasi di cambiamento nel trasporto, questa è caratterizzata dall’emergere contemporaneo di diversi elementi, tra cui spiccano la convergenza, la digitalizzazione, la connettività e l’automazione dei processi. Ma se gli ultimi tre rappresentano l’occasione per le imprese del settore di aumentare la produttività e il ventaglio di servizi per i clienti, il primo è un pericolo non solo per singole imprese – qualsiasi sia la loro dimensione – ma per interi settori di attività. In questo caso, il ritmo della marcia è dato dalle piattaforme di commercio elettronico, che nella fase iniziale sono state ottimi clienti per la filiera logistica ma che poi si sono trasformate da prede a predatori, occupando con il controllo diretto i vari segmenti della catena distributiva grazie alle immense risorse di cui dispongono.

di Claudio Corbetta

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