Navigare nel commercio internazionale: guida introduttiva agli Incoterms e alla Dogana

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In un mercato globale dove ogni dettaglio conta, gestire correttamente gli Incoterms e le loro implicazioni doganali è una strategia per proteggere la propria azienda.

Nel panorama del mercato globale, le imprese operano in un contesto normativo e logistico sempre più articolato. Uno degli elementi cardine per gestire con successo gli scambi con l’estero è la comprensione degli Incoterms (clausole di consegna), uno strumento vitale che l’Agenzia delle Dogane italiana riconosce come fondamentale per la corretta determinazione del valore delle merci.

Lungi dall’essere un mero dettaglio burocratico, queste regole rappresentano il linguaggio comune del commercio mondiale e hanno riflessi diretti sulla compliance fiscale. Comprendere la loro evoluzione è il primo passo per padroneggiare le dinamiche doganali.

Le origini e la funzione operativa degli Incoterms

Introdotti dalla Camera di Commercio Internazionale (ICC) nel 1936 e costantemente aggiornati, gli Incoterms fungono da “protocollo operativo” universale. Essi permettono a tutti gli attori della filiera – dai doganalisti agli spedizionieri – di lavorare in modo coordinato, rimuovendo ogni ambiguità su tre pilastri fondamentali:

  • Ripartizione delle spese: chi sostiene i costi di trasporto, assicurazione e dogana?
  • Adempimenti documentali: chi cura le licenze e le bolle doganali?
  • Trasferimento del rischio: in quale momento esatto la responsabilità della merce passa dal fornitore al cliente?

Tuttavia, l’impatto di queste regole non si limita al rapporto tra compratore e venditore, ma si estende profondamente nel campo delle procedure fiscali.

Il legame diretto tra Incoterms e adempimenti in Dogana

Gli Incoterms rispondono infatti a domande cruciali che influenzano direttamente il trattamento della merce da parte delle autorità. In particolare, incidono su:

  • Valore in dogana: le spese di trasporto e assicurazione definite dal termine di resa concorrono a determinare la base imponibile su cui l’Agenzia delle Dogane calcolerà dazi e IVA.
  • Responsabilità delle formalità: stabiliscono chi sia il soggetto tenuto a presentare le dichiarazioni e a interfacciarsi con le autorità doganali.
  • Prova di esportazione (MRN): in ambito export, la scelta del termine influenza la capacità di ottenere l’appuramento dell’MRN (Movement Reference Number). Senza questo documento digitale, che certifica l’uscita della merce dall’UE, l’azienda non può giustificare la non imponibilità IVA, esponendosi a rischi sanzionatori.

Proprio a causa di queste implicazioni tecniche, la scelta della clausola non può essere lasciata al caso o alla consuetudine.

Perché la scelta strategica degli Incoterms è fondamentale

Spesso le aziende utilizzano clausole obsolete per abitudine, ma un errore di valutazione può avere un impatto devastante sul bilancio e sulla posizione legale dell’impresa. Scegliere l’Incoterm più adatto non significa solo decidere “chi paga il camion”, ma possedere una visione strategica sulla detraibilità dell’IVA e sulla sicurezza dei flussi documentali.

In ultima analisi, la chiarezza in fase contrattuale rappresenta la migliore difesa contro costose controversie legali e ritardi logistici imprevisti.

Qual è l’Incoterms più adatto alle esigenze della vostra azienda?

Ogni spedizione ha le sue peculiarità e una scelta errata può trasformare un’opportunità di business in un rischio fiscale. Per approfondire gli scenari operativi, comprendere l’impatto dell’IVA sulle esportazioni e scoprire quale tipologia di resa sia la migliore per proteggere il vostro business, vi invitiamo a consultare l’analisi tecnica realizzata da Customs Support Group, fornitore N° 1 in Europa di soluzioni per la dogana e il commercio internazionale.

Gli esperti doganali di Customs Support Group saranno al MECSPE, dal 4 al 6 marzo a Bologna.

Customs Support Group
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