Per molto tempo, i ritorni sono stati percepiti come un’anomalia: merci che, invece di proseguire verso il consumatore, tornavano indietro. Una funzione marginale, da gestire con procedure improvvisate e spesso costose.
Oggi non è più così. I resi hanno assunto un peso strutturale: valgono oltre 1.000 miliardi di dollari l’anno. Non si tratta più di un fenomeno residuale, ma di una delle sfide decisive per la sostenibilità economica e ambientale della supply chain.
In questo scenario, pensare alla reverse logistics come a un semplice “processo inverso” è riduttivo. I resi diventano ritorni che contano: un’opportunità per estendere la vita dei prodotti, recuperare valore e ridurre sprechi.
La gestione dei resi non è più un fenomeno residuale ma una sfida per la sostenibilità economica e ambientale della supply chain.
La logistica circolare segna un cambio di paradigma: ogni ritorno è parte di un ciclo virtuoso.
Tecnologia, dati e collaborazione rendono un valore ciò che, un tempo, era considerato solo un costo.
Focus sull’e-commerce nel settore moda: in questo caso, la logistica inversa è un mosaico di possibilità che va governato con i giusti supporti al progetto decisionale.



