Nel settore manifatturiero, la pavimentazione industriale non rappresenta soltanto una superficie tecnica progettata per resistere all’usura, ma una componente strategica dell’ambiente produttivo. Incide infatti su sicurezza, organizzazione dei flussi, manutenzione, continuità operativa e qualità percepita degli spazi.
In stabilimenti caratterizzati da traffico continuo di muletti, automazione, movimentazione interna, lavorazioni meccaniche e processi sempre più evoluti, le superfici devono garantire elevate prestazioni tecniche senza interferire con le attività produttive.
“Nel manifatturiero contemporaneo, come nella maggior parte dei settori industriali, la pavimentazione deve accompagnare l’evoluzione dello stabilimento e adattarsi ai continui cambiamenti produttivi. Oggi le aziende chiedono superfici capaci di garantire resistenza e durabilità, ma anche di contribuire alla qualità complessiva dell’ambiente di lavoro, assicurando continuità operativa anche durante interventi di ampliamento o revamping”. commenta Andrea Penati, Amministratore Delegato di IPM Italia
Le criticità tipiche del comparto manifatturiero sono molteplici: abrasione, urti, vibrazioni, contatto con oli e sostanze aggressive, necessità di planarità controllata, traffico intenso e riorganizzazione continua degli spazi produttivi.
Per rispondere a queste esigenze, IPM Italia sviluppa sistemi differenziati in base allo stato del supporto e alle specifiche condizioni operative dello stabilimento, con soluzioni che combinano resistenza meccanica, rapidità di posa, facilità di manutenzione e possibilità di intervenire anche su superfici esistenti, riducendo demolizioni, smaltimenti e tempi di fermo impianto.
La soluzione giusta per ogni utilizzo
Tra i sistemi proposti, IPM Color Flake unisce prestazioni industriali e resa estetica: alta resistenza meccanica, proprietà antigraffio, facilità di pulizia, con i flake inglobati nella resina che aiutano a mascherare usura e sporco migliorando al contempo luminosità e comfort degli ambienti. Il sistema è disponibile in diverse combinazioni cromatiche e consente di integrare l’identità visiva aziendale e la segnaletica degli spazi.
IPM Stratos è la soluzione epossidica multistrato per superfici soggette a traffico intenso e lavorazioni meccaniche.
IPM Blindo è pensato per il recupero di pavimentazioni fortemente ammalorate o contaminate da oli, senza demolizione completa.
IPM Durtec, dotato di proprietà elastiche e resilienti, è indicato per aree logistiche e industria pesante soggette a traffico elevato e forti sollecitazioni meccaniche.

Applicazioni in campo: dal dolciario all’elettromeccanico
Le referenze di IPM Italia attraversano comparti molto diversi tra loro.
Per il gruppo Silikomart, attivo nell’alta pasticceria professionale, l’azienda ha realizzato circa 2.000 metri quadrati di pavimentazioni continue con i sistemi Tecnireg e IPM Color Flake nel nuovo polo produttivo, oltre a interventi su officine e stabilimenti esistenti — anche su fondi contaminati da oli — senza mai interrompere l’operatività. Presso Deika, azienda vicentina specializzata nello stampaggio di componenti plastici ad alta precisione, l’intervento con IPM Color Flake ha riguardato circa 700 metri quadrati in un ambiente altamente automatizzato, con robot AGV in movimento: a sette anni dalla posa, la pavimentazione non ha richiesto manutenzioni straordinarie. “Abbiamo scelto questa azienda per la capacità di proporre una soluzione che coniugasse prestazioni tecniche, qualità estetica e sostenibilità dell’investimento”, commenta Domenico Cittolin, titolare di DEIKA.
Nel settore elettromeccanico, presso Trafoelettro — produttore di trasformatori per media e alta tensione — IPM Italia è intervenuta su due stabilimenti con sistemi IPM Stratos e IPM Blindo, integrando layout produttivo e segnaletica nella pavimentazione stessa. Nel capannone storico, il recupero con IPM Blindo di circa 1.400 metri quadrati fortemente ammalorati è stato completato in una settimana e mezza, con riapertura al traffico pesante dopo soli quattro giorni: a distanza di quasi cinque anni, le superfici risultano ancora pienamente operative.
“Nel settore manifatturiero non esiste una soluzione standard”, conclude Penati. “Ogni pavimentazione nasce dall’analisi tecnica del supporto, delle lavorazioni e delle modalità di utilizzo dello stabilimento. L’obiettivo è sempre lo stesso: realizzare superfici performanti, durevoli e capaci di accompagnare nel tempo l’evoluzione produttiva dell’azienda”.




