La fine del 2025 e l’avvio del 2026 hanno visto il mercato dello shipping globale attraversare una fase di tensione e rialzo dei noli, con dinamiche diverse a seconda delle rotte e dei contesti geopolitici.
Le festività occidentali di dicembre hanno contribuito a un incremento della domanda, mentre l’avvicinarsi della Golden Week cinese e del Capodanno lunare del 17 febbraio 2026 sta già imprimendo ulteriore pressione sulle tariffe.
Gli indici di riferimento, dal Freightos Baltic Index al World Container Index (WCI) di Drewry, fotografano un settore in movimento, sospeso tra spinte stagionali e incertezze geopolitiche.
Andamento delle rotte Asia–Europa e Mediterraneo
Secondo Freightos, le tariffe Asia–Europa hanno chiuso il 2025 in crescita dell’1% a 2.742 dollari per FEU, con un incremento del 12% rispetto a metà mese. Ancora più marcato l’aumento sulla rotta Asia–Mediterraneo, salita del 4% fino a 4.000 dollari per FEU, livelli che non si vedevano da luglio.
Questi rialzi sono stati sostenuti da una domanda anticipata in vista del Capodanno lunare e dalle deviazioni obbligate dal Mar Rosso, che continuano a far sentire i loro effetti allungando i tempi di consegna e riducendo la capacità effettiva disponibile.
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Transpacifico e rotte verso gli Stati Uniti
Sul fronte transpacifico, gli aumenti di dicembre hanno spinto le tariffe verso la West Coast a 2.145 dollari per FEU (+9%) e verso la East Coast a 3.364 dollari (+15%).
Tuttavia, gli incrementi periodici hanno avuto meno effetto nel mantenere le tariffe elevate rispetto alle rotte Asia–Europa. La domanda pre-Capodanno lunare dovrebbe però sostenere ulteriori rialzi, replicando uno schema già verificatosi a inizio 2024 e 2025.
Il contributo del World Container Index di Drewry
Il WCI di Drewry, aggiornato al 25 dicembre 2025, ha registrato il quarto aumento consecutivo, +1% a 2.213 dollari per container da 40 piedi.
Le rotte Shanghai–Genova e Shanghai–Rotterdam hanno segnato rispettivamente +3% (3.427 dollari) e +2% (2.584 dollari). Drewry sottolinea come i noli Asia–Europa siano rimasti stabili o in crescita per quattro settimane consecutive, grazie a un nuovo schema stagionale: negli ultimi tre anni, il mese di dicembre ha mostrato una crescita a doppia cifra della domanda mese su mese, consolidando una “nuova normalità” fatta di volumi elevati a fine anno.
Sul transpacifico, dopo i rialzi a doppia cifra della settimana precedente, le tariffe Shanghai–New York e Shanghai–Los Angeles si sono mantenute stabili, con prospettive di tenuta nel breve termine.
Geopolitica e capacità di mercato
Il quadro resta condizionato dalle tensioni nel Mar Rosso, dove la minaccia degli Houthi è tutt’altro che scomparsa, come le operazioni militari saudite nella città portuale yemenita di Mukalla hanno ricordato, con un bombardamento a danno dei rifornimenti degli Emirati Arabi Uniti alla coalizione anti-Houthi.
I carrier valutano dunque con cautela il ritorno delle proprie mega-navi sulla rotta per Suez, frenati dai costi assicurativi elevati e dal rischio, sempre in agguato, di rimanere coinvolti in operazioni militari. A livello economico e pratico per la Supply Chain marittima, il rischio ulteriore è dato dalla probabilità che la reimmissione di 2 milioni di TEU di capacità, liberati dal minor utilizzo che il passaggio da Suez consentirebbe, deprima i noli marittimi.
Parallelamente, anche le proteste in Iran alimentano i timori di una ulteriore destabilizzazione su scala regionale, aggiungendosi alla lista di dubbi dello Shipping nei confronti del suo solcare il Mar Rosso.
Prospettive per il 2026
Globalmente, i volumi container hanno registrato un +4% a inizio quarto trimestre 2025, sostenuti dalla diversificazione commerciale della Cina verso Europa, Africa e America Latina. Tuttavia, S&P prevede per il 2026 un calo del 2% delle importazioni oceaniche USA, segnando la terza contrazione consecutiva negli ultimi vent’anni, dopo la crisi del 2008–2009 e il ridimensionamento post-pandemia 2022–2023.
Il mercato dello shipping si avvia al 2026 con segnali contrastanti: da un lato la domanda stagionale e il Capodanno lunare sostengono i noli, dall’altro le tensioni geopolitiche e la prospettiva di contrazione delle importazioni USA pongono interrogativi sulla tenuta dei volumi.
Freightos e Drewry convergono nel segnalare un rialzo delle tariffe a fine 2025, ma la vera questione sarà capire se la spinta stagionale potrà trasformarsi in un trend duraturo o se, al contrario, il settore dovrà affrontare un nuovo ciclo di ribassi.



