Shock del greggio: rincari record e proteste dell’autotrasporto

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La crisi energetica esplosa con il conflitto USA‑Iran dovuta alla sospensione dei transiti nello Stretto di Hormuz sta sconvolgendo gli equilibri globali del petrolio, impostando i presupposti per una fase storica peggiore anche della crisi petrolifera degli anni Settanta del Novecento. 

L’impennata di Brent e WTI si abbatte direttamente sui carburanti raffinati, con benzina e gasolio in forte rialzo. In Italia, dove il diesel supera ora stabilmente i due euro al litro e si teme per la soglia dei 3 euro in estate, il settore dell’autotrasporto denuncia una situazione insostenibile e prepara mobilitazioni nazionali.

Il nodo di Hormuz e la corsa del greggio 

La chiusura parziale dello Stretto di Hormuz, snodo da cui transita una quota cruciale delle esportazioni mediorientali di idrocarburi, ha generato un improvviso shock dell’offerta

Le interruzioni ai flussi di nafta, ammoniaca, urea ed elio hanno irrigidito l’intera filiera petrolchimica, con ripercussioni su fertilizzanti, plastiche e componenti industriali.  

Nei mercati finanziari, i futures sul Brent sono saliti di circa il 20,3% nell’ultimo mese, mentre il WTI ha registrato un incremento del 22,8%: gli analisti leggono questi movimenti come un premio di rischio legato alla durata delle tensioni e ai vincoli logistici che ostacolano la distribuzione globale del greggio. I modelli tecnici indicano un momentum rialzista di breve periodo, segnale di un mercato che continua a prezzare instabilità e scarsità.

Benzina e gasolio: rincari immediati per i consumatori

L’aumento del greggio si è trasferito rapidamente sui prodotti raffinati come i carburanti

In Italia il gasolio ha raggiunto 2,059 euro al litro, mentre la benzina è salita a 1,750 euro, e sulle autostrade i prezzi sono ancora più elevati, con 2,118 euro per il diesel e 1,813 per la benzina.  

Il governo aveva tentato di contenere la corsa dei listini con un taglio delle accise valido fino al 7 aprile, puntando a mantenere il gasolio sotto 1,90 euro, ma l’escalation internazionale ha vanificato gli obiettivi, riportando i prezzi su livelli critici per famiglie e imprese.

L’autotrasporto italiano in trincea: costi insostenibili e scioperi in arrivo

Per il settore del trasporto merci, il diesel oltre i due euro rappresenta un colpo durissimo. 

Trasportounito parla di “assoluta emergenza” e denuncia un rincaro fuori controllo che mette a rischio bilanci già fragili. L’associazione ha proclamato un fermo nazionale dei tir dal 20 al 25 aprile, nonostante le riserve della Commissione di Garanzia sugli scioperi.  

Anche Unatras annuncia assemblee permanenti in cento città italiane, avvertendo che una parte della committenza non riconosce gli aumenti dei costi e in alcuni casi chiede ulteriori sconti. 

Le misure del Ministero delle Infrastrutture sono giudicate insufficienti e il rischio di una protesta più ampia è concreto.  

Nel frattempo, i gestori delle pompe accusano le compagnie petrolifere di scarsa trasparenza sui prezzi consigliati, mentre il dibattito politico si concentra sugli extra-profitti del settore energetico e sui costi della guerra, stimati in decine di milioni al giorno solo per i carburanti.

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