Trasporto aereo cargo: una panoramica tra fine 2025 e inizio 2026

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La fine del 2025, anno decisamente tormentato sotto vari punti di vista, ha proiettato sull’inizio del 2026 un’influenza notevole: il settore del trasporto aereo cargo ha vissuto in questi mesi una fase di cambiamento segnata da una combinazione di tendenze come una moderata crescita della domanda, la normalizzazione dei rendimenti e la riconfigurazione delle rotte globali

A delineare con chiarezza questo scenario è la IATA, l’International Air Transport Association, l’organizzazione che rappresenta oltre 300 compagnie aeree nel mondo e che svolge un ruolo centrale nel monitoraggio dei mercati, nella definizione degli standard operativi e nella tutela degli interessi del settore. Le sue analisi offrono una lettura privilegiata delle dinamiche che stanno ridisegnando il commercio internazionale e, con esso, i flussi del cargo aereo.

Volumi e capacità: un 2025 in crescita controllata  

Secondo i dati IATA, il 2025 si è chiuso con una domanda globale di trasporto merci in aumento del 3,4% rispetto al 2024, con una crescita ancora più marcata sulle rotte internazionali (+4,2%). 

La capacità ha seguito un andamento parallelo, con un incremento del 3,7% a livello globale e del 5,1% sulle tratte internazionali, segnale di un mercato più equilibrato rispetto agli anni immediatamente successivi alla pandemia. 

Anche il singolo mese di dicembre 2025 ha confermato la tendenza positiva, con una domanda superiore del 4,3% rispetto allo stesso mese del 2024 e una capacità in aumento del 4,5%.

Tariffe e rendimenti in normalizzazione  

Nonostante i volumi in crescita, i rendimenti del cargo aereo hanno continuato a ridursi, segnando un calo dell’1,5% su base annua, il più contenuto degli ultimi tre anni. 

La IATA sottolinea come questo andamento rifletta un progressivo ritorno all’equilibrio tra domanda e offerta, pur mantenendo livelli tariffari ancora superiori del 37,2% rispetto al 2019, ossia a prima della pandemia. La pressione competitiva resta elevata, ma il settore beneficia ancora di un differenziale di prezzo che testimonia la persistente centralità del trasporto aereo nelle supply chain globali.

Le rotte del cargo aereo specchio del commercio mondiale  

Il 2025 ha anche mostrato con particolare evidenza quanto il cargo aereo sia sensibile ai mutamenti geopolitici. Come ha dichiarato apertamente la IATA, il segmento merci ha riflesso in modo diretto la riorganizzazione del commercio globale, più chiaramente di quanto osservato nel traffico passeggeri. Le tensioni commerciali tra superpotenze e le nuove politiche tariffarie hanno spinto le aziende a ripensare catene di fornitura, rotte e strategie logistiche.

Il dato più emblematico è il calo dello 0,8% dei volumi tra Asia e Nord America, che rappresenta la prima contrazione su una delle principali direttrici mondiali dopo anni di crescita ininterrotta. Parallelamente, il traffico tra Europa e Asia ha registrato un’espansione superiore al 10%, segno di un progressivo spostamento dei flussi commerciali. La regione Asia-Pacifico si conferma comunque come hub centrale, con una crescita regionale oltre l’8%, mentre altre aree mostrano andamenti più eterogenei.

Verso il 2026: crescita moderata e rotte in evoluzione  

Guardando al 2026, la IATA prevede una crescita più contenuta, attorno al 2,4%, coerente con le tendenze storiche e con un contesto geopolitico ancora in movimento. 

Le rotte continueranno a riorganizzarsi in funzione delle scelte delle imprese, delle politiche commerciali e delle condizioni macroeconomiche e, in tal senso, il cargo aereo, per sua natura rapido e flessibile, rimarrà uno dei primi indicatori dei cambiamenti nelle catene globali del valore.

Il quadro che emerge tra fine 2025 e inizio 2026 è quello di un settore resiliente, capace di adattarsi a pressioni tariffarie, incertezze politiche e nuove geografie del commercio. I dati IATA mostrano un mercato in equilibrio, con volumi in crescita e rendimenti in progressiva normalizzazione, mentre la geopolitica ridisegna le rotte e ridefinisce le priorità delle supply chain globali. Un settore in movimento, che continuerà a essere un barometro essenziale dell’economia mondiale.

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