Ferrovia Eurasiatica, crescono gli scambi su ferro tra Europa e Asia  

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Negli ultimi anni i collegamenti ferroviari merci tra Cina ed Europa hanno assunto un ruolo sempre più centrale nel panorama degli scambi internazionali. 

Nati come alternativa complementare al trasporto marittimo, hanno ricevuto una notevole spinta durante le sofferenze della Supply Chain marittima nel periodo della pandemia da Covid-19: i treni transcontinentali hanno da allora progressivamente conquistato quote di mercato grazie a tempi di consegna più rapidi, maggiore stabilità e una crescente capacità di adattarsi alle esigenze delle catene globali del valore.  

La rete ferroviaria a Oriente e i dati della crescita  

Il 2025 è stato l’anno che ha segnato un punto di svolta per i collegamenti merci tra i due continenti: i treni merci Cina‑Europa e, più in generale, Asia-Europa, hanno effettuato circa 34.000 viaggi, trasportando 3,17 milioni di TEU, con incrementi rispettivamente del 9,8% e del 7,6% su base annua. 

Si pensi che soltanto i servizi diretti Cina‑Europa hanno superato i 20.000 viaggi, mentre il Nuovo Corridoio Terra‑Mare Occidentale, istituito nel 2024 tra Paesi dell’area ASEAN e regioni della Cina meridionale, con base operativa nel Chongqing, per portare prodotti alimentari freschi ai rispettivi consumatori da e verso l’Asia, ha registrato un balzo positivo del 47,5% raggiungendo 1,42 milioni di TEU. I dati testimoniano una rete in espansione, capace di integrare rotte settentrionali, occidentali e meridionali e di ridurre la dipendenza da un singolo percorso.  

Le merci in uscita dalle regioni occidentali della Repubblica Popolare Cinese, ossia la stessa Chongqing, il Sichuan e lo Yunnan, nel corso del 2025 hanno superato i 700mila TEU, tanto che l’elenco dei prodotti dichiarati idonee al trasporto via container è stato portato a 11mila; questo enorme volume di merci è stato assorbito per lo più dai porti meridionali del Paese, ma, parallelamente, le rotte merci ferroviarie programmate sono quasi raddoppiate dal 2024 – da 23 a 44.

Evoluzione del carico e valore aggiunto  

Se nei primi anni di utilizzo dei vettori ferroviari per l’import-export Asia-Europa i convogli trasportavano soprattutto beni di base, oggi la composizione del carico è cambiata radicalmente. Dai tessili e dai prodotti di largo consumo si è passati a componenti auto, macchinari, elettronica e apparecchiature HVAC, vale a dire merci ad alto valore aggiunto e più vicine alla domanda finale dei mercati europei e centroasiatici. 

Il mutamento del mix merceologico indica che la ferrovia non è più solo un canale logistico accessorio, bensì un collegamento strutturale della catena industriale globale.  

Pechino sta d’altronde investendo molto in quella che è una cintura infrastrutturale a corredo della ‘nuova Via della Seta’, tanto che per ciascuna delle categorie merceologiche prima citate – ad esempio le auto e i loro componenti, esistono rotte dedicate.

Equilibrio bidirezionale ed effetti regionali  

Un altro elemento di rilievo è la crescita dei viaggi di ritorno: sempre più treni rientrano in Cina con cosmetici, prodotti agricoli e macchinari europei, contribuendo a un flusso commerciale più bilanciato. 

Alcuni hub hanno raggiunto quasi la parità tra partenze e arrivi, segnale di un corridoio che evolve verso una sostenibilità a lungo termine, conveniente da entrambe le parti.    

Le nuove rotte, come la Wuhan‑Copenaghen o la Xi’an‑Azerbaigian, stanno inoltre avendo l’effetto di trasformare le province interne cinesi, riducendo i costi logistici e favorendo la nascita di cluster industriali orientati all’export

Al tempo stesso, la rete multi‑corridoio disperde i rischi geopolitici e operativi, offrendo un’alternativa stabile in un contesto di volatilità dei noli marittimi e di tensioni internazionali.  

Il ruolo di stabilizzatore  

Grazie a orari relativamente fissi e tempi di transito prevedibili, i treni merci Cina‑Europa si stanno affermando come fattore di stabilità per le catene di approvvigionamento eurasiatiche, in quanto consentono una pianificazione più accurata della produzione e dell’inventario, garantendo la continuità anche in presenza di shock globali.  

I collegamenti ferroviari tra Europa e Asia si configurano oggi come ‘super connettori’ capaci di integrare economie, industrie e mercati: non più semplici corridoi di trasporto, ma infrastrutture strategiche che rafforzano la Belt and Road Initiative e alimentano un ciclo virtuoso di commercio, innovazione e cooperazione.

Con i suoi oltre 34.000 viaggi annui e una crescente diversificazione delle merci, la ferrovia eurasiatica si sta rapidamente affermando nella nuova geografia economica globale.  

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