Engaldini, azienda veneta con oltre 40 anni di storia nella distribuzione di sistemi di fissaggio e utensileria, si è rivolta nel 2018 a Incaricotech, realtà modenese specializzata nell’intralogistica automatizzata, per ripensare l’organizzazione del proprio deposito.
Una scelta nata dalla necessità di rispondere a un contesto logistico sempre più frenetico, in cui le aspettative dei clienti in termini di tempistiche e tracciabilità sono cambiate profondamente.
“Abbiamo subìto indirettamente la concorrenza di Amazon, non per i prodotti, ma per le modalità con le quali Amazon opera sul mercato: ricevere ordini in qualsiasi momento ed evasione garantita in 24 ore”, spiega Paolo Engaldini, General Manager e seconda generazione della famiglia alla guida dell’azienda. “Questo ha portato i clienti a cambiare le aspettative in tema di tempistiche e tracciabilità.”
Le attività quotidiane dell’azienda ruotano attorno a oltre 14.000 SKU, merce che spazia dalla minuteria ai colli pesanti, con ordini che possono variare da una singola scatola a diversi pallet completi. Operando anche nell’e-commerce, Engaldini si è trovata di fronte a due esigenze: evadere gli ordini in tempi sempre più rapidi e conoscere in tempo reale le giacenze di magazzino attraverso un sistema unico in grado di gestire entrambe le attività.
Una consulenza mirata prima dell’automazione
Il percorso è partito da un’analisi approfondita. Nel 2018 Incaricotech ha studiato la movimentazione interna di Engaldini, le modalità di picking, la tipologia di merce trattata e i flussi logistici dell’azienda, progettando un sistema tuttora in essere.
“Ritengo sia inutile investire in un prodotto che non risolve le specifiche difficoltà di un’azienda”, afferma Loris Gasparini, CEO di Incaricotech. “Per questo credo fermamente che l’introduzione di un magazzino verticale debba avvenire sempre a valle di una consulenza mirata: ogni azienda ha i propri ostacoli e la propria organizzazione preesistente, per questo bisogna capire quale magazzino verticale sia più adatto.”
Dall’analisi è emersa la necessità di integrare due diverse tipologie di magazzino verticale: il Rotomat, destinato al prelievo degli articoli ad alta rotazione e in particolare a supporto dell’e-commerce, e il Lean Lift, dedicato allo stoccaggio delle scorte.
Attorno a queste due soluzioni è stato costruito un flusso logistico continuo che collega approvvigionamento, movimentazione della merce e preparazione degli ordini.
Un percorso di automazione graduale
Tra il 2018 e il 2019 è stato installato il primo magazzino verticale Incaricotech, a cui ne sono seguiti altri undici nell’arco di cinque anni.
“L’unica manutenzione registrata è stata quella ordinaria, quindi, osservando la solidità e l’affidabilità delle prime soluzioni, abbiamo deciso di investire ulteriormente in magazzini verticali”, racconta Paolo Engaldini. “C’è da dire che siamo stati aiutati anche da una tassazione molto agevolata in quegli anni.”
L’investimento si colloca infatti negli anni in cui gli incentivi del Piano Industria 4.0, tra il 2017 e il 2019, e successivamente del Piano Transizione 4.0, dal 2020 al 2025, hanno favorito l’adozione di beni interconnessi, con l’obiettivo di sostenere la trasformazione digitale dei processi produttivi e logistici delle imprese italiane. Le agevolazioni sono state poi sostituite dal nuovo iperammortamento introdotto dalla Legge di Bilancio 2026.
L’automazione è stata introdotta un passo alla volta. Dopo il primo impianto, Engaldini ha monitorato i risultati ottenuti nella preparazione degli ordini, estendendo progressivamente il sistema alle referenze ancora gestite sulle scaffalature tradizionali, fino a raggiungere gli attuali dodici magazzini verticali.
In parallelo è stato costruito un ecosistema digitale in cui gestionale aziendale, WMS, terminali di picking, e-commerce e software di spedizione dialogano tra loro, sincronizzando automaticamente le giacenze, coordinando le missioni di prelievo e condividendo le informazioni lungo tutto il processo logistico, fino alla generazione automatica delle etichette e alla comunicazione con i vettori.
Riorganizzare i processi, non solo la tecnologia
Anche se l’inserimento dei magazzini verticali è avvenuto gradualmente, Engaldini ha dovuto affrontare cambiamenti significativi nei propri processi interni.
ELa fase iniziale ha richiesto la ricodifica e la rietichettatura dell’intero stock, la configurazione del sistema e la riorganizzazione dei flussi operativi. Oltre a introdurre le nuove tecnologie, l’azienda ha dovuto rivedere le modalità operative consolidate, a partire dalla formazione degli operatori su nuove procedure e su una gestione sempre più basata sui dati. “Il magazzino verticale automatizzato è un cavallo di razza, e va domato”, sintetizza Paolo Engaldini.
È cambiata anche la logica di gestione del magazzino. Grazie all’integrazione con il WMS, la collocazione degli articoli viene aggiornata continuamente in base alla loro rotazione e alle abitudini di acquisto dei clienti, suggerendo come distribuire le referenze per ridurre i tempi di prelievo e ottimizzare gli spostamenti degli operatori. Lo stesso principio è stato applicato all’e-commerce aziendale: le disponibilità pubblicate online vengono aggiornate automaticamente sulla base delle giacenze gestite dal WMS, evitando ad esempio l’acquisto di prodotti già impegnati.
Meno errori, spedizioni più puntuali
L’ecosistema sviluppato da Engaldini insieme a Incaricotech ha prodotto risultati misurabili nel tempo. L’ottimizzazione gestionale resa possibile dai magazzini verticali e dal WMS ha permesso di ridurre del 50% gli errori di picking e dell’80% le spedizioni parziali, con un impatto positivo anche sugli utili aziendali. L’azienda ha inoltre ottimizzato l’utilizzo degli spazi disponibili, abbattuto i tempi di evasione degli ordini e migliorato la tracciabilità delle movimentazioni interne, rendendo possibile ricostruire il percorso di ogni articolo durante le diverse fasi della preparazione degli ordini e verificare più rapidamente eventuali anomalie.
L’esperienza di Engaldini rappresenta un esempio di come l’integrazione tra sistemi informativi, automazione e organizzazione del lavoro possa essere sviluppata progressivamente anche in aziende caratterizzate da migliaia di referenze, ordini eterogenei e canali di vendita differenti. “Negli anni questo progetto è diventato anche un punto di riferimento per noi”, conclude Loris Gasparini.




