La prima alimentazione elettrica da terra realizzata nel porto di Gioa Tauro su una mega-portacontainer coniuga competitività logistica e rispetto dei target europei di decarbonizzazione.
Cos’è il cold ironing e perché è strategico
Il cold ironing è una tecnologia basata sull’elettrificazione delle banchine che permette alle navi in porto di spegnere i generatori diesel e alimentarsi direttamente dalla rete elettrica terrestre. In assenza di questo sistema, i motori ausiliari rimarrebbero accesi anche durante il periodo di stazionamento in porto per garantire il funzionamento dei servizi di bordo – dai sistemi di refrigerazione per i container reefer all’illuminazione e al condizionamento.
L’operazione richiede infrastrutture complesse: sottostazioni, cavi ad alta capacità, sistemi di sincronizzazione e protocolli di sicurezza. A Gioia Tauro, la prima connessione ha riguardato la MSC Mirja, una portacontainer da oltre 19.000 TEU che ha richiesto circa 7 MW di potenza per mantenere attivi i servizi di bordo durante la sosta. In questo modo è stato possibile eliminare le emissioni prodotte durante l’ormeggio, una fase che può durare molte ore e che incide in modo significativo sulla qualità dell’aria nelle aree portuali.
Questo risultato colloca il porto tra i primi scali europei in grado di servire navi di tale dimensione con alimentazione elettrica da terra.
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Decarbonizzazione: un obiettivo europeo e una necessità logistica
Il cold ironing è uno dei pilastri delle politiche europee di decarbonizzazione del trasporto marittimo.
Il pacchetto Fit for 55 e il regolamento FuelEU Maritime impongono alle navi di utilizzare l’alimentazione elettrica da terra quando disponibile, riducendo drasticamente le emissioni nei porti. Questo significa trasformare l’identità dei porti da semplici nodi logistici a hub elettrici ad alta potenza, capaci di sostenere consumi paragonabili a quelli di intere città.
In quest’ottica, Gioia Tauro si sta attrezzando per diventare un vero hub energetico portando la capacità disponibile a 80 MW dedicati alle navi e altri 80 MW per le operazioni del terminal, per un totale di 160 MW, equivalenti al fabbisogno di una città di 300.000 abitanti. Questa infrastruttura, che risponde alle normative, posiziona il porto come uno dei più avanzati nel Mediterraneo.
Impatti sulla logistica portuale
L’introduzione del cold ironing non è solo una misura ambientale ma è anche un fattore competitivo.
Esso, infatti, contribuisce alla riduzione delle emissioni, eliminando, nello specifico, CO₂, NOx, SOx e particolato, migliorando la vivibilità delle aree portuali.
Produce, inoltre, un minore inquinamento acustico in quanto le operazioni diventano più silenziose, con un vantaggio per i lavoratori e per le comunità vicine.
Un ulteriore risultato è poi costituito da una maggiore efficienza operativa grazie all’elettrificazione dei mezzi di sollevamento (gru STS, ASC) che consente una logistica più stabile, automatizzata e meno soggetta a manutenzioni legate ai motori termici.
Tutto ciò si traduce in una maggiore attrattività per le compagnie di navigazione che prediligono porti in grado di supportare le loro strategie di decarbonizzazione. Essere tra i primi in Europa, come Gioia Tauro, significa posizionarsi in un segmento premium del mercato.




