Con i velivoli quasi del tutto ‘a terra’ nel periodo dominato dalla pandemia, Cathay Pacific, normalmente al quinto posto mondiale nella classifica delle compagnie aeree per volumi di merci imbarcate, scorge proprio nei cargo una chiave di svolta.

Di base ad Hong Kong, Cathay Pacific sta operando da alcuni mesi una conversione di quegli aeromobili prima utilizzati per trasbordi minori come mini-cargo: una profonda ristrutturazione del management interno dedicato al settore merci fa presagire un ingresso in forze su questo segmento di mercato.

Un ‘Cargo Clan’

Cargo Clan’ è il nome della newsletter interna che Cathay Pacific invia in merito al settore dei trasporti merci. Il concetto di ‘clan’ è un po’ quello che però ben descrive l’operazione che la compagnia aerea sta intraprendendo, ossia la costituzione di un management ad hoc per competere nel settore delle merci aviotrasportate.

Il primo colpo è rappresentato dal passaggio di Tom Owen, già a capo di numerosi incarichi dirigenziali in Cathay, compresa la guida della compagnia sorella Swire Group, mentre il secondo arriva con il nome di George Edmunds, General manager cargo per il settore commerciale, con un passato sia nel management passeggeri che in quello delle spedizioni oceaniche.

Digitalizzazione al primo posto

Il progetto di Owen è fortemente basato sulla digitalizzazione e la comunicazione in tempo reale dei dati tra i diversi rami aziendali, incrociando il tutto con i feedback del mercato e dei clienti.

L’importanza del settore cargo per Cathay è sottolineata proprio dalla scelta di avere un management dedicato: ad oggi la compagnia ricava dalle merci tra il 25 ed il 30% dei suoi fatturati.

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