AI Literacy: la nuova competenza logistica

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L’intelligenza artificiale sta entrando stabilmente nei processi della supply chain, modificando il modo in cui vengono pianificati i trasporti, organizzati i magazzini e gestite le flotte. Sistemi di previsione della domanda, piattaforme di ottimizzazione delle rotte e strumenti di supporto decisionale sono ormai presenti in attività che fino a pochi anni fa erano affidate esclusivamente all’esperienza dei responsabili operativi.

Di fronte a questa trasformazione, il legislatore europeo ha individuato una questione spesso sottovalutata: la capacità delle persone di comprendere e utilizzare correttamente tali tecnologie. 

Non è un caso che una delle prime disposizioni dell’AI Act a diventare applicabile sia quella dedicata all’alfabetizzazione sull’intelligenza artificiale. Il Regolamento (UE) 2024/1689, entrato in vigore il 1° agosto 2024, prevede infatti all’articolo 4 specifici obblighi di AI Literacy per fornitori e utilizzatori professionali di sistemi di IA.

Dalla formazione alla competenza organizzativa

L’articolo 4 dell’AI Act richiede ai provider e ai deployer di adottare misure idonee a garantire un livello sufficiente di conoscenza dell’intelligenza artificiale tra le persone coinvolte nel suo utilizzo. Il requisito non è standardizzato, ma deve essere calibrato sulla preparazione, sull’esperienza, sul contesto operativo e sulle caratteristiche dei sistemi utilizzati. 

Una simile impostazione è particolarmente rilevante per il settore logistico. Una piattaforma che suggerisce itinerari di consegna, ad esempio, non richiede necessariamente competenze di programmazione da parte del planner che la utilizza. Richiede però la capacità di comprenderne le logiche di funzionamento, i limiti operativi e le possibili conseguenze delle decisioni automatizzate.

La competenza richiesta dalla normativa europea non coincide quindi con una formazione generica sulla tecnologia. Si tratta piuttosto della capacità di esercitare una supervisione consapevole sugli strumenti che influenzano processi, risorse e persone.

L’incontro tra AI Act e ISO 42001

Il tema delle competenze occupa una posizione centrale anche nella ISO/IEC 42001:2023, il primo standard internazionale certificabile dedicato ai sistemi di gestione dell’intelligenza artificiale. 

Pubblicata nel dicembre 2023, la norma introduce il concetto di Artificial Intelligence Management System (AIMS) e dedica una particolare attenzione alla gestione delle competenze e della consapevolezza organizzativa. 

La clausola 7.2 della norma affronta infatti il tema della competenza delle persone coinvolte nei processi di sviluppo, utilizzo e supervisione dell’IA, mentre la clausola 7.3 richiama l’esigenza di garantire adeguati livelli di consapevolezza all’interno dell’organizzazione. 

Per una società di logistica ciò significa passare da una logica di formazione occasionale a una gestione strutturata delle competenze. L’azienda deve essere in grado di identificare i ruoli coinvolti, definire i livelli di conoscenza necessari e documentare le attività svolte per svilupparli.

Chi deve essere formato nella supply chain

Uno degli aspetti più interessanti dell’AI Act riguarda l’estensione del concetto di AI Literacy a tutte le persone che operano con sistemi di intelligenza artificiale per conto dell’organizzazione. È significativo che non si tratti di un obbligo riservato a sviluppatori e specialisti.

Nel contesto logistico possono essere interessati responsabili della pianificazione, fleet manager, addetti al controllo operativo, responsabili di magazzino e personale impegnato nell’utilizzo quotidiano di strumenti basati su algoritmi predittivi. 

La profondità della formazione varia in funzione delle responsabilità e del livello di interazione con il sistema, ma il principio rimane identico: chi utilizza l’IA deve comprenderne il funzionamento in misura adeguata al proprio ruolo. 

Questo approccio riflette uno dei principi fondamentali dell’AI Act: la supervisione umana può essere efficace soltanto quando chi la esercita possiede conoscenze sufficienti per interpretare correttamente i risultati generati dai sistemi.

Un investimento strategico

Le imprese della logistica tendono spesso a considerare la formazione come un costo collegato all’adeguamento normativo. In realtà, nel caso dell’intelligenza artificiale, il tema assume una valenza molto più ampia.

Maggiore competenza significa minore dipendenza dalla tecnologia, migliore capacità di individuare errori e maggiore consapevolezza nella gestione dei processi automatizzati. Significa anche prepararsi a un quadro normativo destinato a diventare progressivamente più articolato, con l’applicazione delle ulteriori disposizioni dell’AI Act tra il 2025 e il 2028. 

Per la supply chain del prossimo decennio, la Competenza (con la ‘C’ maiuscola) potrebbe rivelarsi una risorsa altrettanto importante quanto i dati, gli algoritmi e le infrastrutture digitali. In un settore che sarà sempre più guidato dall’intelligenza artificiale, comprendere la tecnologia sarà infatti il primo requisito per governarla.

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