La crisi mediorientale e la nuova instabilità geopolitica stanno costringendo ad una riscrittura delle previsioni per il cargo aereo nel 2026.
Le analisi di Xeneta e altri osservatori del settore mostrano un mercato profondamente diverso da quello immaginato solo pochi mesi fa: tariffe in aumento, capacità ridotta, domanda sostenuta da nuovi driver tecnologici e un e‑commerce in frenata strutturale.
Le aziende si trovano così a operare in uno scenario che richiede nuove strategie, nuovi budget e una maggiore resilienza logistica.
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Capacità globale sotto pressione
L’escalation del conflitto in Medio Oriente del 28 febbraio ha rimosso oltre il 12% della capacità globale di cargo aereo in un solo giorno, con stime che arrivano al 20% secondo Rotate. La chiusura di aeroporti, le cancellazioni e le rotte deviate hanno ridotto la disponibilità di stive passeggeri e aerei dedicati, rallentando la crescita della capacità: solo +1% nella prima metà dell’anno e +3% a giugno, nonostante il parziale recupero.
Le previsioni sono state riviste al ribasso: Xeneta ora indica un aumento del 2% per il 2026, contro il 3%-4% stimato a dicembre. Anche le compagnie confermano la tensione: Cathay Pacific ha rinviato a data indefinita la ripresa dei servizi cargo e passeggeri verso Dubai e Riyadh, alimentando ulteriormente la volatilità.
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Domanda sostenuta da AI e semiconduttori
In compenso, la domanda globale continua a crescere oltre le attese. Xeneta rileva un +4% nella prima metà dell’anno e un +7% a giugno, spinto dalla corsa ai semiconduttori e all’hardware per l’intelligenza artificiale.
Le vendite globali di chip sono aumentate del 106% ad aprile, il dato più alto dal 1986. Pur rappresentando meno del 10% dei volumi totali, le merci legate all’AI sono ormai il principale driver del traffico sul corridoio transpacifico. L’utilizzo degli aeromobili ha raggiunto il 62%, tre punti in più rispetto ai mesi precedenti, segnale di una pressione crescente sulla capacità disponibile.
Tariffe in forte aumento
Lo squilibrio tra domanda e offerta ha spinto le tariffe verso l’alto. Xeneta registra un +17% delle tariffe combinate nella prima metà dell’anno, con le spot a +22% e le long‑term a +11%. Nel periodo maggio‑giugno le tariffe spot sono aumentate del 40%.
Le previsioni per il 2026 sono state completamente ribaltate: invece del calo del 5%-10% atteso a dicembre, ora si parla di un aumento del 5%-15%. Anche il Freightos Index mostra tariffe del 25% superiori al periodo pre‑guerra.
A contribuire è anche il costo del carburante, in forte crescita. Le compagnie aeree beneficiano del nuovo scenario: United Airlines ha registrato +22,6% di ricavi cargo nel secondo trimestre, Delta +39%.
E‑commerce in frenata strutturale
Parallelamente, l’e‑commerce perde slancio. Le esportazioni cinesi di beni a basso valore sono diminuite del 7% a maggio, sesto calo consecutivo.
Le nuove regole doganali negli Stati Uniti e nell’Unione Europea hanno eliminato l’accesso duty‑free per i pacchi low‑value: negli USA è stata rimossa l’esenzione ‘de minimis’, mentre l’UE ha introdotto una tariffa di 3 euro per voce di prodotto e una handling fee di 2 euro in arrivo a novembre.
Secondo Xeneta, l’e‑commerce non tornerà ai ritmi straordinari degli ultimi anni e non rappresenta più il principale pilastro di crescita del cargo aereo.
Un mercato da ripensare
La combinazione di shock geopolitici, domanda tecnologica e cambiamenti normativi impone una revisione delle strategie di trasporto. Le tariffe non mostrano segnali di calo, la capacità resta fragile e la domanda si sposta verso segmenti ad alto valore.
Come osserva Xeneta, l’incertezza geopolitica è il rischio maggiore: se un hub come Dubai può essere chiuso per un attacco missilistico, l’intero sistema deve prepararsi a nuove variabili davvero imprevedibili. Per il cargo aereo, il 2026 è l’anno in cui le previsioni vanno riscritte da zero.




