La crescita dell’e-commerce negli ultimi anni ha seguito una tendenza esponenziale, ancor più rilevante nel periodo pandemico. 

Solo negli Stati Uniti, tra il 2019 ed 2021, le vendite on line si sono praticamente raddoppiate e le previsioni sono di un ulteriore aumento del 50% nei prossimi quattro anni. Si prevede inoltre che entro il 2040 il 95% di tutte le vendite avverrà on line.

Pur non disponendo di statistiche altrettanto precise per gli altri stati, si ritiene che tale tendenza sia ormai comune alla maggior parte dei paesi industrializzati.

E’ lecito, quindi, attendersi che l’e-commerce continui a esercitare una forte pressione sull’intero settore della logistica stimolando una costante ricerca di soluzioni innovative che consentano di migliorare l’efficienza e la produttività di tutta la catena di approvvigionamento.

In particolare, le attività di magazzino si trovano al centro di una vera e propria rivoluzione in termini di volumi da gestire, prodotti da movimentare, tempi da rispettare.

Tutto ciò richiede il perseguimento di obiettivi di zero difetti applicati a tutte le attività di prelievo e stoccaggio in modo da eliminare gli errori umani ed acquisire maggior precisione e sicurezza.

Il risultato richiesto è un numero più elevato di ordini evasi in un minor tempo con il fine di soddisfare le nuove aspettative della clientela in termini di qualità e rapidità delle consegne finali.

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Il nodo del personale 

Negli ultimi tempi è poi emersa, con una certa frequenza, la criticità della forza lavoro soprattutto per la sua progressiva riduzione e disponibilità.

Il fenomeno che, un po’ in tutto il mondo si va osservando, è quello di un crescente numero di abbandoni del posto di lavoro a cui il settore della logistica non si sottrae, anzi risulta tra i più colpiti.

Molteplici, e non del tutto chiarite, le motivazioni che vanno dall’attrazione esercitata da impieghi differenti che offrono retribuzioni ed incentivi superiori, alla ricerca di una maggiore flessibilità nell’attività lavorativa in termini di impegno orario, dalla necessità di trovare un miglior equilibrio tra lavoro e vita privata all’affermarsi di una nuova gerarchia e priorità di valori sorta dopo la pandemia.

Il risultato è quello di indurre le aziende, accanto all’utilizzo di strumenti atti a migliorare le condizioni di lavoro dei dipendenti, ad aumentare il contributo che la tecnologia può dare con specifico riferimento all’automazione dei processi.

Introdurre strumenti tecnologicamente avanzati nell’attuale scenario che si presenta in rapida evoluzione, ancora molto instabile e fluttuante nei volumi, alle prese con notevoli cambiamenti del mondo del lavoro, oltre a portare un approccio moderno può consentire di affrontare i picchi di attività anche in situazioni di criticità del personale, aumentando o salvaguardando la produttività e la qualità.

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Il contributo della tecnologia 

La movimentazione di magazzino, ad esempio, può essere assicurata da carrelli elevatori elettrici autonomi che possono essere azionati anche in modalità manuale per consentire la totale automazione di alcuni processi ripetitivi ma lasciare la possibilità all’operatore di un utilizzo flessibile in caso di necessità.

Le operazioni di prelievo degli ordini a distanza integrati con il sistema di gestione del magazzino (Warehouse Management System – WMS) possono essere eseguite da carrelli elevatori che avanzano automaticamente da una posizione di prelievo all’altra. In questo modo l’operatore può seguire le attività senza spostarsi né manovrare il carrello. 

Mediante comandi vocali, integrati con il software di WMS, l’operatore può accelerare o rallentare determinati flussi di lavoro.

I carrelli elevatori autonomi possono prevedere accessori specifici per le singole attività appositamente studiati con i fornitori e la combinazione con le tecnologie che possono dare il massimo rendimento nella specifica situazione.

In questo modo è possibile agire sulla produttività, migliorando nel contempo le condizioni di lavoro dei dipendenti che sono sottoposti a minori stress.

Il mercato dei carrelli elevatori autonomi è previsto in crescita in quanto rappresentano un’opportunità per gestire adeguatamente i volumi più elevati richiesti dalla crescita del commercio on line e presentano quelle caratteristiche di flessibilità che appaiono le più adeguate a fronteggiare flussi di lavoro ancora piuttosto volatili.