Mentre la realizzazione di veicoli con alimentazione a idrogeno e celle combustibili (fuel cells) sembra marcare il passo a favore delle soluzioni elettriche a batteria, la tecnologia dell’idrogeno è in costante sviluppo. 

Fattori storici, infatti, non ancora completamente risolti, primi fra tutti la sicurezza e la minore densità di potenza rispetto ad altri combustibili unitamente ai costi di produzione ancora troppo elevati, ne limitano l’impiego per una movibilità di massa. Tuttavia, la tecnologia delle fuel cells mantiene una alta appetibilità in quanto i mezzi alimentati ad idrogeno presentano maggiore autonomia, tempi di rifornimento più brevi e superiore tolleranza alle basse temperature rispetto a quelli a batteria tradizionale. Caratteristiche queste che, in settori specifici rappresentati, ad esempio, dalle attrezzature da lavoro come carrelli elevatori, scavatrici, oltre che da treni, autobus, veicoli commerciali, tutti ad uso intensivo, risultano altamente premianti.

Senza considerare la flessibilità dell’idrogeno che risulta compatibile sia con le nuove tecnologie elettriche che con le infrastrutture più datate e si propone quindi come soluzione sostenibile all’avanguardia per gli impieghi industriali, laddove occorre migliorare la produttività riducendo allo stesso tempo le emissioni inquinanti.

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L’idrogeno verde

Uno dei maggiori svantaggi nell’utilizzo delle tecnologie ad idrogeno è costituito dalla sua scarsa presenza in forma pura anche se l’elemento in sé è il più abbondante al mondo ma, non esistendo giacimenti o miniere, come carburante è il risultato di un processo di produzione che deve essere soggetto a controlli, immagazzinamento e movimentazione con tutti i relativi costi e problemi.

Tralasciando l’idrogeno “grigio” a basso costo, ottenuto da depositi fossili, scarsamente sostenibile, e l’idrogeno “blu” che mitiga in parte le emissioni nocive, il prodotto più attraente per le sue specifiche oggi appare l’idrogeno “verde”.

Esso viene prodotto con elettricità generata dal sole o dal vento o comunque da fonti a zero emissioni attraverso un processo di elettrolisi dell’acqua che viene scomposta nelle sue componenti con emissione di ossigeno e cattura dell’idrogeno, quindi immagazzinato come una soluzione energetica pulita e sicura.

L’idrogeno verde liquido è diventato l’elemento intorno a cui ruota una tecnologia di sviluppo di nicchia per carrelli elevatori messa a punto da Plug Power, società quotata al Nasdaq a cui guardano con interesse molti potenziali investitori del settore della Green Economy. Così come oggetto di analoga attenzione è l’andamento della Ballard Power Systems, anch’essa rappresentata al mercato borsistico statunitense delle aziende tecnologiche, la cui produzione si indirizza alle celle a combustibili per carrelli elevatori, autobus e applicazioni marine.

 

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Sostenibilità e produttività  

Le applicazioni della tecnologia fuel cells a idrogeno nel settore dei carrelli elevatori vanno trovando sempre maggiori interpreti. 

Le ragioni si possono individuare nella necessità di conciliare esigenze di sostenibilità ormai irrinunciabili per la maggior parte delle aziende occidentali e obiettivi di produttività. 

In questo contesto ogni soluzione che garantisca al tempo stesso significativi abbattimenti delle emissioni di CO2 e possa ridurre i tempi necessari alle ricariche dei mezzi con ottimizzazione della produttività, non può non risultare bene accetta.

A tale proposito è sufficiente pensare che i tradizionali carrelli elevatori alimentati da batterie nella maggior parte a piombo acido hanno un’autonomia di circa 6 ore e necessitano di un tempo di ricarica di 8-12 ore. Ciò vuol dire, soprattutto in attività particolarmente intensive, con più turni giornalieri, il sicuro ricorso alla sostituzione delle batterie con fermo o ritardo delle operazioni. 

Al contrario l’utilizzo di mezzi equipaggiati con fuel cells ad idrogeno consente di minimizzare le emissioni inquinanti usufruendo di un processo altamente sostenibile e di avere tempi di rifornimento nell’ordine di pochissimi minuti.

Significativo il caso di Walmart, colosso californiano della grande distribuzione, che ha stretto un accordo con Plug Power per la fornitura di idrogeno liquido verde per alimentare i carrelli elevatori adibiti alla movimentazione dei materiali nei suoi centri di distribuzione negli Stati Uniti.

Walmart è un veterano nell’impiego della tecnologia delle celle a combustibili che nell’arco di dieci anni è stata utilizzata sulla sua intera flotta di carrelli elevatori, oggi di ben 9500 unità. L’accordo con Plug Power è finalizzato ad introdurre l’uso dell’idrogeno verde liquido in tutte le sue strutture rendendo più sostenibili le operazioni di approvvigionamento.