Dalla stagionalità all’omnicanalità, dall’AI alla reverse logistics: come si gestisce la logistica di uno dei principali gruppi italiani dello sportswear. A colloquio con Claudia Mascalchi, supply chain director di Cisalfa Group.
Una laurea in ingegneria gestionale e una lunga esperienza in svariati settori: nel largo consumo prima e nei servizi logistici poi. Quanto ha contribuito la formazione universitaria e quanto, invece, l’esperienza nell’affrontare il mondo della supply chain di oggi?
“Gli studi sono stati un ottimo punto di partenza soprattutto per l’impostazione di metodo. Certamente nel mio caso, avere lavorato sia dal lato dei fornitori, sia da quello dei clienti ha arricchito la conoscenza di una materia di per sé universale come la logistica, ma che, anche in aziende che trattano il medesimo business, ha sempre necessità, specificità e customizzazioni diverse“.
Come è organizzata la logistica di Cisalfa e quali sono i principali problemi che vi trovate quotidianamente ad affrontare?
“Cisalfa è un gruppo che, oltre alla rete retail, dispone di una rete wholsale che affianca società sportive, enti pubblici e aziende nella fornitura di abbigliamento, attrezzature e soluzioni dedicate al mondo dello sport. I flussi logistici per tipologia hanno necessità diverse, dunque, ma con il denominatore comune della gestione della stagionalità che, per quanto riguarda il retail, ha anche una forte variabilità settimanale che concentra picchi di attività all’inizio di settimana e nei weekend. E ancora, la nostra logistica deve soprattutto rispondere alle numerose sfide che il mercato di oggi propone: una fra tutte la gestione dell’omnicanalità che nel settore dell’abbigliamento sportivo richiede la perfetta sincronizzazione tra negozi fisici, ecommerce ed app mobile. Le sfide principali includono l’integrazione in tempo reale delle scorte di magazzino, la gestione dei resi tra canali diversi e l’offerta di un’esperienza coerente che valorizzi le specificità tecniche dei prodotti“.
Automazione e intelligenza artificiale sono i temi caldi della logistica moderna. Qual è la sua esperienza e la sua opinione in merito alle potenzialità offerte da queste tecnologie?
“Senza l’utilizzo di soluzioni automatiche per i magazzini avremmo molta difficoltà a gestire i picchi poc’anzi citati. Ci siamo infatti dotati, presso il nostro provider logistico, di due impianti cross-belt che garantiscono altissime produttività. Sono inoltre allo studio le soluzioni di intelligenza artificiale che ci potranno aiutare molto in termini di previsioni. L’evoluzione tecnologica negli ultimi anni è stata talmente rapida che occorre aggiornarsi sempre sulle possibilità che si prospettano. Come in tutte le fasi di grandi cambiamenti tecnologici al momento non è neanche semplice intuire quali saranno tutte le implicazioni legati alle potenzialità offerte dall’AI, siamo in fase di sperimentazione per quanto riguarda l’applicazione pratica“.
Missione sport
Cisalfa Group è un’azienda italiana specializzata nella vendita e distribuzione di abbigliamento, calzature e attrezzature per lo sport e il tempo libero. L’azienda gestisce inoltre una rete integrata che sviluppa, produce e distribuisce prodotti per lo sport a livello internazionale. La logistica di Cisalfa Group si basa su un network di 5 magazzini che superano i 130.000 metri quadri complessivi (inclusi gli hub esternalizzati). La gestione dei flussi unisce centri logistici di proprietà e collaborazioni con partner specializzati. Il gruppo è composto da sette società (cinque in Italia e due in Germania).
Parliamo di sostenibilità, quali sono le iniziative di Cisalfa in merito?
“La strategia di sostenibilità di Cisalfa Group si basa su una chiara visione aziendale: promuovere il benessere attraverso lo sport, riducendo l’impatto ambientale e supportando l’inclusione sociale. Il gruppo monitora e rendiconta i propri progressi attraverso la pubblicazione regolare del proprio Bilancio di Sostenibilità che presenta i vari punti che man mano vengono adottati in materia di salute e benessere delle persone, parità di genere, energia, lavoro dignitoso e il consumo responsabile. Per quanto riguarda gli impianti ci stiamo dotando di autoproduzione fotovoltaica nei nostri magazzini, negli uffici e nei punti vendita verso un efficientamento anche attraverso un controllo da remoto dei consumi, inoltre sono allo studio altri programmi di abbattimento delle emissioni. Anche i negozi sono dotati di telecontrollo da remoto per illuminazione e climatizzazione. Abbiamo optato, già da diversi anni, per una riduzione degli sprechi, eliminando quasi completamente la plastica e sostituendola con gli shopper di carta. Inoltre, per ridurre lo spreco di materiali monouso, carta, cartone e nastro adesivo, durante il rifornimento dei punti vendita, il gruppo ha introdotto oltre 22.000 cassette in plastica, dotate di tag RFID, su misura abbattibili e impilabili adatte a ottimizzare lo spazio in negozio e di carico sui mezzi, diminuendo anche l’impatto dei trasporti su gomma“.
Quali sono le vostre strategie per la gestione della reverse logistics?
“Ci avvaliamo del lavoro del nostro provider logistico ma anche di una logistica interna. Quest’ultima dispone di due magazzini che impegnano 45 persone che svolgono diverse attività, tra le quali la gestione del contro stagionale: l’invenduto di stagione viene ritirato da tutti i nostri negozi e smistato nella nostra logistica interna creando dei cartoni mono-sku che vengono ristoccati e reimmessi sul canale di distribuzione per la stagione successiva. Disponiamo di 17 outlet in tutta Italia“.
Quali sono, dal suo punto di vista, le principali tendenze, non solo logistiche, che riguardano il settore dello sportswear?
“Crescerà sempre di più l’attenzione alla tecnologia dei materiali e alla sostenibilità in generale, come anche la gestione dell’omnicanalità le certificazioni di sostenibilità“.

Come definirebbe la sua esperienza lavorativa di donna in un settore tradizionalmente a prevalenza maschile?
“Quando ho iniziato, la predominanza maschile era molto marcata. Oggi la situazione è cambiata, anche se il nostro settore rimane un ambito tecnico che non sempre attrae il mondo femminile: la maggioranza è ancora composta da uomini, ma direi più per scelta che per esclusione. Lavorare nel supply chain management richiede vera passione, e io l’ho sempre avuta. Questo ha fatto la differenza: non ho incontrato ostacoli significativi, anche perché in Cisalfa mi sono sempre sentita rispettata e valorizzata per la mia professionalità“.
Inclusione e soft skill sono fondamentali al giorno d’oggi, ma la logistica chiede tanto soprattutto in termini di velocità decisionale.
“Sì, oggi c’è giustamente molta attenzione al ‘come si fa’ più che al “cosa si fa”, in logistica le due cose non sono mai disgiunte ma nel nostro campo sussistono altre variabili imprescindibili, il tempo innanzitutto e i cambiamenti sempre all’ordine del giorno, siano essi di mercato, di tecnologie o di nuovi bisogni in generale. La nostra è una funzione trasversale che deve essere sempre al servizio di clienti interni ed esterni all’aziende quindi, non saprei se definirla una ‘soft skill’, ma direi, di sicuro, che la capacità di saper guardare oltre è fondamentale. La logistica vive di cambiamenti e adattabilità e bisogna esser predisposti ad abbracciare il cambiamento per precorrere i tempi“.
Hobby: viaggiare e fare sport! Running, sci alpinismo, nuoto… naturale per chi lavora in un’azienda del settore.
Sogno nel cassetto: avere più tempo per viaggiare.
Messaggio in bottiglia: «Lavora non solo con passione, ma anche con gioia».
Silvia Grizzetti




