Cold Chain: mercato globale verso quota $ 515 miliardi entro il 2031

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Quello della Cold Chain, ossia la catena del freddo, che comprende tutti i trasporti di merci fresche, delicate e deperibili, è in espansione costante: ad confermarlo è il nuovo report di Mordor Intelligence, che traccia la mappa della logistica del freddo da qui ai prossimi cinque anni delineando un mercato in transizione dai 383,46 miliardi di dollari americani, nel 2026, ai 515,79 miliardi USD stimati nel 2031. Si parla, dunque, di un tasso di crescita composto annuo del 6,12%. 

La vivace dinamica del mercato della Cold Chain è sostenuta da molteplici fattori, come le trasformazioni profonde nei consumi degli ultimi anni, i cambiamenti dell’industria farmaceutica e le tecnologie di monitoraggio, che stanno innalzando standard, investimenti e priorità operative lungo l’intera filiera.

Un settore trainato da farmaceutica, alimentare ed e‑commerce

Com’è facilmente intuibile, a crescere è la domanda di trasporto e stoccaggio a temperatura controllata, che costituisce il motore principale dell’espansione registrata nel rapporto di Mordor Intelligence. 

Vaccini, prodotti biologici e sanitari – tutti classificati come ‘sensibili’ e deperibili –  richiedono infrastrutture sempre più sofisticate, mentre l’evoluzione dei consumi alimentari – dal boom dei surgelati ‘premium’ alla diffusione capillare della spesa online – sta spingendo gli operatori a potenziare capacità e qualità dei servizi. 

Il quick‑commerce, in particolare, sta accelerando la creazione di reti cosiddette ‘iperlocali’ e micro‑hub refrigerati, trasformando radicalmente la logistica dell’ultimo miglio.

Digitalizzazione e tracciabilità: la nuova frontiera competitiva

Assieme alla crescita dei trasporti e degli stoccaggi refrigerati viaggiano diverse tecnologie che li rendono possibili: il report evidenzia come la pressione normativa e la necessità di garantire l’integrità del prodotto stiano favorendo l’adozione di sensori IoT, di telematica avanzata e di piattaforme di monitoraggio in tempo reale. 

La visibilità end‑to‑end diventa un fattore critico: riduce gli sprechi, migliora l’efficienza e offre ai clienti una trasparenza prima impensabile, tanto che, per molti operatori, la tecnologia non è più un’opzione ma un elemento distintivo.

I mercati nel dettaglio: leadership consolidata in Nord America

Con il 33,62% dei ricavi globali nel 2025, il Nord America mantiene la posizione dominante all’interno del mercato del freddo. Investimenti in automazione, ampliamento delle capacità di cold storage e sistemi di controllo digitali alimentano un ecosistema maturo, capace di integrare innovazione e standard elevati di sicurezza.

Degna di nota è l’area Asia‑Pacifico, definibile come il nuovo epicentro della crescita; essa emerge come il mercato più dinamico, spinta dall’urbanizzazione e dalla conseguente espansione delle infrastrutture sanitarie e dall’aumento della domanda di prodotti refrigerati, che creano condizioni favorevoli a investimenti massicci. La regione si sta, per altro, preparando a diventare un polo strategico per la logistica del freddo globale.

Europa: sostenibilità come leva competitiva

Il continente europeo registra una crescita stabile, guidata da un forte orientamento alla sostenibilità. Tecnologie di refrigerazione ecologica, infrastrutture energeticamente efficienti e una supply chain farmaceutica consolidata rafforzano il ruolo dell’Europa come mercato avanzato e altamente regolamentato.

Per quanto riguarda Medio Oriente, Africa e America Latina, siamo di fronte a mercati emergenti in trasformazione. Nel Medio Oriente e in Africa, la diffusione di impianti refrigerati alimentati da energia solare sta compensando le carenze infrastrutturali, mentre gli incentivi pubblici favoriscono nuovi investimenti. In America Latina, il Brasile si conferma il principale motore regionale, sostenuto dall’espansione dei magazzini refrigerati e dalla forte domanda dell’export di carne verso l’Asia.

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