E-commerce in Italia: cambiamenti e nuove sfide

Il commercio elettronico sta rivoluzionando la logistica, e questo ormai è ben noto. Lo sta facendo in modo sempre più rapido anche in Italia, e questo è un fatto più recente perché nel nostro Paese l’innovazione arriva spesso in ritardo, per poi “esplodere” in brevissimo tempo. Un esempio? Il caso dei rider.

I dati dell’Osservatorio e-commerce B2C successivo, del Politecnico di Milano mostrano che nel 2017 il valore degli acquisti online degli italiani ha raggiunto i 23,6 miliardi di euro, con un balzo del 17% rispetto all’anno precedente e per la prima volta gli acquisti di beni materiali (12,2 miliardi) superano quelli dei servizi (11,4 miliardi). Quest’ultimo dato rappresenta un vero punto di svolta che pone al sistema logistico nazionale – sorto e consolidato nella supply chain e nelle consegne B2B – una sfida che richiede enormi investimenti, nuove modalità operative e un cambio radicale della cultura imprenditoriale.

Basti pensare che se fino a poco fa i punti di consegna erano relativamente pochi (fabbriche, negozi e uffici) ora si moltiplicano, perché bisogna raggiungere gli acquirenti nelle loro residenze, siano esse in un condominio del centro storico o in una villetta isolata nella campagna. Nello stesso tempo si riduce la dimensione della singola consegna (che può essere un piccolo pacco che contiene un libro) e si espande l’orario per svolgerla, che comprende anche i giorni prefestivi e le ore serali. A fronte di questa espansione spazio-temporale dei servizi, si riduce il tempo per svolgerla, perché i giganti dell’e- commerce ci stanno abituando al giorno successivo, o addirittura a poche ore dall’ordine. E non bisogna dimenticare un altro elemento cruciale: l’intera filiera logistica deve costare poco.

Questo cambiamento sta producendo ripercussioni anche fuori dall’ambito strettamente operativo, come dimostra la vicenda del rinnovo del contratto nazionale Logistica, Trasporto Merci e Spedizioni. Il contratto è scaduto il 31 dicembre 2015 e le parti hanno firmato l’accordo per il suo rinnovo il 3 dicembre 2017, quasi due anni dopo. Tale ritardo riflette la difficoltà della trattativa, parte della quale riguardava elementi strettamente connessi alla logistica per l’e-commerce. I due punti chiave sono la movimentazione nelle piattaforme distributive e le consegne nell’ultimo miglio, due attività che richiedono un’elevata flessibilità e costi bassi e proprio per tale motivo in alcuni casi stanno alla base di pratiche illecite nell’utilizzo della manodopera.

A cura di Claudio Corbetta

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