Sbarcare fisicamente in Europa per Huawei è una mossa strategica per svariati motivi. Sarà la Francia ad ospitare uno stabilimento per la produzione di dispositivi mobili con connessioni 4G e 5G destinati ai mercati europei.

Huawei in Europa: blindare la supply chain

Le ragioni di questa scelta sono essenzialmente due: aggirare le accuse di spionaggio rendendo la produzione “occidentale” ed evitare futuri stalli in caso di emergenze quali l’attuale Coronavirus.

La prima ragione è funzionale soprattutto a guadagnarsi la fiducia dei mercati europei, mentre la seconda permetterebbe di alleggerire la pressione sugli stabilimenti in madre patria.

Posti di lavoro e fatturato nella UE

L’impianto di produzione Huawei porterebbe con sé una dote di almeno 500 posti di lavoro, per una capacità di produzione pari ad un valore commerciale di 1 miliardo di euro.

La Francia è stata scelta, in primis, per la posizione strategica, nel cuore del continente, ma non hanno giocato un ruolo secondario l’infrastruttura di collegamento e lo sviluppo della sua rete industriale.

Tutti punti che dovrebbero far riflettere il nostro Paese in merito alla sua capacità di attrarre investimenti stranieri di questo tipo.

La Francia dopo lo UK, Huawei si integra in Europa

Huawei ha un obiettivo per nulla nascosto: integrarsi nella supply chain europea dell’hi-tech.

Non è casuale che lo stabilimento francese segua l’annuncio dell’apertura dello Huawei 5G Innovation and Experience Centre di Londra.

Lo stesso vice presidente dell’azienda cinese, Victor Zhang, ha dichiarato l’importanza di collocarsi fisicamente entro i confini dei Paesi europei per entrare a far parte del business locale, collaborando con privati e comparto pubblico.

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