La logistica italiana nel 2026: trafori, EU ETS e real estate  

Condividi

Per la logistica italiana il 2026 è un anno di possibile svolta, sicuramente un anno di stress: in gioco ci sono, infatti, alcuni fattori dal forte impatto nazionale sui commerci e sui flussi di traffico, che potrebbero ora trovarsi a fare da base ad una crisi internazionale senza precedenti.

Senza bisogno, dunque, della longa manus delle conseguenze belliche mediorientali, la logistica tricolore era già pronta ad uno scenario complesso, che è in buona sostanza evocato dai nomi dei due trafori principali che attraversano le Alpi: Brennero e Monte Bianco

In estate dovrebbero infatti giungere delle importanti sentenze europee sui valichi alpini, ma non solo. Per completare il quadro, Il 2026 ha decretato l’effettiva entrata a regime dell’UE ETS per il settore marittimo, come da direttiva UE 2023/959. 

I mesi estivi del 2026 rappresentano una soglia critica, sul limitare della quale si incroceranno la sentenza UE sul contenzioso Italia‑Austria al Brennero, le scelte definitive sulla gestione dei lavori nel Tunnel del Monte Bianco e l’avvio pieno del sistema europeo di scambio delle emissioni per il trasporto marittimo. 

Non ci sono però solo segnali legati alla complessità: si muove qualcosa anche nel senso dell’opportunità, con nuove strategie territoriali per attrarre investimenti. Il Real Estate industriale italiano si muove per offrire delle opportunità di sviluppo, come dimostra il maxi‑piano piemontese di riconversione delle aree dismesse.

Brennero: la sentenza UE che può ridisegnare i flussi alpini

Roma e Vienna oppongono un muro contro muro da anni sui transiti dei camion al valico del Brennero. Entro l’estate è attesa la decisione della Corte di Giustizia europea sul ricorso presentato dall’Italia contro le limitazioni imposte dall’Austria al traffico pesante sul Brennero. 

Il valico, che movimenta oltre cinquanta milioni di tonnellate di merci l’anno, è oggi soggetto a blocchi e restrizioni che ne riducono la capacità fino al cinquanta per cento, con un impatto economico stimato in circa quattrocento milioni di euro annui

La sentenza potrebbe modificare in modo significativo l’accessibilità del principale corridoio terrestre tra Italia ed Europa centrale, influenzando costi, tempi di consegna e strategie logistiche delle imprese esportatrici.

Monte Bianco: chiusure programmate o stop totale

Altro capitolo è quello del traforo del Monte Bianco, che, all’altra estremità delle Alpi, richiede un ammodernamento integrale con il raddoppio dei tunnel

Sempre entro l’estate, la Commissione intergovernativa Italia‑Francia dovrà decidere come procedere con i lavori di risanamento del Tunnel; le opzioni sul tavolo sono due: chiusure trimestrali a rotazione oppure una chiusura totale per alcuni anni

Entrambe le soluzioni comportano ricadute economiche rilevanti, nell’ordine di centinaia di milioni di euro l’anno, e rischiano di aggravare ulteriormente la pressione sugli altri valichi alpini, già congestionati. Per l’export italiano, che transita per l’ottanta per cento attraverso le Alpi, si tratta di un nodo strategico e qualsiasi decisione venga presa, ne risentirà fortemente.

EU ETS marittimo: dal 2026 piena copertura delle emissioni

Il primo gennaio 2026 ha segnato l’entrata a regime dell’ETS marittimo: il che vuol dire che per i viaggi via nave intra‑UE sarà necessario coprire il cento per cento delle emissioni, mentre per quelli extra‑UE la quota sarà del cinquanta per cento. 

Il costo complessivo stimato è di circa sei miliardi di euro, con gli armatori italiani particolarmente esposti per tipologia di flotte e rotte. 

Secondo le analisi di settore, la normativa presenta tre criticità: non incentiva il rinnovo delle navi, non reinveste nel comparto le risorse generate e produce distorsioni nei traffici, spingendo alcune compagnie a utilizzare porti non europei per ridurre i costi. Il dibattito sulla revisione del sistema è quindi tornato centrale.

Real Estate industriale: il Piemonte guida la riconversione

Accanto alle problematiche di varia natura, emergono anche nuove opportunità per la logistica dello Stivale. La Regione Piemonte ha presentato al MIPIM di Cannes, la principale fiera dedicata al Real Estate, oltre sei milioni di metri quadri di aree industriali dismesse e greenfield, equivalenti a due volte Mirafiori, con più di sessanta ex fabbriche in cerca di investitori. Tra queste figurano siti simbolici come l’ex Pininfarina, l’ex ThyssenKrupp, l’ex Embraco e l’ex Olivetti di Scarmagno

A queste si aggiungono venti ulteriori progetti in hospitality, student housing e logistica per oltre due milioni di metri quadri. 

Da questo punto di vista, sia il nuovo Piano Regolatore di Torino, sia il riconoscimento internazionale ottenuto dal Piemonte per l’impatto degli investimenti esteri, rafforzano la strategia di attrazione di capitali e la possibilità di trasformare aree dismesse in nuovi poli produttivi e innovativi.

Ti potrebbero interessare