La Supply Chain e i margini per mitigare l’inflazione

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Negli ultimi anni l’inflazione ha modificato profondamente gli equilibri economici della Supply Chain. L’aumento dei costi energetici, della manodopera, dei trasporti e del capitale ha ridotto i margini operativi in molti settori, mettendo sotto pressione responsabili logistici e supply chain manager. 

Continuare a concentrarsi esclusivamente sulla negoziazione delle tariffe di trasporto non è più sufficiente: la vera scommessa consiste nel comprendere dove si generano i costi lungo la catena logistica e quali leve siano realmente sotto il controllo dell’azienda.

L’inflazione moltiplicatrice di inefficienze

L’inflazione agisce come un amplificatore: un errore logistico che in passato aveva un impatto limitato oggi può produrre conseguenze economiche molto più rilevanti. Un fermo veicolo, una consegna mancata o una giacenza non programmata si traducono infatti in costi maggiori, perché aumentano contemporaneamente il costo del lavoro, quello dei mezzi e quello del capitale immobilizzato.

Per questo motivo la gestione della Supply Chain non può limitarsi a subire gli effetti del mercato, e non a caso le aziende più resilienti cercano invece di ridurre le inefficienze interne che alimentano l’erosione dei margini. Proprio la capacità di prevenire errori e anomalie operative rappresenta oggi una delle più efficaci forme di protezione dall’inflazione.

Oltre il nolo: il concetto di TCO

Molte organizzazioni valutano ancora i fornitori logistici confrontando esclusivamente il prezzo del trasporto, un’approccio figlio di una visione parziale che rischia di nascondere il vero costo della movimentazione.

Per questo motivo sta assumendo sempre maggiore importanza il concetto di Total Cost of Ownership (TCO), ossia il costo totale di gestione di una spedizione. Il TCO comprende il nolo, ma considera anche tutti gli elementi che incidono economicamente sul processo: costi accessori, danni, ritardi, resi, attività amministrative, immobilizzazione delle scorte e impatti sul livello di servizio.

In quest’ottica, il vettore apparentemente più economico non è necessariamente il più conveniente e un operatore in grado di ridurre eccezioni, reclami e inefficienze può generare un costo complessivo inferiore pur applicando una tariffa iniziale più elevata.

Il peso nascosto degli accessorial charges

Tra le principali cause di erosione della redditività figurano gli accessorial charges, ovvero tutti quei costi aggiuntivi che si sommano alla tariffa base di trasporto. Spesso vengono considerati voci marginali, ma nel loro insieme possono incidere in modo significativo sul conto economico logistico.

Rientrano in questa categoria i costi di attesa durante carico e scarico, le giacenze, le riconsegne, le attività di movimentazione speciale, l’utilizzo di attrezzature dedicate e le rettifiche derivanti da errori di classificazione delle merci.

La criticità maggiore risiede nel fatto che questi oneri tendono a ripetersi nel tempo, trasformandosi, se non vengono monitorati e analizzati, in potenziali perdite strutturali di margine. Un sistema di controllo efficace dovrebbe quindi individuare quali clienti, tratte o processi generano il maggior numero di costi accessori e intervenire sulle cause che li producono.

Specializzazione e valore economico

In un contesto inflazionistico la specializzazione logistica non rappresenta necessariamente un costo aggiuntivo, ma può diventare una fonte di efficienza. Merci complesse, prodotti ad alto valore, spedizioni a temperatura controllata o trasporti fuori sagoma richiedono competenze, procedure e attrezzature dedicate.

Investire in una gestione più qualificata consente spesso di evitare danni, ritardi, penali e costi straordinari che inciderebbero pesantemente sul TCO. In altre parole, la generazione di valore non deriva soltanto dal contenimento della tariffa, ma dalla capacità di assicurare una consegna corretta al primo tentativo, nel rispetto di tempi, qualità e requisiti operativi.

La sostenibilità economica della Supply Chain dipende sempre meno dalla capacità di ottenere sconti tariffari e sempre più dalla capacità di governare i processi. Analizzare il TCO, monitorare i costi accessori, prevenire errori operativi e investire nella specializzazione rappresentano oggi strumenti fondamentali per difendere i margini.

L’inflazione non può essere eliminata, ma i suoi effetti possono senz’altro essere mitigati.

Fonte: globaltrademag.com

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