Il trasporto marittimo mercantile sta entrando in una fase di discontinuità rispetto alla sua tradizione. La storia del comparto navale, soprattutto commerciale, ha visto anche negli ultimi decenni un livello di digitalizzazione minimo: la conduzione di veri e propri giganti del mare è stata affidata quasi esclusivamente all’esperienza dell’equipaggio e a procedure ben consolidate nel tempo.
Oggi, però, la spinta ad ottenere una maggiore efficienza energetica, la necessità di ridurre i costi vivi del trasporto marittimo e l’urgenza di innalzare gli standard di sicurezza stanno invogliando il settore a esplorare con decisione le potenzialità dell’intelligenza artificiale.
L’IA non viene percepita, almeno in questa fase, come un elemento di sostituzione, ma piuttosto come un alleato capace di affiancare i marittimi, di alleggerire il carico di lavoro e di rendere più controllabili processi complessi e variabili.
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Le ragioni di una svolta digitale
La navigazione commerciale ha luogo in un ambiente già per sua natura caratterizzato da molteplici variabili: le condizioni meteo che cambiano repentinamente, le rotte che sono sempre più affollate, le normative che evolvono di continuo e i sistemi di bordo che richiedono un monitoraggio continuo.
L’intelligenza artificiale, offrendo la possibilità di analizzare grandi quantità di dati in tempo reale, capita come si suol dire a fagiolo e permette di suggerire rotte più efficienti, di anticipare i guasti più probabili; in definitiva, fornisce supporto nelle decisioni operative.
L’obiettivo dell’ingresso dell’IA nella navigazione mercantile non è tanto sostituire il comandante o l’ufficiale di macchina, ma permettere loro di concentrarsi sulle scelte più importanti, quelle di natura strategica, delegando alle macchine la gestione di compiti ripetitivi o ad alta intensità di informazioni da analizzare. La digitalizzazione, un tempo marginale a bordo di una nave, assume man mano il ruolo di fattore competitivo nella gestione efficiente dell’unità navale – e di una flotta – nonché un prerequisito per la sua sostenibilità.
Il progetto pilota di CMA CGM, SDARI e Bureau Veritas
A tal proposito giunge la notizia del progetto congiunto avviato da CMA CGM insieme allo studio di progettazione navale cinese SDARI, con il contributo tecnico e regolatorio di Bureau Veritas. Le tre realtà hanno siglato un accordo di sviluppo per definire un nuovo concept di portacontainer assistita dall’IA.
L’idea è quella di immaginare una nave in cui i sistemi intelligenti affianchino l’equipaggio in ogni fase dell’operatività, pur mantenendo la supervisione umana come principio irrinunciabile.
Il concept si basa sull’integrazione dei tre punti di vista, quello di CMA CGM, che porta nel progetto la prospettiva dell’armatore e le esigenze operative maturate nella gestione quotidiana della propria flotta, quello di SDARI, che mette a disposizione la propria esperienza nella progettazione navale e nelle tecnologie per le smart ship, e infine quello di Bureau Veritas, che garantisce la coerenza di ogni passo con le norme di sicurezza, con i requisiti di classificazione e con le valutazioni dei rischi.
Obiettivi e sviluppo del concept
Il progetto si concentra sul miglioramento dell’efficienza energetica, della sicurezza e delle performance operative. La prima fase consiste nell’individuare quali funzioni di bordo potrebbero beneficiare maggiormente dell’assistenza tecnologica, dalla navigazione alla gestione dell’energia, fino al monitoraggio dei macchinari.
Una volta definito il perimetro delle funzioni da potenziare, i partner selezioneranno un concept da sviluppare in modo più approfondito, valutandone la fattibilità tecnica, normativa e commerciale.
A quel punto entreranno in gioco il Concept of Operations, che descriverà nel dettaglio l’interazione tra equipaggio, sistemi assistiti e supporto da terra, e la Basis of Design, che definirà l’architettura tecnica della nave e dei suoi sistemi intelligenti.
Verso la nave assistita del futuro
Parallelamente verranno condotte valutazioni sulla sicurezza e sui fattori umani, seguendo un approccio basato sul rischio e allineato alle regole di Bureau Veritas. Il concept finale sarà tradotto in specifiche tecniche e sottoposto alla procedura di Approval in Principle, un passaggio fondamentale per la futura industrializzazione del progetto.
Lo studio comprenderà anche una stima dei costi di investimento e di esercizio, oltre alla definizione di una roadmap che guiderà l’evoluzione del concept verso una possibile applicazione reale.
L’iniziativa di CMA CGM, SDARI e Bureau Veritas rappresenta uno dei segnali più concreti della direzione che il settore marittimo sta imboccando, per cui l’intelligenza artificiale non è più un elemento futuristico, ma una componente che si sta integrando nei processi decisionali e operativi delle navi mercantili. La sfida consiste nel trovare un equilibrio tra tecnologia e competenza umana, costruendo un modello di nave assistita che renda il lavoro dei marittimi più sicuro, più efficiente e più sostenibile, senza snaturare il ruolo centrale dell’esperienza e del giudizio umano nella navigazione.
Fonte: container-news.com




