La chiusura dello spazio aereo nei cieli di Mosca in risposta alle sanzioni imposte alle compagnie aeree russe ha, sin dall’inizio del conflitto in Ucraina, posto un enorme problema al trasporto di merci e persone.

La prima reazione di molti vettori è stata rispolverare le vecchie rotte accantonate con la fine della guerra fredda, pensando subito alle traversate artiche per collegare Europa ed Asia.

Non tutte le compagnie aeree propendono però per le rotte storicamente consolidate.

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Evitare di sorvolare l’Artico

Un problema che il trasporto aereo deve risolvere è la duplice sfida dell’aggirare la Federazione Russa da nord piuttosto che da sud. Attraversare i cieli artici comporta meno chilometri da coprire, ma espone ad intemperie tra le più ostili che si possano trovare, che possono far variare anche significativamente la durata del volo.

Addirittura, le condizioni meteo possono imporre frequenti stop ai voli, rendendo poco efficiente la tratta oltre che molto dispendiosa in termini di carburante.

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Voli da record: l’idea di Cathay Pacific

Ecco dunque che alcune compagnie iniziano a mettere in pratica tracciati aerei nuovi: il primo esempio arriva da Cathay Pacific, vettore asiatico con base ad Hong Kong, che domenica 3 aprile ha inaugurato il volo più lungo al mondo.

Ufficialmente non viene citata la questione ‘russa’, bensì una generica maggior competitività della tratta scelta grazie al favore dei venti. Fatto sta che, in 18 ore e sorvolando poco meno di 17mila chilometri, gli Airbus A350-1000 della compagnia collegheranno Hong Kong a New York senza soluzione di continuità.

Si tratta del volo più lungo al mondo (il precedente detentore del record collegava Singapore a New York con uno scarto di poco inferiore di miglia di volo), la cui sostenibilità è ancora da dimostrare: per il momento si tratta di un collegamento passeggeri, ma, in riva, si sa, viaggiano sempre anche le merci.