Dalla resilienza militare all’efficienza civile. Come innovazione, intelligenza artificiale e cooperazione possono dare vita a un’unica architettura strategica per il sistema paese. A colloquio con il Generale di Brigata Aerea dell’Aeronautica Militare Massimo Cicerone.
La logistica storicamente appartiene al mondo militare: ci parli del mondo della logistica e della supply chain di oggi nell’Aeronautica Militare, delle sue particolarità, degli obiettivi e delle criticità.
“La logistica si è evoluta nel corso dei secoli di pari passo con l’evoluzione degli eserciti di tutto il mondo. L’Aeronautica Militare non fa eccezione in questo senso, con una naturale evoluzione del suo sistema logistico in relazione allo sviluppo tecnologico del mezzo aereo. Si è passati da una filosofia ‘just in case’, subito dopo la fine del secondo conflitto mondiale, basata su scorte sia centralizzate sia periferizzate, ad una ‘just in time’, sviluppata dalla fine degli anni 80’ con l’arrivo di sistemi come il Tornado e l’AMX, mutuando anche concetti e procedure di gestione qualitativa dei processi introdotti da importanti colossi asiatici del mondo automobilistico. L’arrivo di velivoli di 5^ generazione ha cambiato ulteriormente il paradigma verso una supply chain ‘sense & response’ (ossia un modello evoluto di supply chain che utilizza dati in tempo reale, sensori e analisi avanzate per rilevare rapidamente i cambiamenti e adattare in modo dinamico produzione, approvvigionamenti e distribuzione, ndr), così come l’avvio del programma GCAP (Global Combat Air Programme, ndr), per il caccia di 6^ generazione e la concomitante estensione del dominio aereo verso lo spazio e lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e di tecnologie di ‘quantum computing’ non c’è dubbio apriranno nuove forme di supporto logistico di tipo ‘predittivo’ ed ‘autonomo distributiva’. Il futuro sarà la logistica spaziale, che avrà segmenti ‘a terra’ e ‘in viaggio’. Gli scenari internazionali presenti e futuri ci spingono a strutturare le Supply Chain in maniera resiliente ed adattiva, indirizzando gli sforzi verso una digitalizzazione spinta ‘security by design’, che sappia cioè integrare la sicurezza informatica fin dalle prime fasi di sviluppo di sistemi, infrastrutture e processi, per assicurare ‘quello che serve’, ‘dove serve’ e ‘quando serve’“.
La sostenibilità e l’efficienza logistica rappresentano un binomio spesso inconciliabile. Quali strategie e quali innovazioni ravvede per un problema così complesso anche in ambito militare? Quali pratiche, invece, andrebbero “importate” anche nel mondo civile?
“L’Aeronautica Militare da sempre cerca di coniugare la sostenibilità con l’efficienza logistica, affidando ad esempio una parte di servizi e rifornimenti al trasporto intermodale, con un cospicuo abbattimento di CO2. Un altro ambito in cui si sta agendo con forza è quello dell’ottimizzazione, nell’ambito delle flotte di mezzi in uso alla Forza Armata, di un cospicuo parco di veicoli ibridi o ‘full hybrid’, strizzando l’occhio anche ai biofuel sia terrestri che SAF (sustainable aviation fuel), per iniziare a conoscere i comportamenti di questi prodotti e nell’auspicio che i cicli di produzione industriali potranno garantire le quantità necessarie a costi congrui. Di fatto, da un lato la spiccata vocazione verso le innovazioni tecnologiche della Forza Armata e dall’altro la velocità con cui il mondo accademico ed industriale stanno operando, costituiscono una interazione vincente che comporta una stretta sinergia tra la parte militare e quella civile ma che di fatto sono due facce della stessa medaglia“.
Qual è la sua opinione e la sua esperienza in merito alle potenzialità offerte dall’intelligenza artificiale e dalle nuove tecnologie in ambito logistico. Verso quali soluzioni vi state orientando?
“L’intelligenza artificiale sta diventando un importante motore della trasformazione in tutti gli ambiti, non ultimo quello della logistica. Si tratta di un fattore abilitante che non si limiterà a migliorare i processi esistenti, ma permetterà di ripensarli in modo più rapido, preciso e sostenibile. La logistica con l’AI consentirà di prevedere la domanda con maggiore accuratezza, ottimizzare i trasporti in tempo reale, automatizzare attività ripetitive e rendere i magazzini più “intelligenti” grazie all’integrazione con sistemi robotici e sensori. Nei Settori di Supporto dell’Aeronautica Militare il proposito è di vivere questa nuova frontiera non come un mero progetto IT, ma come un’evoluzione naturale dell’organizzazione, potenziando le funzioni WMS, TMS ed ERP con modelli predittivi ed introducendo digital twin per simulare scenari complessi e costruire vere e proprie control tower digitali che unifichino dati, alert e decisioni operative. La direzione indicata dalla Difesa è chiara: una logistica sempre più guidata dai dati, capace di anticipare i problemi invece di reagire, liberando tempo e risorse per attività a maggior valore aggiunto“.
In un recente suo intervento, ha parlato di complementarietà tra logistica civile e aeronautica militare, sotto diversi aspetti – scambio di know how, convivenza di assetti civili e militari, sviluppo reciproco del sistema Paese e copertura delle reciproche “zone grigie”. Quali sono le potenzialità, ma anche le resistenze, nell’attuazione di progetti così ambiziosi?
“La complementarità tra logistica civile e militare può rappresentare un’occasione preziosa per trasformare due sistemi paralleli in un’unica architettura strategica. La logistica civile è più orientata all’efficienza mentre quella militare alla resilienza, due mondi che possono essere parti di un’unica filiera nazionale. Il settore civile porta la capacità di ottimizzare, innovare, digitalizzare; quello militare garantisce continuità operativa, sicurezza, gestione dell’imprevisto. Sovrapporre questi due piani permetterebbe al paese di acquisire un plus che nessuno dei due ambiti potrebbe generare da solo. La condivisione di infrastrutture, per esempio di stoccaggio, la co‑gestione degli aeroporti, lo scambio di competenze tecniche, la copertura delle rispettive ‘zone grigie’, dalle emergenze sanitarie ai trasporti strategici, diventerebbero così non solo possibili, ma necessari. La complementarità creerebbe un sistema più rapido, più robusto, più capace di reagire a crisi improvvise e di sostenere lo sviluppo industriale e tecnologico nazionale. In termini di limiti e/o potenzialità occorre avviare un’interazione per far conoscere le reciproche culture organizzative, le normative ed i margini di condivisione per avviare un reale sviluppo integrato. Aspetti nevralgici di questa sinergia sono in primis la sicurezza delle informazioni e dei lavoratori, le competenze peculiari per gestire i rispettivi potenziali. La forza di questa integrazione non starebbe nella somma delle parti, ma nella loro trasformazione in complementi reciproci per dare al Paese un nuovo modello di sicurezza, innovazione e competitività”.
Chi è Massimo Cicerone
Il Generale di Brigata Aerea Massimo Cicerone è un alto ufficiale dell’Aeronautica Militare italiana, con una lunga e consolidata esperienza nel campo della logistica operativa e della gestione delle supply chain strategiche. Da anni, è un punto di riferimento per l’integrazione tra la logistica militare e quella civile, sostenendo come la resilienza e l’interoperabilità dei sistemi di trasporto siano fondamentali per affrontare le sfide geopolitiche ed emergenziali moderne.
Quali sono invece le iniziative di collaborazione tra mondo civile e militare a livello di formazione?
“Nell’ambito dei nostri corsi di formazione – per tutte le categorie di personale dell’Aeronautica Militare, da quelli basici a quelli specialistici, ad esempio Dangerous Goods IATA, esiste da tempo una stretta connessione fatta di scambi esperienziali, di visite presso realtà logistiche e industriali nazionali, nonché di una presenza sempre più marcata di docenti civili provenienti dal mondo universitario, aziendale e istituzionale. In parallelo, vi è una sempre maggiore domanda di interventi di personale dell’Aeronautica Militare in seminari, simposi e eventi fieristici a carattere logistico utili a creare quella interazione a cui abbiamo accennato pocanzi“.Stiamo vivendo tempi molto difficili sotto molti punti di vista, cosa si auspica per il futuro della logistica in Europa?
“Il futuro della logistica in ambito europeo deve puntare su tre pilastri fondamentali: integrazione, resilienza e innovazione. Gli scenari internazionali che stiamo vivendo dimostrano quanto le catene di approvvigionamento siano sensibili alle turbolenze generate da crisi anche locali, choke point, e quanto la capacità logistica sia oggi un elemento strategico tanto quanto quello operativo. Per questo è quanto mai importante rafforzare sempre di più la cooperazione tra Forze Armate, istituzioni e industria, sviluppando sistemi interoperabili, procedure condivise e una maggiore autonomia strategica regionale. Un altro aspetto essenziale riguarda la resilienza: la logistica del futuro dovrà essere in grado di reagire rapidamente a situazioni complesse e mutevoli, garantendo continuità operativa anche in contesti di emergenza, crisi energetiche, cyber minacce o eventi umanitari. In questo senso, la capacità di pianificare, adattarsi e sostenere le attività/operazioni in tempi rapidi sarà determinante. Infine, sarà fondamentale investire nell’innovazione tecnologica: digitalizzazione, intelligenza artificiale, analisi predittiva, automazione e sostenibilità energetica rappresentano strumenti indispensabili per rendere la logistica più efficiente, sicura e sostenibile, mantenendo al centro la sicurezza collettiva e il supporto alle persone“.
Silvia Grizzetti




