Dalle cifre ai dati, dai dati alle informazioni e dalle informazioni alla cultura aziendale: la logistica di Conserve Italia, raccontata da Nicola Zannoni, direttore Supply Chain e Relazione Clienti Conserves France e responsabile Logistica Distributiva Gruppo Conserve Italia.
Conserve Italia è una realtà agroalimentare italiana oggi di respiro internazionale, costituita da 35 cooperative di primo grado con 14.000 produttori agricoli associati, che annualmente producono circa 600.000 tonnellate di frutta e ortaggi destinati alla trasformazione e alla vendita. Il gruppo, aderente a Confcooperative (Confederazione Cooperative Italiane), ha realizzato un’efficiente rete di centri logistici con magazzini di stoccaggio e spedizione a elevata automazione, collocati in prossimità degli stabilimenti di trasformazione o in aree strategiche per lo smistamento delle merci a livello europeo. Oltre al tradizionale trasporto su strada, inoltre, è stato sviluppato il trasporto multimodale, con l’allestimento di 3 treni speciali settimanali, per il trasporto sulle direttrici Nord-Sud dall’Italia e il potenziamento verso la Francia, la Germania e i paesi scandinavi.
Per gestire le complessità di un mondo in trasformazione, non solo a livello tecnologico e gestionale ma anche geopolitico, quali sono gli strumenti teorici e pratici necessari?
“Papa Francesco aveva definito l’attuale fase storica non come una semplice epoca di cambiamenti ma come un ‘cambiamento d’epoca’ e noi dobbiamo essere preparati con un apprendimento continuo poggiato su solide basi teoriche e pratiche, un po’ come un albero, che non ha fretta di crescere in larghezza senza avere prima affondato solidamente le proprie radici nel terreno. È una metafora che ripeto ai miei collaboratori per esortarli, dopo aver approfondito le proprie competenze, a cercare di collaborare in maniera strutturata con le funzioni aziendali vicine. Nel mio caso la laurea in ingegneria gestionale è stata la base di partenza che mi ha dotato di nozioni tecniche di base e di metodo però ho successivamente aggiunto attraverso due master delle nuove competenze hard con il primo e nuove competenze soft con il secondo non meno importanti, anzi fondamentali per fare squadra in azienda“.
Però la competitività è sempre l’obiettivo principale, il fattore “tempo” e il livello di servizio rimangono punti cruciali, soprattutto quando si ha a che fare con un grande numero di operatori logistici come nel vostro caso. Qual è il vostro approccio?
“Quello di considerare il tempo come l’unica vera risorsa critica, il bene più prezioso per definizione in quanto non estraibile o replicabile dall’opera umana. Lavorando per automatizzare e standardizzare tutte le fasi del processo logistico soprattutto quelle ripetitive, è possibile destinare la quota parte di tempo maggiore alla gestione delle eventuali problematiche o emergenze perché un buon livello di servizio può definirsi tale solo se si riesce a mantenerlo nel tempo“.
Competitività e sostenibilità sono state per molto tempo percepite in contrapposizione, qual è la verità nella realtà concreta delle aziende?
“In realtà le due cose non sono in contrapposizione, è finalmente cambiato il modo di osservare aspetti importantissimi per la buona salute dell’azienda, misurandoli. Il bilancio di sostenibilità ci permette di vedere oltre ‘l’istantanea’ data dal conto economico, dallo stato patrimoniale e dai flussi di cassa, dandoci contezza di quanta possibilità avrà l’azienda di prosperare nel lungo periodo“.
L’automazione, pur con tutti i vantaggi che apporta, rappresenta solo una risposta parziale alla carenza di manodopera. In una sua recente intervista ha parlato di un “approccio olistico”: in che cosa consiste?
“L’automazione di una qualunque attività è solo l’ultima fase di un cammino che richiede l’analisi completa di tutto il processo, in questo senso facevo riferimento all’approccio olistico. Il che significa anche re-ingegnerizzare ogni singola operazione ottimizzandola o ripensandola completamente. Questo vale per tutti gli attori coinvolti con particolare attenzione alla formazione di tutte le persone che lavoreranno con quel tipo di automazione dal punto di vista delle risorse. Metaforicamente è inutile acquistare una Formula 1, automazione, se non ho un pilota sufficientemente esperto, personale formato, e una pista su cui correre, condizioni di contorno, dati, anagrafiche e strutture in cui l’automazione funziona“.
Avete automatizzato, nel vostro principale stabilimento situato a Pomposa (FE), tutta la movimentazione dei trasporti interni dei pallet in bulk con AGV di E80 Group; quali benefici avete rilevato da questa automazione?
“È stato un cambio di paradigma molto importante per noi in quanto l’introduzione dell’automazione dei trasporti interni nel sito di Pomposa ci ha costretto a cambiare le metriche di risposta per problematiche legate ad aspetti logistici quali, ad esempio, la manutenzione di un dato anagrafico non corretto, la filmatura dei pallet, aspetti che precedentemente con la movimentazione con carrellista tradizionale erano ‘nascosti sotto il tappeto’ del costo correlato. La gestione automatica invece richiede un pronto intervento immediato, pena il blocco del processo. In pratica, porta all’emersione di costi esistenti scaturita dalla non corretta gestione dei dati che precedentemente ‘annegavano’ nel monte totale delle inefficienze. Dobbiamo pensare all’automazione come un ‘marcatore’ dei costi legati alla cattiva gestione della qualità dei dati delle procedure all’interno di un’azienda in termini quantitativi ma anche qualitativi e non come a una voce di costo aggiuntive“.
Sempre per quanto riguarda i pallet, avete aderito ad un sistema pooling privato (CHEP) abbandonando il pallet EPAL interscambiabile. Ora che è entrata in vigore la legge sull’interscambio pallet, rivedreste questa decisione?
“Accogliamo con molto favore l’introduzione della legge 2 dicembre 2025, n.182 che aggiorna la normativa del 2022, apportando degli elementi di chiarezza per quanto riguarda alcuni aspetti operativi non del tutto chiari nella prima versione. Rimaniamo in attesa di vedere nei prossimi mesi, come sarà attuata la norma sul terreno e la sua effettiva efficacia in termini pratici. Riteniamo comunque che il valore aggiunto di un servizio di pooling privato non si basi solo sulle inefficienze causate dalla non restituzione dei pallet ma soprattutto dalle efficienze in termini operativi e ambientali generati dalla diminuzione dei chilometri percorsi dai pallet restituiti, frutto del sistema di interscambio pooling“.
Una quota rilevante dei vostri trasporti è gestita via treno. In che modo riuscite a rendere efficiente una modalità di trasporto da sempre poco utilizzata nel settore del largo consumo?
“Tengo a precisare che noi facciamo trasporto intermodale con consegna al cliente, gestendo nella maniera più efficiente possibile il fattore ‘tempo’ e in particolare il lead time concesso dai clienti: negli anni, infatti, ci siamo concentrati sull’analisi del processo logistico interno nella sua interezza, dalla definizione delle anagrafiche dei clienti e delle condizioni contrattuali, alla pianificazione della domanda e della produzione, fino alla tracciabilità della consegna e infine la fatturazione. L’obiettivo, come già accennato, è di concentrarsi sui ‘processi parassiti’ nella gestione dell’ordine cercando di eliminarli oppure automatizzandoli il più possibile. È in questa ottica che abbiamo creato gruppi di lavoro permanenti che si occupano dell’inserimento delle anagrafiche clienti, dell’implementazione dell’EDI per ingresso ordini, della codifica delle condizioni commerciali, della gestione credito e della pianificazione della domanda. Tutte queste iniziative sono orientate a far ‘sostare’ il meno possibile gli ordini in azienda, con un tempo medio di circa 0,5 giorni lavorativi, per poi poterli rendere visibili sul nostro Portale GOL ai nostri partner logistici il prima possibile. Tutto il tempo recuperato è dato in dote ai nostri partner per poter rendere possibile una modalità di trasporto altrimenti poco sostenibile dal punto di vista operativo, per quanto riguarda la distribuzione al cliente. La chiave di tutto è un lavoro continuo sui dati, per questo auspico l’introduzione di figure specializzate, veri e propri ‘data quality manager’ in grado di analizzare la mole enorme di metadati che un’azienda come la nostra produce“.
Quali soluzioni di AI state valutando nei seguenti ambiti: magazzino, trasporto e pianificazione?
“Riteniamo che l’utilizzo dell’AI sarà un fattore imprescindibile nel futuro come supporto soprattutto nell’automatizzazione di processi ripetitivi e onerosi ma imprescindibili ad oggi svolti da operatori umani. Al momento vediamo applicazioni operative soprattutto nell’ambito magazzini e trasporti, siamo molto attenti alle evoluzioni del mercato per quanto riguarda il lato pianificazione. Attenzione però, il fattore umano rimane per noi centrale all’interno dei nostri processi, dal nostro punto di vista AI è uno strumento a supporto e non di sostituzione della componente umana che beneficerà enormemente dal suo utilizzo potendo concentrare il proprio tempo sulla parte più creativa e a valore aggiunto della propria attività“.
Lei ha responsabilità a livello europeo: cosa prenderebbe di buono dall’estero per portarlo in Italia?
“Una maggiore chiarezza istituzionale tra i vari attori della filiera per quanto riguarda le regole del gioco in termine di servizio logistico ed una maggior propensione all’utilizzo dei numeri come base di partenza delle discussioni“.
Si parla tanto di digital supply chain ma i numeri dicono che la digitalizzazione delle informazioni tra gli attori della filiera è ancora bassa. Quali sono gli ostacoli da rimuovere?
“È necessario un processo di alfabetizzazione di tutti gli attori coinvolti in questo processo allo scopo di rendere evidenti a tutti i benefici correlati ad una gestione codificata e condivisa digitalmente delle informazioni. Tutto questo richiede però la presenza di persone preparate professionalmente su questi temi che abbiano accesso alle leve decisionali e che possano dare la spinta necessaria al raggiungimento di tali obiettivi. L’introduzione dell’automazione e l’AI possono essere elementi catalizzatori che possano accelerare questo processo a mio parere inarrestabile per garantire la sostenibilità dell’intera filiera“.
Se avesse la bacchetta magica, che cosa vorrebbe fare per migliorare il sistema logistico nazionale?
“Mi piace pensare a una sorta di ‘Babele al contrario’ ovvero di avere la possibilità di uniformare il linguaggio e le metriche di tutti gli attori della filiera dando l’opportunità a tutti di parlare un comune linguaggio basato sulla robustezza di dati oggettivi. Il sano confronto tra le parti, ancor meglio supportato da solide evidenze basate su dati ‘robusti’ porta sempre ad una soluzione a somma positiva in termini di benefici globali di sistema“.
Hobby: attività all’aria aperta e a contatto con la natura.
Sogno nel cassetto: ripercorrere il Cammino di Santiago di Compostela con mia moglie e, stavolta, anche con i miei figli.
Ultimo film o libro visto: riletto da poco “Guerra e Pace“ di Lev Tolstoi.
Sport o viaggi: entrambi, possibilmente abbinati.
Messaggio in bottiglia: “Abbiate rispetto delle vostre vite Impegnando al meglio il tempo che vi è stato concesso, dando il vostro contributo”.
Silvia Grizzetti



