Un viaggio nella supply chain del settore beauty attraverso l’esperienza L’Oréal tra complessità operative, strategie d’avanguardia e attenzione al capitale umano.
In un mercato come quello cosmetico guidato da velocità, innovazione, esigenze di personalizzazione e crescente attenzione alla sostenibilità, la supply chain assume un valore strategico imprescindibile. L’Oréal incarna questa evoluzione grazie a un approccio logistico fondato su precisione, agilità e qualità, capace di affrontare le criticità proprie di un settore tanto affascinante quanto complesso. Ne parliamo con Nicoletta Novembre, supply chain director in L’Oréal.
Quello della cosmetica è un settore molto complicato sotto il profilo della logistica: quali sono le principali criticità da affrontare nella gestione della supply chain?
“Il settore cosmetico è un affascinante ‘campo di battaglia’ per il settore logistico caratterizzato da migliaia di referenze di dimensioni peso e valore diverse, insomma, una sfida quotidiana nella gestione degli spazi e della distribuzione. Si aggiungono poi la gestione delle stagionalità non solo ‘da calendario’ ma anche delle ricorrenze nelle quali regalare e regalarsi ‘bellezza’. Ogni periodo ha il suo picco di domanda che richiede capacità di adattamento e di attività straordinarie che L’Oréal affronta basando la sua strategia su tre pilastri fondamentali: precisione, agilità, e qualità“.
Eppure, sono tempi difficili per avere precisione e agilità…
“In L’Oreal abbiamo quattro diverse divisioni: la divisione prodotti di lusso e dei prodotti di largo consumo, la divisione dei prodotti destinati al canale farmacie e infine quella dei prodotti professionali per capelli che si rivolge agli hair stylist e ai retail. Lavoriamo con previsioni della domanda più accurate possibili costruite insieme alle funzioni commerciale e marketing e, in alcuni casi, anche con i nostri clienti. Sfruttiamo i dati di stock in trade e sell out cercando contestualmente di mantenere quella flessibilità operativa necessaria per reagire rapidamente agli imprevisti e ai picchi. Investiamo nella formazione del personale e in sistemi di gestione avanzati perché vogliamo garantire la massima disponibilità di prodotto, con precisione e qualità nella preparazione di tutti gli ordini, anche di quelli più frammentati“.
Con quali risultati?
“La nostra aspirazione è l’’operation excellence’ in tutte le sue declinazioni perché crediamo che la bellezza risieda anche nei dettagli delle nostre Operations. Non sempre i risultati sono quelli che ci aspettiamo. Con trasparenza riconosciamo che la gestione di variabili esterne e non prevedibili, come per esempio le interruzioni o i rallentamenti nel settore dei trasporti, magari a causa di scioperi, oppure eventuali performance di vendita straordinarie che portano a picchi di domanda che possono superare la capacità produttiva della factory e/o del magazzino. Tutto questo può talvolta rendere i risultati non immediatamente all’altezza delle aspettative. È proprio in questo contesto che il nostro impegno si intensifica. Lavoriamo quindi mappando tutti i processi e promuovendo una sorta di continuous improvement e rilevando ogni singolo disservizio“.
La supply chain di L’Oreal Group è stata classificata nel 2025, come la sesta migliore al mondo da Gartner Group…
“Questo risultato si basa su una classificazione che comprende due componenti principali: la performance aziendale e l’opinione della comunità. L’Oreal Group è stato riconosciuto per l’impegno nel fornire ai consumatori e ai clienti le esperienze e i prodotti di cui hanno bisogno attraverso una supply chain sostenibile responsabile e connessa, alimentata dalle persone dai dati e dalla tecnologia approccio che anche L’Oreal Italia sposa totalmente nella gestione della logistica“.
In Italia avete centralizzato la distribuzione in un vostro magazzino a sud di Milano. Una scelta di gestione “in house” che molte aziende cominciano a prendere in considerazione, quali sono state le motivazioni che hanno portato a questa soluzione?
“La decisione di gestire internamente le nostre operazioni logistiche è stata attentamente valutata e, a mio avviso, si è rivelata lungimirante. Questo approccio ci permette in primo luogo di mantenere un controllo diretto sul magazzino, secondariamente, un unico punto di gestione centralizzato ottimizza i flussi riducendo le ridondanze, sfruttando al meglio le economie di scala e coordinando in modo più efficace la capacità operativa, anche nei trasporti e nelle spedizioni, con conseguente riduzione dell’impatto ambientale. I nostri processi devono essere sempre monitorati, ottimizzati, revisionati e talvolta anche reinventati per rispondere efficacemente alle esigenze dei nostri clienti. Tutto questo richiede una continua connessione e una stretta collaborazione con il business e con gli altri team della supply chain“.
E per quanto riguarda le attività di handling?
“Le attività di handling sono affidate a un operatore specializzato con cui collaboriamo in progetti di ‘continuous improvement’ e co-engeneering unendo così i benefici del controllo interno all’expertise esterna, in un reciproco accrescimento delle competenze. Per noi l’operatore logistico è un partner a tutti gli effetti, che garantisce business continuity, ma anche una gestione responsabile e qualificata dei team, con un forte focus sulla formazione e l’adozione di un modello lavorativo che ha superato la logica delle cooperative. L’attuale solidità della contrattualistica in materia, infatti, fonda le basi per una collaborazione trasparente e duratura“.
L’Oréal gestisce più canali distributivi: profumerie, GDO e grossisti. Come riuscite a soddisfare esigenze di servizio molto differenti fra loro per quantitativi e per volumi distribuiti?
“Per gestire canali così differenti occorre grande flessibilità e profonda comprensione delle esigenze di ogni canale cliente. I canali selettivi come profumerie, farmacie e hair stylist generano piccoli ordini e spesso urgenti per i quali occorre precisione, un servizio impeccabile e tempi di consegna rapidissimi. Per la GDO e i retailer, invece, i volumi sono molto più alti ed hanno una gestione condizionata dalle promozioni e dal rispetto di finestre di consegna molto ristrette che impongono un grande rigore logistico. I grossisti, anch’essi nostri clienti, richiedono invece una gestione strategica degli stock e un riassortimento completamente ottimizzato, con volumi consistenti ma con meno urgenze sui singoli ordini“.
Dal packaging all’utilizzo di materie prime sostenibili, quando bellezza fa rima con sostenibilità
Per L’Oréal la sostenibilità rappresenta un principio imprescindibile, espresso concretamente attraverso il programma “L’Oréal for the Future”, attivo già da diversi anni.
L’Oréal è impegnata nella riduzione della plastica vergine con l’adozione di materiali riciclati o di origine biologica per gli imballaggi e nell’utilizzo di energia proveniente da fonti rinnovabili (come dimostrato dalla Factory di Settimo Torinese, attiva al 100% con energie rinnovabili dal 2015). L’intera supply chain è implementata e monitorata attraverso specifici KPI, con soluzioni mirate a una significativa diminuzione dell’impatto ambientale. In particolare, vengono adottate strategie di prevenzione volte a limitare gli sprechi, gestendo in modo efficiente il bad stock e riducendo i resi.
Sul fronte dei trasporti, si promuove il consolidamento delle spedizioni per minimizzare i chilometri percorsi a vuoto, collaborando strettamente con partner che impiegano veicoli elettrici a basse emissioni per le consegne urbane, mezzi alimentati a biocarburante e, quando possibile, il trasporto intermodale per le tratte più lunghe. Inoltre, le consegne sono calendarizzate e ottimizzate in sinergia con i clienti, al fine di contenere i reversal flow.
Infine, il nostro Centro di Distribuzione – vero fiore all’occhiello – ha ottenuto la certificazione
LEED Gold, a conferma degli elevati standard di efficienza ambientale dell’edificio.
Aggiungo che L’Oréal promuove attivamente l’economia circolare, dando una seconda vita ai prodotti non venduti tramite canali come le vendite ai dipendenti, le donazioni e i nostri outlet. Parallelamente, sono stati introdotti i Refill per alcuni prodotti, offrendo ai consumatori la possibilità di
acquistare unicamente la ricarica. La decarbonizzazione è un viaggio, non una destinazione, perché la bellezza non può prescindere da un futuro sostenibile.
Come fate a far convivere queste realtà così differenti?
“Grazie ai nostri processi, a team dedicati e tecnologie avanzate, ERP e WMS, la collaborazione costante cross funzionale, tra logistica, supply chain, commerciale, marketing e finance ,ci permette di comprendere e anticipare le esigenze di servizio e di mercato, costruire soluzioni condivise, e relazioni solide basate sulla fiducia“.
Nella sua carriera lei ha coperto ruoli diversi in aziende – l’attuale GXO, Metro C&C, Reckitt e oggi L’Oreal – attive in settori diversi. Quanto è stato importante per la sua professione conoscere il punto di vista dei vari attori della catena logistica?
“Mi ritengo fortunata per il cammino professionale che ho intrapreso. Ammetto che non è stato un inizio semplice, perché nel 2007, il mondo della logistica era un settore ancora prettamente maschile e questo ha comportato delle belle sfide da affrontare. Quella che era però solo una curiosità, grazie a una formazione in logistica al Politecnico di Milano, si è trasformata in una vera e propria passione, una bellissima avventura che continua ancora oggi. Ogni ruolo e ogni professionista con il quale ho lavorato, partendo dai miei superiori, ha creato il mio asset professionale offrendomi una prospettiva unica e complementare di crescita, portandomi a comprendere non solo le mie esigenze come ‘cliente interno’ della logistica, ma anche le sfide e le opportunità e i limiti dei nostri fornitori e dei nostri partner di distribuzione“.
Hobby praticati: sport all’aria aperta ma anche cycle indoor fin dai tempi dell’università. Amo viaggiare e correre in posti diversi.
Ultimo film visto: non ultimo ma che mi emoziona ancora molto nonostante lo abbia visto innumerevoli volte, un film di Baz Luhrmann “William Shakespeare’s Romeo + Juliet“. Il film mi stupisce sempre per come mescola elementi opposti in continua contrapposizione come nello stile del regista.
Sogno nel cassetto: in generale i miei sogni sono l’amplificazione di piccole cose, gioie che però devono fare felice non solo me ma anche le persone a cui tengo.
Messaggio in bottiglia: soprattutto ai giovani vorrei dire di essere coraggiosi, prima di chiedere bisogna imparare e per imparare bisogna rimboccarsi le maniche ed essere affamati di conoscenze e di esperienze, solo dopo ci sarà lo spazio giusto per gli avanzamenti di carriera.
Silvia Grizzetti



