Porti verdi nel Caspio: l’OSCE si affida a RINA e HPC  

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Foto di Freddy da Pixabay

La transizione ecologica e digitale delle infrastrutture marittime è ormai una priorità globale e, in questo quadro, si inserisce il progetto quinquennale promosso dall’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE), affidato al gruppo RINA e alla società tedesca HPC Hamburg Port Consulting. 

L’iniziativa, che prende il nome di ‘Promoting Green Ports and Connectivity in the Caspian Sea Region’, mira a trasformare un numero selezionato di scali strategici del Mar Caspio e del Mar Nero in hub sostenibili e digitalmente avanzati, utili a rafforzare al tempo stesso la cooperazione regionale lungo il cosiddetto ‘Middle Corridor’, la rotta che collega l’Asia centrale con l’Europa.  

Gli attori coinvolti portano competenze complementari: RINA, multinazionale con sede in Italia, è specializzata in consulenza ingegneristica, certificazione e ispezione, con una lunga esperienza nei progetti di transizione energetica. HPC, società con base ad Amburgo, è leader nella consulenza per porti, terminal e logistica, con un know-how consolidato nella digitalizzazione sostenibile e nelle operazioni ferroviarie intermodali. 

L’OSCE, attraverso il proprio Ufficio del Coordinatore per le attività economico-ambientali, ha avviato il programma per rispondere alla crescente domanda di transiti nella regione e per garantire che lo sviluppo dei porti avvenga in linea con gli obiettivi di sostenibilità e resilienza climatica.  

Gli scali sul corridoio Asia centrale – Europa 

Il contesto geografico è cruciale: i porti di Baku in Azerbaigian, Aktau e Kuryk in Kazakistan, Turkmenbashi in Turkmenistan e Batumi in Georgia rappresentano nodi fondamentali per il commercio internazionale. Questi scali si trovano infatti lungo una direttrice che sta assumendo un ruolo sempre più rilevante per i collegamenti tra Asia centrale ed Europa, soprattutto come alternativa alle rotte tradizionali: la pressione derivante dall’aumento dei flussi di merci rende indispensabile un piano di modernizzazione che riduca l’impatto ambientale e migliori l’efficienza operativa.  

Il progetto OSCE si articola su cinque pilastri: integrazione delle energie rinnovabili, resilienza climatica, sistemi di monitoraggio digitale, parità di genere e formazione. In pratica, ciò significa introdurre soluzioni concrete come studi di fattibilità per l’uso di fonti rinnovabili, progettazione di sistemi di monitoraggio ambientale e digitale, implementazione di politiche sensibili alla dimensione di genere e programmi di formazione che combinano corsi online con visite di studio presso porti europei di riferimento. 

L’obiettivo è fornire a ciascun porto analisi e piani d’azione su misura, accompagnati da specifiche tecniche per investimenti pilota e misure di rafforzamento istituzionale.  

La collaborazione RINA – HPC

Il ruolo di RINA è centrale:il gruppo italiano coordinerà le attività di consulenza ingegneristica e supporterà l’implementazione delle soluzioni energetiche e digitali, trasformando la propria esperienza in strumenti operativi per la transizione verde dei porti. 

HPC, dal canto suo, contribuirà con competenze nella logistica e nella digitalizzazione, aiutando le autorità portuali locali a prendere decisioni informate e sostenibili. Insieme, le due società garantiranno che le migliori pratiche internazionali vengano adattate alle esigenze specifiche della regione.  

Al termine del programma, i porti coinvolti disporranno di roadmap per la transizione climatica ed energetica, progetti tecnici per iniziative pilota e una maggiore capacità istituzionale per gestire operazioni sostenibili. Inoltre, sarà istituita una piattaforma di cooperazione transnazionale che permetterà lo scambio di conoscenze e il mantenimento di obiettivi condivisi di trasformazione verde e digitale.  

Il progetto promosso dall’OSCE con l’aiuto del RINA e di HPC rappresenta dunque un passo concreto verso la costruzione di infrastrutture marittime resilienti e sostenibili, capaci di rafforzare la connettività regionale e di contribuire alla decarbonizzazione del trasporto internazionale.

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