A due anni dall’inizio della pandemia di Covid-19 si può cominciare a trarre un bilancio sulla sua influenza nella logistica italiana. Una buona base di partenza è la ricerca che ogni anno l’Osservatorio Contract Logistics Gino Marchet svolge sullo stato delle attività di trasporto e di stoccaggio in conto terzi. Ciò che in questo caso interessa non sono tanto le cifre relative al fatturato (che comunque nei primi mesi del 2021 mostra un aumento del 3,5% rispetto all’anno precedente) quando alcune considerazioni qualitative che esprimono una tendenza sul medio e lungo periodo. La ricerca si sofferma su tre elementi: l’inizio della transizione verso una logistica sostenibile, la crescente importanza dei servizi logistici avanzati e il progredire della Logistica 4.0. Di logistica sostenibile si parla da tempo e i programmi comunitari per incentivare la transizione energetica e per superare la crisi pandemica (Green Deal e Pnrr) stanno sicuramente spingendo verso nuovi progetti dedicati. L’Osservatorio afferma che tali interventi sono promossi sia dai committenti sia dai fornitori della logistica in oltre cinquanta ambiti del processo, che spaziano dalla progettazione dei network logistici, al magazzino e ai trasporti, dal packaging allo sviluppo di nuove competenze fino alla collaborazione fra i diversi stadi della filiera. I committenti si focalizzano soprattutto sugli imballaggi e sul trasporto intermodale, mentre i fornitori adottano soluzioni e attrezzature per ridurre l’impatto ambientale dei magazzini e dei mezzi di trasporto sulle lunghe distanze e nell’ultimo miglio.

Più spinta per la logistica avanzata

I servizi logistici considerati “avanzati” sono quelli che finora erano rimasti fuori dalla attività logistiche tradizionali. La ricerca dell’Osservatorio Contract Logistics mostra che aumenta il coinvolgimento degli operatori logistici nella gestione degli imballi, nel rifornimento degli impianti produttivi (attraverso la creazione di kit nei sistemi di assemblaggio e produzione, la progettazione delle unità di movimentazione e il caricamento dei macchinari produttivi), nella trasformazione dei prodotti e nelle fasi del processo produttivo che richiedono competenze sui cicli tecnologici. Le società di logistica cominciano a proporre in modo significativo alla committenza soluzioni per la sostenibilità ambientale, tra cui spiccano il packaging pooling, sistemi commessi all’economia circolare e servizi di dopovendita, come l’assistenza tecnica, il customer service e la gestione del canale e-commerce. In quest’ultimo caso, il fornitore di logistica può essere coinvolto anche nella gestione del ricondizionamento dei resi e nello sviluppo della piattaforma per le vendite e il servizio assistenza. Restando nel commercio elettronico, la ricerca rileva che durante la pandemia è aumentato il suo peso nel fatturato delle imprese di logistica. Nello stesso tempo sta diventando sempre più complessa la sua gestione, per esempio fornendo ai committenti per la consegna diverse soluzioni (a casa o in punti dedicati) e diversi tempi (più di 48 ore, meno di 48 ore o in giornata).

Digitalizzazione in crescita

In Italia stanno aumentando i progetti di Logistica 4.0, ossia l’applicazione alla logistica dei concetti nati per l’Industria 4.0, compresi l’automazione e la connettività. Quelli censiti dall’Osservatorio Contract Logistics sono 275, tra quelli terminati e quelli in corso d’opera. La maggior parte, oltre due terzi, riguarda il magazzino e soprattutto l’automazione dei processi, mentre il resto riguarda il trasporto, con un’attenzione sull’integrazione dei diversi attori della filiera. Secondo i ricercatori dell’Osservatorio, i fattori principali che influenzano l’introduzione di soluzioni di Logistica 4.0 sono l’allineamento con la strategia aziendale, l’aspettativa di ottenere i benefici attesi e la compatibilità con i sistemi esistenti.

Claudio Corbetta